Legislator Giurisprudenza & Legislazione
60.2016.217 • TRAP TI 60.2016.217 Generato dall'IA

Appellant Consent to Evidence Destruction vs. Search Seizure Challenge

Numero d'incarto 60.2016.217
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali a carico del ricorrente / reclamante

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The appellant filed a complaint against a search and seizure order related to the cultivation of 1350 hemp plants with a THC content of 3.2%, exceeding the legal limit, after police received a tip. The court dismissed the appeal because, although the destruction of the evidence (the plants) occurred without a formal confiscation order, the appellant had explicitly consented to their immediate destruction during his police interrogation, making the subsequent challenge to the seizure inadmissible as a contradictory behavior prohibited by the principle of good faith in procedural law, even though the issue of whether the seizure itself was legally founded, given the consent to destruction, remained open.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 393 cpv. 1 lit. a CPP, Art. 393 cpv. 2 lit. a CPP, Art. 393 cpv. 2 lit. b CPP, Art. 393 cpv. 2 lit. c CPP, Art. 396 cpv. 1 CPP, Art. 390 CPP; Appellant Consent to Evidence Destruction vs. Search Seizure Challenge: The court dismissed the appeal because, although the destruction of the evidence (the plants) occurred without a formal confiscation order, the appellant had explicitly consented to their immediate destruction during his police interrogation, making the subsequent challenge to the seizure inadmissible as a contradictory behavior prohibited by the principle of good faith in procedural law, even though the issue of whether the seizure itself was legally founded, given the consent to destruction, remained open.

Parole chiave

Generato dall'IA
sequestro di mezzi di prova diritto processuale decisioni incidentali illecita violenza pignoramento complementare eccezione di incostituzionalità

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Generato dall'IA

Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

Generato dall'IA
Art. 393 CPP

The court explicitly refers to this article in the concluding pronouncement as applicable law, relating to the grounds for appeal review.

Art. 263 CPP

The court explicitly refers to this article in the concluding pronouncement regarding the legal basis for the seizure (sequestro).

Art. 69 CP

The court explicitly refers to this article in the concluding pronouncement regarding confiscation, which is relevant to the destroyed evidence.

Art. 267 CPP

The court explicitly refers to this article in the concluding pronouncement regarding the procedure for the fate of seized items.

Art. 376 CPP

The court explicitly refers to this article in the concluding pronouncement regarding the procedure for anticipatory destruction of seized hemp.

Art. 25 LTG

The court explicitly refers to this article in the concluding pronouncement as applicable law (likely concerning Cantonal Law on Judicial Organization).

Art. 1 ss. LTG

The court explicitly refers to these articles in the concluding pronouncement as applicable law (likely concerning Cantonal Law on Judicial Organization).

Art. 78 LTF

Cited in the explanation of the available appeal remedy to the Federal Tribunal.

Art. 90 a 93 LTF

Cited in the explanation of the available appeal remedy to the Federal Tribunal, specifying the types of decisions subject to appeal.

Art. 100 cpv. 1 LTF

Cited in the explanation of the deadline for appeal to the Federal Tribunal.

Art. 81 LTF

Cited in the explanation of the standing (legitimation) to appeal to the Federal Tribunal.

Art. 1.

This is the operative order dismissing the appeal.

Art. 2.

This is the operative order assigning costs (tassa di giustizia e spese) to the appellant.

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

Incarto n. 60.2016.217 · Lugano 15 novembre 2016/dp · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici: · Mauro Mini, presidente, Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

cancelliera: · Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

sedente per statuire sul reclamo 19/20.7.2016 presentato da

RE 1 contro

l’ordine di perquisizione e sequestro 12.7.2016 del procuratore pubblico Chiara Borelli nel contesto del procedimento penale promosso a suo carico per l’ipotesi accusatoria di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti (inc. MP __________);

richiamate le osservazioni 25.7.2016 del magistrato inquirente e la replica 29.7.2016 del reclamante;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto

a. In data 12.7.2016 il Ministero pubblico ha ricevuto una segnalazione dalla Polizia cantonale in merito ad una coltivazione outdoor di canapa nel mapp. __________ RFD __________ di proprietà di RE 1.

b. Con ordine di perquisizione e sequestro 12.7.2016 il procuratore pubblico ha così ordinato la perquisizione domiciliare di RE 1 ed il sequestro di tutti gli oggetti rinvenuti che potessero avere importanza per l’istruzione del processo come mezzi di prova (AI 2, inc. MP __________). È stato inoltre emesso un mandato di accompagnamento coattivo nei confronti dell’imputato, che è stato sentito dalla Polizia cantonale, Gendarmeria di __________, in data 18.7.2016 (AI 3, inc. MP __________). Il 18.7.2016, nel giardino di RE 1, sono state rinvenute 1350 piante di canapa dell’altezza massima di 160 cm con un tenore di THC pari a 3.2% (massimo consentito pari a 1%). Le piante sono state subito eliminate presso l’inceneritore di __________ (cfr. rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 30.8.2016).

