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60.2010.111 • CRP TI 60.2010.111 Generato dall'IA

Extension of Pre-Trial Detention for Fraud and Theft Charges

Numero d'incarto 60.2010.111
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Accolto (Allowed)
Spese processuali senza spese

Sintesi Legislator

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The Appellate Panel granted an application to extend pre-trial detention for an individual charged with repeated fraud, data processing abuse, forgery, and theft, whose public trial was scheduled for a later date than the statutory deadline following the indictment. The court reasoned that an extension was necessary because the trial date could not be met within the standard legal timeframe, satisfying the requirement for objective difficulties that prevent a timely hearing, and noting that the existence of serious evidence of guilt and a concrete risk of reoffending, supported by prior offenses and subsequent criminal acts, justified the continued detention under principles of proportionality and public interest.

Regesto Legislator

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Art. 230 CPP, Art. 102 CPP, Art. 103 cpv. 1 lit. b CPP, Art. 103 cpv. 2 CPP, Art. 95 CPP, Art. 103 CPP; Extension of Pre-Trial Detention for Fraud and Theft Charges: The court reasoned that an extension was necessary because the trial date could not be met within the standard legal timeframe, satisfying the requirement for objective difficulties that prevent a timely hearing, and noting that the existence of serious evidence of guilt and a concrete risk of reoffending, supported by prior offenses and subsequent criminal acts, justified the continued detention under principles of proportionality and public interest.

Parole chiave

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proroga della carcerazione preventiva accusa di truffa reati penali gravi furto di dati accusa truffa

Disposizioni normative citate

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Giurisprudenza citata

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 103 cpv. 1 lit. b CPP

Cited in the reasoning section as the legal basis for the Criminal Appeals Chamber to extend preventive detention when the trial cannot commence within statutory deadlines.

art. 95 CPP

Cited in the reasoning section regarding the existence of serious indications of guilt necessary for detention.

art. 90 a 93 LTF

Cited in the dispositive to describe the types of decisions against which an appeal to the Federal Tribunal may be filed.

art. 100 cpv. 1 LTF

Cited in the dispositive to specify the deadline for filing an appeal to the Federal Tribunal.

art. 78 LTF

Cited in the dispositive to establish the grounds for filing a criminal appeal to the Federal Tribunal.

art. 81 LTF

Cited in the dispositive to define the standing to appeal to the Federal Tribunal.

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Testo completo

Incarto n. 60.2010.111 · Lugano 6 aprile 2010/dp · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici: · Mauro Mini, presidente, Ivano Ranzanici, Andrea Pedroli (in sostituzione di Raffaele Guffi, assente)

segretaria: · Alessandra Mondada, vicecancelliera

sedente per statuire sull’istanza 29/30.3.2010 presentata dal

IS 1

tendente ad ottenere la proroga della carcerazione cui è astretta PI 2, __________ (patr. da: dott. iur. PR 1, Studio legale __________, __________), in vista del pubblico dibattimento;

visto il preavviso favorevole 30/31.3.2010 del procuratore pubblico PI 1;

preso atto che l'interessata non ha osservazioni da presentare, come comunicato con lettera 31.3/6.4.2010 del patrocinatore;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto ed in diritto

1. Nei confronti di PI 2, in detenzione preventiva prima dal 21.9.2009 all’8.10.2009, poi dal 18.12.2009 (in

regime ordinario dal 24.2.2010), il procuratore pubblico ha emanato il 25.3.2010 l’atto d’accusa (ACC __________), rinviandola a processo per ripetuta

truffa (consumata e tentata), abuso di un impianto per l’elaborazione di dati, ripetuta falsità in documenti, ripetuta falsità in certificati e furto.

Il pubblico dibattimento è stato aggiornato a mercoledì 26.5.2010.

2. Con la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise correzionali di __________ chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui è astretta l'imputata fino al 26.5.2010, data della celebrazione e della presumibile conclusione del pubblico dibattimento.

3. L'art.

230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è prolungato sino a sessanta giorni.

Entro questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato é prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora, eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lit. b CPP).

Le istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv. 2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore requisito è che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della proroga.

