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9.2014.159 • TRAC TI 9.2014.159 Generato dall'IA

Father v. Mother: Division of Child Psychologist Assessment Costs

Numero d'incarto 9.2014.159
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali a carico del ricorrente / reclamante

Sintesi Legislator

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The appellate court addressed an appeal by a father against a decision to equally divide the cost of a psychologist's assessment ordered after the mother alleged their daughter experienced inappropriate conduct from the father's stepson during visitation. The court reasoned that since the assessment was necessary to investigate serious, uncontradicted allegations—which initially led to a consensual, temporary restriction of visitation rights—and ultimately resulted in concrete protective measures (even if the restriction was later lifted after the evaluation suggested a single episode), the resulting procedural costs were appropriately shared by both parents under their general duty of assistance toward the child, thus upholding the decision to split the expense equally, and dismissing the father's claim for full reimbursement from the mother.

Regesto Legislator

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Art. 2 cpv. 2 LPMA, Art. 450 CC, Art. 113 cpv. 2 LPAmm, Art. 99 LPAmm, Art. 19 cpv. 1 LPMA, Art. 276 CC; Father v. Mother: Division of Child Psychologist Assessment Costs: The court reasoned that since the assessment was necessary to investigate serious, uncontradicted allegations—which initially led to a consensual, temporary restriction of visitation rights—and ultimately resulted in concrete protective measures (even if the restriction was later lifted after the evaluation suggested a single episode), the resulting procedural costs were appropriately shared by both parents under their general duty of assistance toward the child, thus upholding the decision to split the expense equally, and dismissing the father's claim for full reimbursement from the mother.

Parole chiave

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tassazione delle spese genitore non coniugato procedura di affidamento genitoriale diritti procedurali rapporto di filiazione tassazione secondo il potere d'apprezzamento Assunzione costi procedurali da parte dei genitori

Disposizioni normative citate

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Giurisprudenza citata

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 48 lett f n. 7 LOG

Cited to establish the jurisdiction of the single judge of the Court of Appeal for reviewing decisions from the Regional Protection Authority.

art. 113 cpv. 2 LPAmm

Cited as the procedural rule governing the appeal procedure by referring to the application of the LPAmm provisions.

art. 99 LPAmm

Cited as the specific applicable provision governing the appeal procedure for decisions from Protection Authorities after March 1, 2014.

art. 29 cpv. 2 LPMA

Cited in the reasoning regarding the power of regional protection authorities to charge costs to the losing party in protection proceedings.

art. 2 cpv. 2 LPMA

Cited to establish the competent appellate judicial authority for appeals against decisions of the Regional Protection Authorities.

art. 276 cpv. 1 CC

Cited in the reasoning concerning the cost of protection measures as part of the child's maintenance obligations.

art. 3 CC

Cited in relation to the parents' maintenance duties for the child.

art. 450 segg. CC

Cited as the basis for the rules governing the procedure when not regulated by specific LPAmm articles.

art. 314 cpv. 1 CC

Cited to confirm the applicability of the single judge composition for decisions concerning minors.

art. 440 cpv. 3 CC

Cited to confirm the applicability of the single judge composition for decisions concerning minors.

art. 76 LTF

Cited in the section on remedies to govern the standing to appeal to the Federal Supreme Court.

art. 90 LTF

Cited in the section on remedies regarding the types of decisions appealable to the Federal Supreme Court.

art. 93 LTF

Cited in the section on remedies regarding the types of decisions appealable to the Federal Supreme Court.

art. 95 LTF

Cited in the section on remedies regarding the grounds for appeal to the Federal Supreme Court.

art. 98 LTF

Cited in the section on remedies regarding the grounds for appeal to the Federal Supreme Court.

art. 100 cpv. 1 e 2 LTF

Cited in the section on remedies regarding the deadlines for appealing to the Federal Supreme Court.

art. 115 LTF

Cited in the section on remedies to govern the standing for a subsidiary constitutional appeal.

art. 116 LTF

Cited in the section on remedies regarding the grounds for a subsidiary constitutional appeal.

art. 72 segg. LTF

Cited in the section on remedies regarding the admissibility of the appeal in civil matters to the Federal Supreme Court.

art. 74 LTF

Cited in the section on remedies regarding the monetary threshold for appeal in civil matters.

art. 113 LTF

Cited in the section on remedies regarding the admissibility of the subsidiary constitutional appeal.

Art. 66 al. 1 LTF

Implied by the decision to impose costs on the appellant, RE 1, according to point 2 of the dispositive and the reasoning in point 5 ('Gli oneri processuali seguono la soccombenza').