c. Con gravame 19/20.7.2016 RE 1 afferma di aver *“(…) agito in assoluta buona fede, senza nulla nascondere, nel tentativo di portare a termine un progetto di coltivazione di canapa intensiva ritenendo questa pianta non dannosa ma al contrario con molteplici applicazioni commerciali (…)”* (reclamo 19/20.7.2016, p. 1). Egli afferma infatti di essersi informato, prima di procedere con la sua coltivazione, presso il Dipartimento del territorio, e di aver acquistato le sementi presso la __________ SA, società attiva nella vendita di prodotti legali legati alla canapa (tisane, semi ad uso alimentare).

d. Delle ulteriori argomentazioni così come delle osservazioni del ministero pubblico si dirà, se necessario, in corso di motivazione.

in diritto

1. 1.1.

Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto contro le decisioni e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista un’altra impugnativa.

Con il gravame si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.

393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.

393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni, per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.

In particolare il reclamo deve indicare i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

La prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti, applicando il diritto penale, che deve imporsi d’ufficio (Commentario CPP – M. MINI, art. 391 CPP n. 2; cfr., anche, sentenze TF 6B_69/2014 del 9.10.2014 consid. 2.4.; 6B_776/2013 del 22.7.2014 consid. 1.5.; 1B_460/2013 del 22.1.2014 consid. 3.1.).

1.2.

Il gravame, inoltrato il 19/20.7.2016 alla Corte dei reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro l'ordine di perquisizione e sequestro 12.7.2016 (inc. MP __________), è tempestivo (in applicazione dell’art. 90 cpv. 2 CPP) e proponibile. Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

RE 1, proprietario dei beni sequestrati, è pacificamente legittimato a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica del giudizio.

1.3.

Il procuratore pubblico, nelle sue osservazioni al reclamo, afferma che *“(…) il consenso dell’imputato alla distruzione della canapa fa sì che egli non abbia più un interesse attuale alla modifica della decisione impugnata (…)”* (osservazioni 25.7.2016, p. 2). Egli cita in tal senso le disposizioni in merito alla perquisizione nonché la giurisprudenza e la dottrina secondo le quali i reclami contro le decisioni di perquisizione sono da dichiarare irricevibili, nel senso che non vi è un interesse attuale al ricorso, ossia un interesse alla modifica o all’annullamento dell’atto, in quanto la perquisizione è già stata effettuata. Tale giurisprudenza è tuttavia stata disattesa dalla Corte dei diritti dell’uomo che ha ritenuto il fatto di dichiarare irricevibile il reclamo contro il mandato di perquisizione contrario all’art. 13 CEDU, in quanto priverebbe il ricorrente di un ricorso davanti ad un istanza giudiziaria nazionale (decisione CEDU del 16.12.1997 *Camenzind c. Svizzera* n°21353/93; PC CPP – L. MOREILLON / A. PAREIN – REYMOND, 2. ed., art.

244 CPP n. 8).

Visto l’esito del gravame tale problematica può tuttavia rimanere aperta.

2. 2.1.

Giusta l’art. 263 cpv. 1 CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova (a), utilizzati per garantire le spese procedurali, le pene pecuniarie, le multe e le indennità (b), restituiti ai danneggiati (c) oppure confiscati (d).

Il sequestro, provvedimento eminentemente cautelare, ha perciò lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti per il dispiegamento della procedura e quindi per le necessità dell’istruzione preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e per quelle del giudice del merito nella prospettiva – tra le altre cose – della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio secondo l’art. 263 cpv. 1 lit. a CPP) e della decisione di confisca, restituzione oppure devoluzione, come agli art. 69 ss. CP (sequestro confiscatorio giusta l’art. 263 cpv. 1 lit. d CPP) [decisione TF 1B_198/2012 del 14.8.2012 consid. 2.].

Il sequestro (quale misura coercitiva che restringe la garanzia della proprietà ex art. 26 Cost.) è legittimo – secondo l’art. 197 CPP – solo se si fonda su una base legale, in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato (decisioni TF 1B_212/2014 del 14.10.2014 consid. 3.2.; 1B_193/2014 del 2.9.2014 consid. 2.1.), se gli obiettivi con esso perseguiti non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (proporzionalità), se l’importanza del reato lo giustifica (proporzionalità) e se vi è connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare per gli incombenti di istruttoria e, poi, di giudizio (decisione TF 1B_193/2014 del 2.9.2014 consid. 2.1.; BSK StPO II – F. BOMMER / P. GOLDSCHMID, 2. ed., *vor* art. 263-268 CPP n. 11 ss.).

La decisione sulla sorte degli oggetti e dei valori patrimoniali sequestrati giusta l’art. 263 CPP è disciplinata dall’art. 267 CPP.

2.2.