Queste due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di recidiva o di collusione), visto che la carcerazione è già in atto al momento dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché, quando vi è contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di regola ben prima dell’atto d’accusa ed è di conseguenza già stata risolta dal giudice dell’istruzione e dell’arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto è eventualmente avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito della proporzionalità.

4.Nel caso in esame, sono dati i presupposti per l’accoglimento dell’istanza, ritenuti i motivi addotti dal presidente nella propria domanda, e peraltro rimasti incontestati.

5. Nel presente caso sono dati seri indizi di colpevolezza ai sensi dell’art. 95 CPP a carico di PI 2, viste anche le sue ammissioni (verbali dell’8.10.2009, dell’11.2.2010 e del 24.2.2010). Inoltre, in presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell’istruzione e dell’arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. GIAR __________; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).

6. Il mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre la presenza di preminenti motivi di interesse pubblico.

7. Il pericolo di recidiva deve essere concreto (DTF 105 Ia 26) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze. Bisogna quindi fondarsi su circostanze concrete che rendano tale eventualità assai verosimile e riferita a reati gravi (M. LUVINI, in REP. 1989, 294), rispettando anche in tale modo il criterio della proporzionalità. Esso non può essere desunto solo dalla protratta attività delittuosa dell’accusato anteriormente all’arresto (M. SCHUBARTH, Die Rechte des Beschuldigten im Untersuchungsverfahren, besonders bei Untersuchungshaft, Berna 1973, p. 117). Neppure la gravità delle accuse giustifica, da sola, la detenzione preventiva per pericolo di recidiva: è necessario che anche altre condizioni, segnatamente gli antecedenti e la personalità dell’accusato rendano plausibile il rischio di recidiva e adeguata la misura della detenzione. Bisogna inoltre valutare il carattere deterrente del procedimento penale in corso. Ciononostante, la commissione di reati durante il procedimento penale, dopo una prima scarcerazione o una condanna, depone a favore del pericolo di recidiva (N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo 2004, n. 701b). In particolare il Tribunale federale stabilisce che il pericolo di recidiva è dato con una certa verosimiglianza se si è in presenza di una prognosi molto sfavorevole sul detenuto e se i delitti di cui si teme la reiterazione sono gravi (decisioni TF 1P.750/2004 del 21.1.2005, 1P.198/2006 del 25.4.2006 cons. 4.1).

8. Nel presente caso, si deve ammettere un concreto pericolo di recidiva, in considerazione dei precedenti di PI 2 (DA __________ e __________, riferiti anche a p. 15 del verbale 21.4.2010), nonché del fatto di avere commesso altri fatti dopo la scarcerazione dell’ottobre 2009 (verbale 24.2.2010, p. 16).

9. La carcerazione preventiva cui è astretta PI 2 è pertanto giustificata da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi di interesse pubblico.

10. Nell’ottica del principio della proporzionalità, in relazione alla durata del carcere preventivo, il Tribunale federale ha stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; REP. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve ossequiare anche il principio della celerità, stando al quale in presenza di un accusato in detenzione preventiva l’autorità deve dar prova di particolare diligenza nel condurre rapidamente e senza interruzione l’inchiesta, ciò che si valuta con riferimento alle circostanze concrete, in particolare, alla vastità e complessità dell’inchiesta, al comportamento dell’autorità penale e, a certe condizioni, al comportamento dell’arrestato.

11. Occorre ritenere che la durata della proroga è di circa tre settimane. Considerati i reati oggetto dell’atto di accusa e la situazione personale dell’accusata, la domanda di proroga rispetta il principio della proporzionalità, in quanto la detenzione preventiva e quella in attesa del processo sono certamente inferiori alla possibile pena e l’inchiesta non presenta particolari tempi morti o violazioni del principio della celerità.

12. L’istanza è accolta; non si prelevano tassa di giustizia e spese.

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di legge,

pronuncia

1.L'istanza è accolta.

§ Di

conseguenza il carcere preventivo cui è astretta PI 2, __________, è prorogato fino al 26.5.2010, rispettivamente fino alla conclusione del

processo.

2. Non si prelevano tassa di giustizia e spese.

3. Rimedio di diritto:

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

4. Intimazione:

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La segretaria