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Testo completo

Incarto n. 9.2014.159 · Lugano 25 giugno 2015 · In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello Franco Lardelli giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett f n. 7 LOG

assistito dalla vicecancelliera · Perucconi-Bernasconi

sedente per statuire nella causa che oppone

RE 1

all’

Autorità regionale di protezione __________ e a CO 2

per quanto riguarda l’assunzione delle spese della psicologa relativamente ad accertamenti sulla situazione della figlia PI 1 (2007)

giudicando sul reclamo del 22 agosto 2014 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il

17 luglio 2014 dall'Autorità regionale di protezione __________;

letti ed esaminati gli atti,

ritenuto

in fatto

A. PI 1 (2007) è nata dalla relazione tra RE 1 e CO 2. I genitori si sono separati già nel 2008 e da allora, visti i rapporti conflittuali, la Commissione tutoria regionale __________ (in seguito Commissione tutoria) li ha sostenuti nell’organizzazione dei diritti di visita tra la figlia e il padre.

B. Con scritto 16 ottobre 2013 il padre ha chiesto di poter essere convocato presso l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di protezione), subentrata nelle competenze alla Commissione tutoria, per chiarire i cambiamenti intervenuti nel frattempo. Ha accennato infatti al suo recente matrimonio e ad una “piccola cosa” già chiarita. Con risposta 14 novembre 2013, la madre ha precisato che in realtà la “piccola cosa” era in realtà il fatto che la figlia PI 1 sarebbe stata vittima di un “caso spiacevole di molestie” da parte di __________, figlio undicenne della moglie di RE 1. Essa ha quindi sostenuto la sua volontà di limitare le visite a due incontri mensili.

A seguito di ciò l'Autorità di protezione ha convocato i genitori all'udienza di discussione del

18 novembre 2013, nel corso della quale è stato confermato e precisato nei dettagli l'episodio di molestia da parte di __________ nei confronti segnatamente di PI

1. Le parti hanno dunque convenuto seduta stante per la necessità di limitare i diritti di visita del padre nel senso che gli stessi sarebbero avvenuti “imperativamente” in assenza di __________ (cfr. verb. 18.11.2013, pag. 2 verso il basso).

C. Tramite decisione 10 dicembre 2013 l’Autorità di protezione ha di conseguenza regolamentato in via cautelare le relazioni tra padre e figlia, confermando il divieto della presenza di __________ durante gli incontri di PI 1 con il papà. Con ulteriore decisione 5 febbraio 2014 – vista la necessità di accertare la situazione in merito ai fatti descritti dai genitori riguardo alle molestie che avrebbe subito PI 1 da parte di __________, per altro non contestata dai genitori – ha quindi conferito mandato alla psicologa __________, dell’istituto __________ di svolgere l’audizione della figlia. La psicologa ha reso il suo rapporto il 14 maggio 2014.

Tenendo conto delle risultanze del predetto rapporto, con decisione 2 luglio 2014 l’Autorità di protezione ha quindi evaso nel merito la procedura, ristabilendo il più ampio diritto di visita tra padre e figlia, nel senso di una regolamentazione minima di un fine settimana ogni 15 giorni da venerdì sera alle 18.00 alla domenica sera alle 20.00, con la precisazione, in aggiunta, di almeno 4 settimane durante le vacanze scolastiche di cui almeno una durante le vacanze scolastiche natalizie e due, possibilmente anche consecutive, durante le vacanze scolastiche estive, compatibilmente con gli impegni dei genitori e gli interessi della figlia. L'Autorità di protezione ha in particolare tolto la limitazione relativa alla presenza del figlio della moglie di RE 1 durante i diritti di visita. La decisione è cresciuta in giudicato incontestata.

D. In data 17 luglio 2014 l’Autorità di protezione ha deciso in merito all’assunzione delle spese relative all’ascolto della minore, ponendo la fattura di fr. 620.00 della psicologa __________ a carico dei genitori in ragione di metà ciascuno.

E. Contro la suddetta decisione è insorto RE 1 con reclamo 22 agosto 2014, sostenendo ché “non era accaduto nulla per cui si ritenesse indispensabile una consulenza psicologica”. Egli ritiene quindi di non dover partecipare alle spese di consulenza psicologica e chiede che la fattura sia posta integralmente a carico della madre.

F.Tramite osservazioni 1° ottobre 2014 CO 2 ha precisato che la decisione di conferire mandato ad una psicologa è stata resa a seguito della segnalazione di fatti accaduti durante le vacanze di PI 1 con il padre e che era necessario l’accertamento di quanto accaduto e di eventuali conseguenze.

G. Con scritto 9 ottobre 2014 l’Autorità di protezione ha rilevato di non avere osservazioni al riguardo e di confermare la propria decisione.

