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60.2009.136 • CRP TI 60.2009.136 Generato dall'IA

Claim for Indemnity Following Abandonment of Criminal Case Due to Territorial Incompetence

Numero d'incarto 60.2009.136
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali a carico del ricorrente / reclamante

Sintesi Legislator

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An individual sought compensation for unjust proceedings following the internal abandonment of a criminal case concerning aggravated narcotics offenses, but the court rejected the claim because the abandonment was based on territorial incompetence due to the individual's foreign residence, meaning they were not "acquitted" as required by the statute for indemnification, and the underlying serious charge was not adjudicated on its merits, failing to meet the standard of an unjust proceeding. Furthermore, for the related minor narcotics offense, which had prescribed, the claimant was not considered an "accused" entitled to indemnity because the matter remained in the preliminary investigation stage and did not involve significant personal repercussions warranting defense counsel.

Regesto Legislator

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Art. 19 cifra, Art. 320 cpv. 1 CPP, Art. 317 CPP, Art. 47 cpv. 1 CPP, Art. 49 CPP, Art. 19a LStup; Claim for Indemnity Following Abandonment of Criminal Case Due to Territorial Incompetence: Furthermore, for the related minor narcotics offense, which had prescribed, the claimant was not considered an "accused" entitled to indemnity because the matter remained in the preliminary investigation stage and did not involve significant personal repercussions warranting defense counsel.

Parole chiave

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caso grave reati della legge sugli stupefacenti determinazione della tassa inchiesta penale contravvenzione bagatellare procedure connesse Istanza di indennità per ingiusto procedimento. accusato prosciolto

Disposizioni normative citate

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Giurisprudenza citata

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 317 ss. CPP

Cited as the applicable law for the indemnity claim, which was ultimately rejected.

art. 39 cpv. 2 LTG

Cited in the reasoning that precedes the operative part regarding the judicial fee for indemnity actions, although the fee itself is only ordered in order 2.

art. 14 LTG

Cited in relation to the determination of the judicial fee applicable to indemnity claims.

art. 17 LTG

Cited in relation to the determination of the judicial fee applicable to indemnity claims.

art. 78 LTF

Cited as one of the provisions governing the right to appeal to the Federal Tribunal.

art. 82 LTF

Cited as one of the provisions governing the right to appeal to the Federal Tribunal.

art. 85 LTF

Cited as one of the provisions governing the right to appeal to the Federal Tribunal.

art. 113 ss. LTF

Cited as one of the provisions governing the right to appeal to the Federal Tribunal.

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Testo completo

Incarto n. 60.2009.136 · Lugano 3 giugno 2009/dp · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici: · Mauro Mini, presidente, Raffaele Guffi, Andrea Pedroli (in sostituzione di Ivano Ranzanici, esclusosi)

segretaria: · Alessandra Mondada, vicecancelliera

sedente per statuire sull’istanza 7/8.4.2009 presentata da

IS 1, , patr. da: PR 1

tendente ad ottenere – in relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto di abbandono interno 25.9.2001 emanato dall’allora procuratore pubblico Franco Lardelli (ABB __________), comunicato il 17.4.2008 – un’indennità per ingiusto procedimento a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;

richiamati gli scritti 24/27.4.2009 della Divisione della giustizia – che si è rimessa alle osservazioni del Ministero pubblico – e 6/7.5.2009 del procuratore pubblico Arturo Garzoni – che si è rimesso al giudizio di questa Camera –;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto ed in diritto

che IS 1 è stata arrestata il 22.5.1999 per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti giusta l’art. 19 cifra 2 LStup (AI 1/2);

che il provvedimento è stato confermato il giorno successivo dall’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto Ivano Ranzanici per l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e di preminenti motivi di interesse pubblico (bisogni dell’istruzione) [AI 3];

che l’accusata è stata scarcerata il 30.7.1999, previo versamento di una cauzione di CHF 1'000.-- ed elezione di domicilio presso l’allora lic. iur. PR 1, difensore d’ufficio (AI 29/4);

