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INC.2006.43702 • GIAR TI INC.2006.43702 Generato dall'IA

Motion to Release Seized Funds Denied in Bankruptcy Mismanagement Case

Numero d'incarto INC.2006.43702
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali a carico del ricorrente / reclamante

Sintesi Legislator

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An accused individual, facing charges of mismanagement related to a company bankruptcy, sought the release of specific funds from an account previously seized under criminal procedure to satisfy a pending civil obligation for unremitted contributions, arguing the funds were personal savings unconnected to the alleged crimes. The court dismissed the request because the motion lacked sufficient motivation, noting that the prosecution alleged funds belonging to the company flowed into the accused's accounts and the accused's personal wealth increased without proper contributions, raising serious questions about the origin of the assets; furthermore, releasing the funds to satisfy a non-party claimant (who was simultaneously opposing the civil finding) could unfairly prejudice other parties potentially entitled to restitution from the seized assets.

Regesto Legislator

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Art. 52 LAVS, Art. 161 cpv. 1 CPP, Art. 70 CP, art. 71 CP, art. 165 CP, art. 161 ss CPP; Motion to Release Seized Funds Denied in Bankruptcy Mismanagement Case: The court dismissed the request because the motion lacked sufficient motivation, noting that the prosecution alleged funds belonging to the company flowed into the accused's accounts and the accused's personal wealth increased without proper contributions, raising serious questions about the origin of the assets; furthermore, releasing the funds to satisfy a non-party claimant (who was simultaneously opposing the civil finding) could unfairly prejudice other parties potentially entitled to restitution from the seized assets.

Parole chiave

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beni sequestrati amministrazione infedele fallimento personale patrimonio del fondo d'investimento spossessamento conseguente al fallimento azione di disconoscimento del debito Instanza di dissequestro dopo emanazione atto d'accusa

Disposizioni normative citate

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 70 CP

Cited in the preamble to the decision, although the rejection was based on lack of motivation for the request, not a direct application of this article for the verdict.

art. 71 CP

Cited in the preamble to the decision, although the rejection was based on lack of motivation for the request, not a direct application of this article for the verdict.

art. 165 CP

Cited in the preamble to the decision, although the rejection was based on lack of motivation for the request, not a direct application of this article for the verdict.

art. 161 ss CPP

Cited in the preamble to the decision, underlying the legal context for the seizure/unseizure request.

art. 280 ss CPP

Cited in the preamble to the decision, underlying the legal context for the decision.

art. 284 CPP

Cited in the preamble to the decision, underlying the legal context for the decision.

art. 161 CP

The court determined its jurisdiction based on this article regarding the seizure, which is relevant to the overall decision context.

art. 161 cpv. 1 CPP

This article was cited in the reasoning when establishing the basis for ordering the seizure, which is the object of the unseizure request.

art. 70 CP

Cited in the reasoning as the basis for assessing the justification of the seizure against possible proceeds of crime.

art. 64 LTF

This article governs costs in the decision.

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Testo completo

Incarto n. INC.2006.43702 · Lugano 7 aprile 2008 · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto Ursula Züblin Sedente per statuire sull’istanza presentata in data 29 febbraio 2008 da

__________

intesa ad ottenere – nel procedimento a suo carico di cui all’__________ – il dissequestro della somma di fr. 103'519.40;

viste le osservazioni della PC __________ (7 marzo 2008), della PC __________ (14 marzo 2008) e del Procuratore pubblico (14 marzo 2008);

preso atto che __________, la __________ e __________ non hanno presentato osservazioni;

letti ed esaminati gli atti messi a disposizione di questo giudice di cui all'inc. __________;

ritenuto e considerato,

in fatto ed in

diritto

che:

- il 6 agosto 2007 il Procuratore pubblico ha emanato l’__________ con il quale ha messo in stato di accusa dinanzi alla Corte delle Assise correzionali __________ per titolo di cattiva gestione, fatti commessi in correità, quali azionisti fondatori, rispettivamente delegata e presidente del Consiglio di amministrazione della società __________, dichiarata fallita il 18 maggio 2005;

- come emerge dal suddetto atto di accusa è stato – tra l’altro – disposto il sequestro della relazione __________ (con saldo CHF 187'832.65 al 19 dicembre 2005) intestata a __________ presso __________ __________, filiale di __________;

- con istanza 29 febbraio/3 marzo 2008 __________ ha chiesto il dissequestro del suddetto conto – sul quale in corso d’inchiesta l’accusata ha fatto confluire anche il saldo di altri suoi conti presso altri istituti - limitatamente all’importo di fr. 103'519.40 ai fini di bonifico di tale somma a favore della __________ (in seguito __________), __________, a fronte della decisione 5 luglio 2007 (__________), decisione che ha stabilito un obbligo di pagamento per la suddetta somma a carico dell’accusata, quale ex amministratrice delegata della fallita __________, a titolo di risarcimento per contributi paritetici non versati per gli anni 2004-2005 ex art. 52 LAVS e contro la quale l’interessata ha interposto opposizione (tuttora pendente): la difesa evidenzia trattarsi di risparmi personali di __________, non di provento di reato, non essendole rimproverato di aver sottratto attivi alla fallita __________ e di averli fatti affluire su propri conti;

- in sede di osservazioni le PC __________ ed il Procuratore pubblico si sono tutti pronunciati per la reiezione dell’istanza;

- l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione del processo, alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di cui sopra al seguito della procedura e quindi per le necessità dell’istruzione preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e quelle del giudice del merito, come evidenziato nella duplice prospettiva - alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o

devoluzione (sequestro confiscatorio) (v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR 516.97.3, in: Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p.