H. Tramite replica 27 ottobre 2014 il padre ha precisato di essersi sempre assunto le proprie responsabilità con la figlia e il fatto di non voler contribuire a saldare la fattura della psicologa sarebbe causato dal solo fatto che si tratta di “un’attività intrapresa da CO 2” per metterlo in cattiva luce e destabilizzare il suo rapporto con la figlia.

I. La madre non ha presentato alcuna duplica e l’Autorità di protezione ha osservato di rinunciarvi con scritto 18 novembre 2014.

Considerato

in diritto

1. L'autorità giudiziaria di reclamo competente è la Camera di protezione del Tribunale di appello (art. 2 cpv. 2 LPMA), che giudica, nella composizione di un giudice unico, i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione (art. 48 lett. f n. 7 LOG), concernenti maggiorenni e minorenni (art. 450 CC in relazione agli 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC).

Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi in via sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso davanti al Tribunale cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8); per le procedure di reclamo presentate contro le decisioni emanate dalle Autorità di protezione dopo il 1° marzo 2014 trovano applicazione le disposizioni della nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113 cpv. 2 LPAmm), in particolare l’art.

99 LPAmm.

2. Secondo l’art. 19 cpv. 1 LPMA, i *costi di gestione* *della misura di protezione* (compenso, spese, tasse) sono a carico della persona interessata o di chi è tenuto al suo sostentamento. Tali costi fanno parte degli oneri di mantenimento del figlio, cui i genitori devono provvedere nella misura in cui non si possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé medesimo con il provento del suo lavoro o con altri mezzi (cfr. art. 276 cpv. 1 in fine e 3 CC; v. anche Breitschmid, BSK ZGB I, 4ª ed., ad art. 276 CC n. 22 e cit.).

Ciò non è invece il caso per i *costi* *relativi al procedimento di protezione*, che non rientrano negli oneri di mantenimento a carico dei genitori ma seguono l’esito del procedimento e dunque il principio della soccombenza (Breitschmid, BSK ZGB I, ad art. 276 CC n. 22). Giusta l’art. 29 cpv. 2 LPMA infatti, le autorità regionali di protezione possono condannare la parte soccombente al pagamento delle spese o chiedere anticipi sulle stesse; è applicabile per analogia il Codice di diritto processuale civile (CPC) e la Legge sulla tariffa giudiziaria.

Secondo la giurisprudenza e la dottrina, nel caso in cui la procedura si conclude con l'emanazione di misure protettrici, tali costi devono essere addebitati al figlio, che viene dunque considerato soccombente (v. sentenza CDP del 31 gennaio 2013, inc. 9.2013.64, consid. 3; sentenza CDP del 17 gennaio 2013, inc.

9.2013.15, consid. 3, confermata con STF del 10 ottobre 2013, inc. 5A_96/2013; Breitschmid, BSK ZGB I, ad art. 276 CC

n. 22): in tal caso, i genitori devono sì farsene carico, ma non in forza dei loro doveri di mantenimento, bensì in virtù dei loro doveri generali di assistenza nei confronti del figlio (Sentenza CDP del 31 gennaio 2013, inc. 9.2013.64, consid. 3; RtiD I-2008 pag. 1010 n. 15c). Questo dovere generale dei genitori, indissolubilmente legato al rapporto di filiazione, non si modifica con la privazione dell’autorità parentale e prevale sul dovere di assistenza dello Stato sgorgante dal diritto all’assistenza giudiziaria (DTF 119 Ia 134, consid. 4).

Se la procedura a protezione del figlio si conclude senza che l'autorità tutoria adotti misure concrete, per contro, le spese di procedura non possono essere addebitate al figlio – che non può essere considerato soccombente – né ai genitori, salvo che questi o il figlio le abbiano provocate con un comportamento reprensibile (sentenza CDP del 31 gennaio 2013, inc. 9.2013.64, consid. 3; RtiD I-2008 pag. 1010 n. 15c, consid. 6 non pubblicato).

3.Nella fattispecie, emerge dagli atti che l’Autorità di protezione ha ritenuto necessario procedere all’audizione della minore conferendo mandato ad una specialista a seguito di presunte molestie a sfondo sessuale apparentemente subite dalla figlia. Tale mandato è stato attribuito dopo aver sentito la madre di PI 1, il padre qui reclamante e la di lui moglie. Quest’ultima è infatti madre di due figli, un maschio, __________ (2002) e una femmina, __________ (2005), avuti da un precedente matrimonio. Dalle affermazioni dei genitori di PI

1 e della sua matrigna, è infatti emerso che durante una vacanza trascorsa tutti insieme (la nuova coppia con i tre bambini) __________, avrebbe mostrato le sue parti intime alla sorella e a PI 1, mentre avrebbe simulato un rapporto orale con quest’ultima.

