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Ordinanza 205/2020 ECLI:IT:COST:2020:205 Generato dall'IA

Italian Constitutional Court corrects a material error in a previous judgment regarding the wrong statutory citation. The court orders the replacement of the incorrect article reference with the correct one from the relevant decree. This procedural correction ensures the legal basis cited matches the actual legislative source intended by the legislature.

Numero d'incarto Ordinanza 205/2020
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Esito del giudizio Accolto (Allowed)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Italian Constitutional Court granted a request for correction of a material error in its previous judgment number 186/2020. The error involved citing the wrong article from a 2015 decree instead of the correct article from a 2018 decree that actually introduced the contested provision. The court ruled that while the substantive law remained the same, the specific statutory reference must be corrected to accurately reflect the legislative source.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 77, second comma, Cost.; Art. 32 Norme integrative: The Constitutional Court may correct material errors in its own judgments where the cited legal provision is incorrect, ensuring the decision accurately reflects the intended statutory basis without altering the substantive outcome.

Parole chiave

Generato dall'IA
material error correction Constitutional Court procedure statutory citation error judgment revision legislative reference accuracy

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 77, second comma, Cost.
186 del 2020 è indicato - come disposizione oggetto della questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento all'art. 77, secondo comma, della Costituzione - l'art.
Art. 32 Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale
Visto l'art. 32 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.

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Testo completo

ha pronunciato la seguente

nel giudizio per la correzione di errore materiale contenuto nella sentenza n. 186 del 9-31 luglio 2020.

Udito nella camera di consiglio dell'8 settembre 2020 il Giudice relatore Daria de Pretis;

deliberato nella camera di consiglio dell'8 settembre 2020.

Considerato che nel dispositivo, al capo numero 3), della sentenza n. 186 del 2020 è indicato - come disposizione oggetto della questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento all'art. 77, secondo comma, della Costituzione - l'art. 4, comma 1-bis, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 (Attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, nonché della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale), anziché l'art. 13, comma 1, lettera a), numero 2), del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), convertito, con modificazioni, nella legge 1° dicembre 2018, n. 132, che ha introdotto l'anzidetto art. 4, comma 1-bis;

che, sebbene la norma impugnata sia la medesima, è necessario indicare l'art. 13, comma 1, lettera a), numero 2), del d.l. n. 113 del 2018 come oggetto della questione sollevata in riferimento all'art. 77, secondo comma, Cost., attenendo quest'ultima a un vizio esclusivo del decreto-legge.

Ravvisata la necessità di correggere tale errore materiale.

Visto l'art. 32 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dispone che, nella sentenza n. 186 del 2020, nel dispositivo, al capo numero 3), le parole «dell'art. 4, comma 1-bis, del d.lgs. n. 142 del 2015» siano sostituite dalle seguenti: «dell'art. 13, comma 1, lettera a), numero 2), del d.l. n. 113 del 2018».

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 settembre 2020.

F.to:

Mario Rosario MORELLI, Presidente

Daria de PRETIS, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 24 settembre 2020.

Il Cancelliere

F.to: Roberto MILANA