359);

- in materia di sequestro, nel lasso di tempo che intercorre tra l’emanazione dell’atto di accusa e l’apertura del dibattimento, la CRP (30.7.2002 in re B, inc. 60.2002.00174) ha constatato un “vuoto legislativo” e l’ha colmato assegnando tale competenza al GIAR. Non v’è ragione perché quanto detto dalla CRP nella sentenza citata non valga anche in tema di dissequestro. Di conseguenza questo giudice ha riconosciuto la sua competenza per decidere (comunque e sempre in via incidentale) istanze di dissequestro presentate dopo l’emanazione dell’atto d’accusa e prima dell’apertura del dibattimento (un chiarimento tra le varie autorità coinvolte ha confermato questa conclusione; cfr. decisione 14 ottobre 2003, doc. 12, inc. GIAR 268.1997.2);

- questo giudice è dunque competente ad esaminare l’istanza 29 febbraio/3 marzo 2008, trattandosi di istanza giunta dopo l’emanazione dell’atto d’accusa e prima dell’apertura del dibattimento;

- l’istanza, presentata da persona legittimata, l’accusata, è dunque ricevibile;

- in generale, la determinazione/indicazione degli elementi (se si preferisce, la verifica della fondatezza dei presupposti del sequestro ex art. 161, "… a partire dal sospetto all’apertura del procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli accertamenti probatori": GIAR 22 ottobre 2002, 39.2002.7) a sostegno di un (possibile) provento del reato, della sua (probabile) entità, della connessione con il sequestro, così come di tutti gli elementi che lo possono giustificare ai fini dell'applicazione dell'art. 70 CP, è di competenza, in prima sede, del magistrato inquirente (per analogia: CRP 24 marzo 2005, 60.2005.9), a maggior ragione laddove sono indiziati reati la cui commissione non comporta sempre e necessariamente un "provento diretto", come è invece il caso per determinati reati patrimoniali, rispettivamente laddove il (sempre eventuale) "provento" non è necessariamente ed automaticamente assimilabile allo scoperto/passivo del fallimento (che non è elemento costitutivo del reato, bensì condizione di punibilità ma può fornire, nella fase iniziale delle indagini, un ordine di grandezza a giustificazione del sequestro);

- in concreto, la situazione non è affatto chiara;

- nell’istanza la difesa afferma, in maniera alquanto generica, e senza fare alcun riferimento concreto agli atti istruttori esperiti, che i beni di cui chiede il dissequestro sarebbero risparmi personali dell’accusata, quindi non provento di reato, ritenuto che non le sarebbe rimproverato di aver sottratto attivi della fallita __________ e di averli fatti affluire su propri conti;

- precisazioni puntuali in merito non sono fornite neppure dal Procuratore pubblico che in sede di osservazioni ha unicamente rilevato che tenuto conto delle indebite operazioni messe in atto dall’accusata a scopo di indebito profitto e descritte nell’atto d’accusa, gli averi depositati sul conto in questione debbano essere mantenuti sotto sequestro ai fini della devoluzione alla massa fallimentare, senza tuttavia indicare l’eventuale provento conseguito da __________ con il suo agire (che non necessariamente, come rilevato sopra, corrisponde al passivo del fallimento) ;

- dall’atto d’accusa risulta che a __________ è – tra l’altro – rimproverato di avere riversato a favore della società solo una minima parte (fr. 26'000.--) del ricavo di fr. 150'000.-- conseguito dalla vendita di parte delle azioni ad __________ e pervenuto su uno dei conti il cui saldo é stato trasferito sul conto presso __________, rispettivamente di aver conseguito mediante apporti iniziali limitati e a seguito della cessione del 71% del capitale azionario dopo l’intervenuto aumento del capitale azionario un utile complessivo di fr. 51'532.80, utile non liberato alla società, nonché di aver fatto indebitamente contabilizzare nelle schede contabili della società la metà dell’importo di fr. 200'000.-- condonato da __________ alla società quale suo apporto correntista, poi utilizzato mediante compensazione per partecipare all’aumento del capitale azionario nel corso del 2004, senza quindi apporto di nuovi fondi da parte sua;

- in altre parole dall’atto di accusa emerge, da un lato, che fondi di pertinenza della società sono confluiti su conti dell’accusata (fr. 150'000.--) e, dall’altro, che l’accusata si è vista aumentare il proprio patrimonio personale omettendo di apportare nuovi fondi alla società;

- non può inoltre essere trascurato che se è vero che la __________ ha un’azione diretta nei confronti di __________, quale ex amministratrice delegata della fallita __________ (anche qualora sia pendente la procedura fallimentare della società), è altrettanto vero che la __________, che peraltro ha insinuato il proprio credito nel fallimento di __________, non è parte civile al procedimento contro __________ (e __________) e che pertanto procedere come richiesto dall’istante equivarrebbe a privilegiare un terzo al procedimento con conseguente possibile pregiudizio per le parti civili, rilevato inoltre che l’istante ha peraltro interposto opposizione avverso la decisione 5 luglio 2007 della __________;

- in virtù di quanto precede l'istanza, carente nella motivazione, deve quindi essere respinta con la presente decisione impugnabile alla CRP, tassa e spese di giudizio, nonché ripetibili seguono la soccombenza;

- resta, ovviamente, aperta la possibilità per l’istante di presentare nuova istanza debitamente motivata.

P.Q.M.

viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 70, 71, 165 CP, 161 ss, 280 ss, 284 CPP, decide

1. L’istanza è respinta.

2. La tassa di giudizio di fr. 300.-- e le spese di fr. 150.-- rimangono a carico di __________ che rifonderà ad __________ fr. 150.-- ciascuno a titolo di ripetibili.

3. Contro la presente è dato reclamo alla CRP entro 10 giorni dall’intimazione.

4. Intimazione a (con copia delle osservazioni delle parti che le hanno presentate):

giudice Ursula Züblin