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Ordinanza — n. 26397/2021 — snciv Generato dall'IA

Ordinanza — n. 26397/2021 — snciv · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 26397/2021 — snciv
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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la Corte di appello di Napoli ha rigettato il reclamo ex art. 18 1.fall. proposto dalla Pengue Petroli s.a.s. di Pengue Nereo contro la dichiarazione di fallimento su istanza di Francesco Riccardi, affermando, tra l'altro, il superamento delle soglie di fallibilità di cui all'art. 1 1.fall. quanto ai ricavi lordi, per tali dovendosi intendere «quelli al netto di resi, sconti, abbuoni, premi, oltre che delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti o con la prestazione dei servki ex art. 2425 bis c.c.», avuto riguardo alle voci di cui all'art. 2425 c.c., con esclusione delle voci di cui alle lett. c), d), e) che non sono espressione dell'attività caratteristica (Cass. 31825/2018, 28667/2013); ha altresì aggiunto che «la reclamante sembra confondere ricavi lordi ed utili d'impresa, laddove sembra pretendere non solo che dai ricavi vengano detratti gli importi incassati per IVA ed accire, ma che addirittura detti ricavi debbano essere abbattuti del 96%, onde tener conto dell'ammontare del solo "aggio" (..) sta di fatto che, a ,fronte dei ricavi indicati, ad esempio relativamente all'eserci.zio 2018, parti a tirca un milione di euro, anche a voler stornare quanto incassato a titolo di imposte, giammai l'ammontare dei ricavi scenderebbe al di sotto della soglia di f 200.000,00»;

Regesto Legislator

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art. 2425 bis c.c, art. 2425 c.c, art. 380-bis c.p; Ordinanza — n. 26397/2021 — snciv · Corte di Cassazione: 18 1.fall. proposto dalla Pengue Petroli s.a.s. di Pengue Nereo contro la dichiarazione di fallimento su istanza di Francesco Riccardi, affermando, tra l'altro, il superamento delle soglie di fallibilità di cui all'art. 1 1.fall. quanto ai ricavi lordi, per tali dovendosi intendere «quelli al netto di resi, sconti, abbuoni, premi, oltre che delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti o con la prestazione dei servki ex art. 2425 bis c.c.», avuto riguardo alle voci di cui all'art. 2425 c.c., con esclusione delle voci di cui alle lett. c), d), e) che non sono espressione dell'attività caratteristica (Cass. 31825/2018, 28667/2013); ha altresì aggiunto che «la reclamante sembra confondere ricavi lordi ed utili d'impresa, laddove sembra pretendere non solo che dai ricavi vengano detratti gli importi incassati per IVA ed accire, ma che addirittura detti ricavi debbano essere abbattuti del 96%, onde tener conto dell'ammontare del solo "aggio" (..) sta di fatto che, a ,fronte dei ricavi indicati, ad esempio relativamente all'eserci.zio 2018, parti a tirca un milione di euro, anche a voler stornare quanto incassato a titolo di imposte, giammai l'ammontare dei ricavi scenderebbe al di sotto della soglia di f 200.000,00»;

Parole chiave

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raggiungimento del valore soglia limite di reddito sottrazione dell'iva valore delle vendite computo del reddito imposta sulla cifra d'affari

Disposizioni normative citate

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art. 2425 bis c.c
quanto ai ricavi lordi, per tali dovendosi intendere «quelli al netto di resi, sconti, abbuoni, premi, oltre che delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti o con la prestazione dei servki ex art. 2425 bis c.c.», avuto riguardo alle voci di cui all'art.
art. 2425 c.c
2425 bis c.c.», avuto riguardo alle voci di cui all'art. 2425 c.c., con esclusione delle voci di cui alle lett.
art. 380-bis c.p
all'esito del deposito della proposta ex art. 380-bis c.p.c.
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Testo completo

o la seguente ORDINANZA sul ricorso 24125-2019 proposto da: PENGUE PETROLI SAS DI PENGUE NEREO, in persona del socio accomandatario e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEGLI SCIPIONI 110, presso lo studio dell'avvocato MARCO MACHETTA, rappresentata e difesa dall'avvocato CARMINE FARACE; - ricorrente - contro RICCARDI FRANCESCO, elettivamente domiciliato in ROMA, V.EMILIO FAX DI BRUNO 52, presso lo studio dell'avvocato MASSIMILIANO CICCACCI, rappresentato e difeso dall'avvocato ANTONIO PORCARO; - controricorrente - contro CURATELA DEL FALLIMENTO PETROLI SAS DI PENGUE NEREO; - intimata - avverso la sentenza n. 103/2019 della CORTE D'APPELLO di NAPOLI, depositata il 30/07/2019; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 20/04/2021 dal Consigliere Relatore Dott. Paola Vella. Rilevato che:

1. la Corte di appello di Napoli ha rigettato il reclamo ex art. 18 1.fall. proposto dalla Pengue Petroli s.a.s. di Pengue Nereo contro la dichiarazione di fallimento su istanza di Francesco Riccardi, affermando, tra l'altro, il superamento delle soglie di fallibilità di cui all'art. 1 1.fall. quanto ai ricavi lordi, per tali dovendosi intendere «quelli al netto di resi, sconti, abbuoni, premi, oltre che delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti o con la prestazione dei servki ex art. 2425 bis c.c.», avuto riguardo alle voci di cui all'art. 2425 c.c., con esclusione delle voci di cui alle lett. c), d), e) che non sono espressione dell'attività caratteristica (Cass. 31825/2018, 28667/2013); ha altresì aggiunto che «la reclamante sembra confondere ricavi lordi ed utili d'impresa, laddove sembra pretendere non solo che dai ricavi vengano detratti gli importi incassati per IVA ed accire, ma che addirittura detti ricavi debbano essere abbattuti del 96%, onde tener conto dell'ammontare del solo "aggio" (..) sta di fatto che, a ,fronte dei ricavi indicati, ad esempio relativamente all'eserci.zio 2018, parti a tirca un milione di euro, anche a voler stornare quanto incassato a titolo di imposte, giammai l'ammontare dei ricavi scenderebbe al di sotto della soglia di f 200.000,00»;

2. avverso detta decisione la Pengue Petroli s.a.s. di Pengue Nereo, in persona del socio accomandatario nonché legale rappresentante, ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, cui Ric. 2019 n. 24125 sez. M1 - ud. 20-04-2021 -2- Francesco Riccardi ha resistito con controricorso; il fallimento intimato non ha svolto difese;

3. all'esito del deposito della proposta ex art. 380-bis c.p.c. è stata ritualmente fissata l'adunanza della Corte in camera di consiglio. Considerato che:

4. il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 1, 1.fall. e degli artt. 2425 e 2425-bis c.c., sostenendo che i ricavi andrebbero computati al netto delle imposte, nella specie Iva e accise su prodotti petroliferi rivenduti al cliente finale, trattandosi di imposte direttamente connesse alla vendita del prodotto (carburanti su strada);

5. il ricorso è inammissibile poiché non viene impugnata la seconda ratio decidendi della sentenza d'appello, laddove si afferma che, anche detraendo le imposte suddette per l'esercizio 2018, la soglia di fallibilità resterebbe comunque superata;

6. segue la condanna alle spese, liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore del controricorrente, che liquida in Euro 7.000,00 per compensi, oltre a spese forfettarie nella misura del 15 per cento, esborsi liquidati in Euro 100,00 ed accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 20/04/2021 Il Presidente _ Ric. 2019 n. 24125 sez. M1 - ud. 20-04-