Dall’audizione della moglie di RE 1 è emerso che __________ è un ragazzino al quale è stata diagnosticata una forma di ADHD (iperattività) con iniziali tendenze autolesionistiche, seguito da tempo a livello psichiatrico e psicologico. La madre stessa lo ha definito come un “bambino difficile da gestire”.

I fatti raccontati da PI 1 alla mamma non sono mai stati contestati o negati né dal padre né dai bambini né dalla madre di __________. L’esigenza di chiarire la situazione

era emersa – incontestata dalle parti – all'udienza del 18 novembre 2013. In quella circostanza, pure incontestata è stata la necessità di limitare i diritti di visita

del padre, in attesa degli accertamenti, prevedendo che essi fossero “imperativamente” esercitati in assenza di __________. A seguito di ciò l'Autorità di protezione, con decisione 10 dicembre 2013 (non impugnata), ha di conseguenza disposto in via cautelare la limitazione dei diritti di visita e, con decisione 5 febbraio 2014, l’audizione della minore da parte di una specialista prima di esprimersi definitivamente sui diritti di visita tra PI 1 e il padre e sull’opportunità della presenza di __________ in occasione degli incontri tra questi ultimi. L’argomento del padre secondo cui “*non era accaduto nulla per cui si ritenesse indispensabile una consulenza psicologica*” cade quindi nel vuoto. Trattatasi per altro di sospetti gravi – in parte confermati dai minori ai loro genitori – che esigevano ulteriori verifiche volte ad eventualmente adottare le più idonee misure di protezione a loro favore.

4.Come indicato in precedenza, le spese occasionate da una procedura a protezione del figlio non rientrano negli oneri di mantenimento a carico dei genitori (art. 276 cpv. 1 CC), ma seguono l'esito della procedura medesima e vanno addebitati al figlio, sempre che il procedimento si concluda con l'emanazione di misure protettrici. In tal caso i genitori devono sì farsi carico dei costi, ma non in forza dei loro doveri di mantenimento, bensì in virtù dei loro doveri generali di assistenza nei confronti del figlio (RtiD I-2008 pag. 1010 n. 15c). Se la procedura a protezione del figlio si conclude senza che l'autorità tutoria adotti misure concrete, per contro, le spese di procedura non possono essere addebitate al figlio né ai genitori, salvo che questi o il figlio le abbiano provocate con un comportamento reprensibile (RtiD I-2008 pag. 1010 n. 15c, consid. 6 non pubblicato).

Nel caso in esame, l’Autorità di protezione – con l'accordo dei genitori – aveva deciso di limitare in via cautelare i diritti di visita tra PI 1 e il padre vietando la presenza del figlio della moglie. A seguito degli accertamenti eseguiti, segnatamente, al risultato dell'audizione da parte della psicologa __________ – il cui pagamento è oggetto della presente procedura – ha ripristinato la regolamentazione delle relazioni personali tra il genitore e la minore, senza limitazioni in relazione alla presenza di __________. La psicologa ha infatti evidenziato che la bambina è serena e che si sarebbe trattato di un singolo episodio del quale tutti i genitori sono stati messi al corrente in modo da poter evitare che si ripeta.

Appare quindi corretto che l’Autorità di protezione abbia posto a carico dei genitori i costi occasionati dalla procedura, in quanto l'accertamento ha permesso di adottare misure concrete nell'interesse di PI 1, ossia di modificare la regolamentazione dei diritti di visita, superando il divieto della presenza di __________, che tutti all'udienza del 18 novembre 2013 avevano concordemente ritenuto misura opportuna.

Le circostanze che hanno determinato la necessità di eseguire l'accertamento da parte della psicologa __________ permettono di escludere una soccombenza prioritaria dell'uno o dell'altro genitore. Vista la volontà concorde delle parti di limitare il diritto di visita – manifestata all'udienza del 18 novembre 2013 – e quindi l'ammissione implicita che la questione poteva essere potenzialmente grave, la pretesa del reclamante secondo cui la signora CO 2 avrebbe determinato inutilmente tale costo enfatizzando “forse per eccesso di zelo o forse per gelosia” l'episodio di cui in narrativa è palesemente fuori luogo. Quindi la decisione dell’Autorità di protezione di accollare i costi procedurali ripartendoli in ragione di metà ciascuno ad entrambi i genitori merita conferma.

Di conseguenza il reclamo va respinto integralmente.

5. Gli oneri processuali seguono la soccombenza.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

1. Il reclamo è respinto.

2. Gli oneri del reclamo consistenti in:

*a)* tassa di giustizia fr. 150.-

*b)* spese fr. 100.–

fr. 250.–

sono posti a carico di RE 1.

3. Notificazione:

-

Comunicazione:

-

-

Il presidente La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le

decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause

di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;

quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.