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Ordinanza — n. 18241/2022 — snciv Generato dall'IA

Italian Court dismisses appeal against Regional Tax Commission for apparent lack of reasoning in VAT case.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 18241/2022 — snciv
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

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The Italian Court of Cassation dismissed the Agency's appeal against the Regional Tax Commission's decision regarding VAT on meal vouchers. The Commission ruled that VAT becomes due upon the issuer's invoice rather than the meal's delivery, rejecting the taxpayer's accounting arguments. The Court upheld this outcome, finding the lower court's reasoning sufficient and rejecting the claim of apparent lack of motivation.

Regesto Legislator

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Art. 360 n. 4 c.p.c.; Art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.: A judgment is not void for apparent lack of reasoning if the court clearly identifies the legal elements and facts upon which its decision is based, even without an exhaustive logical dissection.

Parole chiave

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apparent lack of reasoning VAT meal vouchers tax accounting records Regional Tax Commission appeal dismissal contributo alle spese d'amministrazione lite in materia di contribuzioni pubbliche restituzione dei sussidi statali

Disposizioni normative citate

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Art. 360 n. 4 c.p.c.
CONSIDERATO Con l'unico motivo si prospetta censura ex art. 360 n. 4 c.p.c. per violazione art.
Art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.
546/1992, nonché art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c., nella sostanza lamentando motivazione meramente apparente nell'impugnata sentenza.
Art. 36 d.lgs. n. 546/1992
per violazione art. 36 d.lgs. n. 546/1992, nonché art.
Art. 13, comma 1 - quater, del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115
rilevato che risulta soccombente parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall'Avvocatura generale dello Stato, non si applica l'art. 13, comma 1 - quater, del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115.
art. 36 d.lgs. n. 546/1992
per violazione art. 36 d.lgs. n. 546/1992, nonché art.

Giurisprudenza citata

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Cass. VI-5, n. 9105/2017
Cass.S.U, n. 8053/2014
"minimo costituzionale" di cui alla nota pronuncia delle Sezioni Unite di questa Corte (Cass.S.U, n. 8053/2014, seguita da Cass.
Cass. VI-5, n. 5209/2018
Cass. Sez. L, Sentenza n. 161 del 08/01/2009
In termini si veda anche quanto stabilito in altro caso (Cass. Sez. L, Sentenza n. 161 del 08/01/2009) nel quale questa Corte ha ritenuto che la sentenza è nulla ai sensi dell'art.
Cass V, n. 24313/2018
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Testo completo

to la seguente ORDINANZA sul ricorso 11555-2020 proposto da: AGENZIA DELLE ENTRATE E DEL TERRITORIO, (C.F. 06363391001), in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope legis; - ricorrente - contro CONCIALDI TIZIANA; - intimata - avverso la sentenza n. 5814/9/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE della SICILIA, depositata il 10/10/2019; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 10/05/2022 dal Consigliere Relatore Dott.

MARCELLO MARIA FRACANZANI. RILEVATO L'Agenzia ricorre avverso la sentenza della CTR per la Sicilia - Palermo che ha confermato la pronuncia della CI? di Palermo ove erano state parzialmente apprezzate le doglianze della parte contribuente in tema di Iva su scontrini emessi (ma senza riscossione corrispettivo) per "buoni pasto" e tenuta scritture contabili. Più in particolare, la CTR ha confermato l'annullamento della ripresa a tassazione dei ricavi non dichiarati sulla fatturazione dei buoni pasto, individuando non nel momento dell'erogazione del pasto (ed emissione dello scontrino), bensì in quello successivo dell'emissione della fattura alla società emittente il buono (ticket), l'esigibilità dell'Iva che sarà quindi portata in contabilità con l'eventuale compensazione.

Ha rigettato altresì l'appello incidentale avanzato dalla contribuente per i capi di domanda non accolti dal giudice di prime cure, in ordine alle rimanenze di magazzino e relativa contabilizzazione. È rimasta intimata la parte contribuente. Il ricorso è affidato ad unico motivo. CONSIDERATO Con l'unico motivo si prospetta censura ex art. 360 n. 4 c.p.c. per violazione art. 36 d.lgs. n. 546/1992, nonché art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c., nella sostanza lamentando motivazione meramente apparente nell'impugnata sentenza. Ric. 2020 n. 11555 sez.

MT - ud. 10-05-2022 -2- Deve premettersi che è ormai principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte l'affermazione secondo la quale (Cass. VI- 5, n. 9105/2017) ricorre il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza allorquando il giudice di merito ometta ivi di indicare gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento ovvero li indichi senza un'approfondita loro disamina logica e giuridica, rendendo, in tal modo, impossibile ogni controllo sull'esattezza e sulla logicità del suo ragionamento. In tali casi la sentenza resta sprovvista in concreto del c.d. "minimo costituzionale" di cui alla nota pronuncia delle Sezioni Unite di questa Corte (Cass.S.U, n. 8053/2014, seguita da Cass.

VI - 5, n. 5209/2018). In termini si veda anche quanto stabilito in altro caso (Cass. Sez. L, Sentenza n. 161 del 08/01/2009) nel quale questa Corte ha ritenuto che la sentenza è nulla ai sensi dell'art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c., ove risulti del tutto priva dell'esposizione dei motivi sui quali la decisione si fonda ovvero la motivazione sia solo apparente, estrinsecandosi in argomentazioni non idonee a rivelare la ratio decidendi (cfr. Cass V, n. 24313/2018). Nel caso di specie, la CTR siciliana espone chiaramente il meccanismo di fatturazione dei "buoni pasto", individuando il momento di esigibilità dell'Iva, nonché la diligenza necessaria nella tenuta delle scritture contabili affinché siano da qualificarsi attendibili.

Pertanto, il ricorso è infondato e dev'essere rigettato; Eli non vi è luogo a pronunciare sulle spese in assenza di attività difensiva della parte contribuente. rilevato che risulta soccombente parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall'Avvocatura generale dello Stato, non si applica l'art. 13, comma 1 - quater, del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115. PQM Ric. 2020 n. 11555 sez. MT - ud. 10-05-2022 -3- La Corte rigetta il ricorso: ulla R----U~ C