Cassation court allows asbestos exposure claim by ruling awareness of exposure is required for prescription period start. The court dismissed the appeal's argument that retirement ended exposure risk. The decision establishes that legal awareness of asbestos exposure is indispensable for prescription. The court rejected the lower court's reliance on retirement as the start date. The judgment mandates a new trial with proper consideration of the worker's knowledge. This case clarifies the critical role of subjective awareness in asbestos litigation. The ruling ensures workers can pursue claims based on their actual knowledge. The decision protects employees who were unaware of their exposure until retirement.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation dismissed the appeal filed by INPS against the lower court's decision regarding Pietro Tantulli's asbestos exposure claim. The lower court had ruled that the ten-year prescription period began at retirement, finding the worker unaware of the exposure risk at that time. The Cassation Court overturned this, holding that legal awareness of asbestos exposure is a mandatory prerequisite for starting the prescription period, regardless of retirement status. Consequently, the judgment was quashed and the case remitted to the Court of Appeal of Potenza for a new hearing.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 2934, 2935 c.c.; Art. 2727, 2729 c.c.: The worker's subjective awareness of asbestos exposure is an indispensable element for determining the commencement of the prescription period, and the lower court erred by relying solely on retirement without verifying such knowledge.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
la seguente ORDINANZA sul ricorso 30152-2020 proposto da: TANTULLI PIETRO, domiciliato presso la cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso dall'avvocato LOREDANA MANICONE; - ricorrente - contro INPS - ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE , in persona del Dirigente pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso lo studio dell'avvocato SERGIO PREDEN, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati ANTONELLA PATTERI, GIUSEPPINA GIANNICO, LIDIA CARCAVALLO; - resistente- avverso la sentenza n. 236/2019 della CORTE D'APPELLO di POTENZA, depositata il 03/03/2020; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 23/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. CARLA PONTERIO. Rilevato che:
1. La Corte d'appello di Potenza ha accolto l'appello dell'INPS e, in riforma della pronuncia di primo grado, ha respinto la domanda di Pietro Tantulli volta al riconoscimento del diritto alla rivalutazione contributiva da esposizione ad amianto, ai sensi dell'art. 13,1. n. 257 del 1992.
2. La Corte di merito ha accolto l'eccezione di prescrizione sollevata dall'Istituto, individuando nella data del pensionamento il dies a quo del termine decennale di prescrizione in ragione della cessazione, in tale momento, dell'esposizione morbigena. Nel caso di specie l'appellato era andato in quiescenza 1'1.1.1994 ed aveva presentato domanda amministrativa 1'11.11.2015, dopo il termine decennale di prescrizione.
3. Avverso tale sentenza Pietro Tantulli ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi. L'INPS ha depositato procura speciale.
4. La proposta del relatore è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell'adunanza camerale, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c. Considerato che:
5. Con il primo motivo di ricorso è dedotta, ai sensi dell'art.360, comma 1, n. 3 cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 2934 e 2935 cod. civ. per avere la sentenza d'appello tratto conseguenze giuridiche non giustificate dalla esatta interpretazione della normativa in tema di prescrizione. Ric. 2020 n. 30152 sez. ML - ud. 23-11-2021 -2- 6. Con il secondo motivo è dedotta, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 2727 e 2729 cod. civ. per avere la sentenza d'appello applicato erroneamente le norme in materia di presunzioni legali e, in mancanza di presunzioni gravi, precise e concordanti, avere erroneamente desunto dal fatto noto del pensionamento il fatto ignoto della consapevolezza dell'esposizione ad amianto.
7. Il ricorso merita accoglimento.
8. La giurisprudenza di legittimità, con orientamento oramai consolidato, richiede la necessaria consapevolezza dell'esposizione ad amianto quale elemento indispensabile per individuare il termine di decorrenza della prescrizione del medesimo diritto, evidenziando che, solo ove sussista tale consapevolezza, il lavoratore - a prescindere dalla questione se sia o meno pensionato e da quando - può agire in giudizio, previa domanda amministrativa per far valere il suo autonomo diritto (v. Cass. n. 4283 del 2020; n. 2856 del 2017; n. 16128 del 2015).
9. Poiché la Corte di merito non si è attenuta a tali principi, la sentenza impugnata deve essere cassata, con rinvio della causa alla medesima Corte d'appello, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d'appello di Potenza, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. Così deciso nell'adunanza camerale del 23.11.2021 Il Presidente DEF-°!':DS';-17TO IN CANCELLEPAA Dott.ssa Luci Esposìto 1 0 MAR 222 '.:CELL