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Ordinanza 553/1989 ECLI:IT:COST:1989:553 Generato dall'IA

Ordinanza 553/1989 · Corte costituzionale

Numero d'incarto Ordinanza 553/1989
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)

Sintesi Legislator

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1989, depositato in cancelleria il 20 successivo ed iscritto al n. 49

Regesto Legislator

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Ordinanza 553/1989 · Corte costituzionale: 49

Parole chiave

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Stato regionale stato richiesto statuto dei funzionari impieghi nella pubblica amministrazione competenza del pubblico ministero ente pubblico territoriale
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Testo completo

ha pronunciato la seguente

nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma

secondo, del decreto-legge 26 maggio 1989, n. 191, dal titolo

"Disposizioni urgenti in materia di pubblico impiego", promosso con

ricorso della Regione Friuli-Venezia Giulia, notificato il 13 giugno

1989, depositato in cancelleria il 20 successivo ed iscritto al n. 49

del registro ricorsi 1989;

Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei

Ministri;

Udito nella camera di consiglio del 16 novembre 1989 il Giudice

relatore Antonio Baldassarre;

Ritenuto che la Regione Friuli-Venezia Giulia, con ricorso

notificato il 13 giugno 1989 e depositato il 20 giugno successivo, ha

sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3,

secondo comma, del decreto-legge 26 maggio 1989, n. 191 (Disposizioni

urgenti in materia di pubblico impiego), lamentando la violazione

degli artt. 4, n. 1, e 58 dello Statuto speciale di autonomia (legge

costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1);

che si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei

Ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello

Stato, chiedendo la reiezione del ricorso;

Considerato che il decreto-legge 26 maggio 1989, n. 191 non è

stato convertito entro il termine di sessanta giorni dalla sua

pubblicazione, come risulta dal comunicato pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n. 174, serie generale, del 27 luglio 1989;

che, pertanto, secondo la consolidata giurisprudenza di questa

Corte (v., da ultimo, ord. n. 447 del 1989), la questione di

legittimità costituzionale sollevata dalla Regione Friuli-Venezia

Giulia deve essere dichiarata manifestamente inammissibile;

Visti l'art. 26 della legge 11 marzo 1953, n. 87, e gli artt. 25 e

9, secondo comma, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla

Corte costituzionale;

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di

legittimità costituzionale dell'art. 3, secondo comma, del

decreto-legge 26 maggio 1989, n. 191, sollevata, con il ricorso

indicato in epigrafe, dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, per

violazione degli artt. 4, n. 1, e 58 dello Statuto speciale di

autonomia (legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1).

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,

Palazzo della Consulta, il 30 novembre 1989.

Il Presidente: SAJA

Il redattore: BALDASSARRE

Il cancelliere: MINELLI

Depositata in cancelleria il 14 dicembre 1989.

Il direttore della cancelleria: MINELLI