Giusta l’art. 69 cpv. 1 CP il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data persona, ordina la confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a commettere un reato o che costituiscono il prodotto di un reato se tali oggetti compromettono la sicurezza delle persone, la moralità o l'ordine pubblico. Se le condizioni sono adempiute, il giudice è tenuto a pronunciare la confisca del bene: non ha alcun potere d’apprezzamento (PC CP – art. 69 CP n. 2; BSK StPO II

– R. GRAEDEL / M. HEINIGER, op. cit., art. 320 CPP n. 11).

Gli strumenti adatti a commettere un reato vanno confiscati, indipendentemente dal fatto che possano servire solo a fini illeciti o ad altro scopo; è sufficiente che le circostanze concrete lascino seriamente supporre che essi potrebbero servire a commettere il reato (sentenza TF 6B_733/2011 del 5.6.2012 consid. 3, riferita a piantine di canapa; DTF 125 IV 185 consid. 2, riferita a semi di canapa; DTF 124 IV 121 consid. 2; BSK Strafrecht I – F. BAUMANN, 3. ed., art. 69 CP n. 10; PK StGB – S. TRECHSEL,

2. ed., art. 69 CP n. 3). Determinante è come l’autore ha utilizzato o ha inteso utilizzare lo strumento; in base all’utilizzo va valutato se lo strumento in questione costituisca un pericolo per la sicurezza di persone, per la moralità o per l’ordine pubblico (DTF 114 IV 98 consid. 4; BSK Strafrecht I – F. BAUMANN, op. cit., art. 69 CP n. 10; PK StGB – S. TRECHSEL, op. cit., art. 69 CP n. 3).

La confisca è assicurata con il sequestro giusta l’art. 263 CPP.

3. 3.1.

In data 12.7.2016 il procuratore pubblico ha emanato l’ordine di perquisizione e sequestro qui impugnato (AI 2, inc. MP __________). La perquisizione dell’abitazione del reclamante ed il sequestro delle 1350 piantine di canapa è avvenuto il 18.7.2016. RE 1, lo stesso giorno, è stato poi accompagnato presso gli uffici della polizia cantonale per essere interrogato in veste di imputato (AI 3, inc. MP __________). Durante l’interrogatorio, alla domanda *“(…) è d’accordo che quanto sequestrato sia immediatamente distrutto?”*, egli ha risposto *“Assolutamente sì. Anche se vorrei sapere cosa* [dovesse] *succedere qualora il tenore THC risulti inferiore all’1% (…)”* (verbale di interrogatorio 18.7.2016, p. 4).

3.2.

Dal testo del gravame non appare che sia contestato l’ordine di perquisizione e sequestro. Perlopiù il reclamante sembrerebbe affermare di aver subito un danno dovuto alla distruzione delle piantine di canapa. In merito occorre tuttavia rilevare che RE 1 si è esplicitamente dichiarato d’accordo con il modo di procedere del magistrato inquirente. Il suo parere gli è del resto stato esplicitamente richiesto in data 18.7.2016, senza che egli reagisse in maniera discordante, ma, anzi, dando in merito il suo consenso. Sostenere, oggi, che non sarebbe stato d’accordo, è un caso manifesto di “*venire contra factum proprium”*,

contrario al divieto dell’abuso di diritto, che vale anche per le parti (N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, 2. ed., art. 3 CPP n.

4). È infatti incompatibile con la buona fede processuale un comportamento contraddittorio, come per esempio rinunciare all’esercizio di un diritto per poi far valere soltanto in una fase successiva la violazione o il rifiuto di tale diritto (CPP Commentario – P. BERNASCONI, art. 3 CPP n. 12).

Il presente gravame deve dunque essere respinto.

Per il resto quanto sollevato da RE 1 in sede di reclamo è per di più di competenza del giudice di merito: sarà infatti quest’ultimo a valutare la sua buona fede.

4. Si rileva, abbondanzialmente, che la distruzione anticipata di canapa sequestrata deve essere oggetto di una procedura indipendente di confisca giusta gli art. 376 ss. CPP (art. 69 CP) (PC CPP – L. MOREILLON /

A. PAREIN – REYMOND, op. cit., art. 377 CPP n. 7; CR CPP – C. CONTI, art. 377 n. 12; DTF 130 I 360; DTF 125 IV 185 consid. 2; sentenza TF 1B_26/2012 del 23.5.2012 consid. 6; sentenza TF 6B_733/2011 del 5.6.2012 consid. 3). Agli atti, contrariamente a ciò, non vi è traccia di alcun decreto di confisca.

5. Il reclamo è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del reclamante, soccombente.

Per questi motivi,

richiamati gli art. 263, 267, 376, 393 CPP, 69 CP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il reclamo è respinto.

2. La tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 150.-- (centocinquanta), sono poste a carico di RE 1, __________.

3. Rimedio di diritto:

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia

penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

4. Intimazione:

-

Per la Corte dei reclami penali

Il presidente La cancelliera