che con scritto 25/26.9.2001 il procuratore pubblico ha domandato alle autorità __________, per il tramite dell’Ufficio federale di giustizia, di assumere il procedimento penale promosso a carico di IS 1 per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti in relazione alla vendita ed al traffico di cocaina da lei operato a __________ nel periodo 1997 – maggio 1999: l’accusata era infatti cittadina straniera, residente in __________, dove aveva (avrebbe) delinquito (AI 34);

che lo stesso giorno, 25.9.2001, il magistrato inquirente ha abbandonato – con decreto di *abbandono interno*, intimato all’incarto – il procedimento penale per detto reato per incompetenza territoriale del Ministero pubblico (ABB __________, AI 33);

che nel citato decreto di *abbandono interno* ha, parimenti, indicato che “*per il reato di contravvenzione alla LStup (avvenuto a __________), lo stesso risulta prescritto in maniera assoluta. A prescindere dal fatto che non è stata promossa l’accusa per detto reato, i fatti sono comunque avvenuti, al più tardi, nel corso del mese di maggio 1999*” (ABB __________, AI 33);

che il 15/16.4.2008 l’avv. PR 1 ha chiesto al procuratore pubblico informazioni circa lo stato del procedimento (AI 36);

che con scritto 17.4.2008 il procuratore pubblico Arturo Garzoni, in sostituzione dei già magistrati inquirenti Jacques Ducry e Franco Lardelli, già titolari dell’inchiesta, ha comunicato al patrocinatore quanto emergeva dagli atti, in particolare dal suddetto decreto di *abbandono interno* (AI 37);

che se, dopo compiuta l’istruzione, il procuratore pubblico non ritiene di presentare l’atto o il decreto di accusa, egli pronuncia l’abbandono del procedimento e notifica il decreto all’accusato, al difensore e alla parte civile (art. 214 cpv. 1 / 215 CPP);

che questa Camera, nella decisione 10.11.1998, ha considerato – con riferimento ad un decreto di non luogo a procedere – che “*la decisione di abbandono interno del (…) non costituisce una decisione finale di merito, ossia un decreto di non luogo a procedere, poiché non rispetta le condizioni poste dagli art. 184 e 185 CPP e non é neppure impugnabile a questa Camera. L'abbandono interno, che non viene intimato a nessuna delle parti interessate, é una semplice decisione di sospensione del procedimento penale, decisa dal magistrato inquirente per ragioni di opportunità. Di conseguenza, il procedimento penale può essere ripreso in qualsiasi momento, se richiesto dal querelante, senza necessità che questa Camera ordini la riapertura delle informazioni preliminari*” (decisione 10.11.1998 in re C.C., inc. 60.1998.249, parzialmente pubblicata in REP. 1998 n. 121; cfr. anche decisione 4.8.2004 in re S.C., inc. 60.2004.239);

che quindi, per analogia, il decreto di *abbandono interno* emanato il 25.9.2001 non può espletare effetto di cosa giudicata;

che nella fattispecie apparirebbe tuttavia eccessivamente formalistico pretendere l’emanazione di una decisione a’ sensi di legge, non essendoci parte civile legittimata ad impugnare il decreto e l’accusata – con l’introduzione della presente istanza – avendo implicitamente riconosciuto il giudizio così come pronunciato;

che con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP [dalla comunicazione 17.4.2008 (AI 37)] – IS 1 chiede, protestando le ripetibili, che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versarle, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 2'240.50 per spese legali;

che giusta l’art. 317 CPP l’*accusato prosciolto* – assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal giudice della Pretura penale o liberato da ogni accusa con decreto di abbandono o, se del caso, di non luogo a procedere – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);

che

– come detto – il diritto in questione compete all’*accusato*;

che *accusato* è chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso l’accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);

che lo scopo delle informazioni preliminari è quello di stabilire se una notizia di reato è sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1/2 CPP);

che in questa fase preliminare l’interessato non ha veste di *accusato* e pertanto non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;

che la qualità di parte processuale nasce infatti, come esposto, con la promozione dell’accusa e da quel momento l’*accusato* beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP);

che la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di *accusato*, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell’accusa (L. MARAZZI, Il Giar, L’arbitro nel processo penale, Lugano 2001, p. 12 ss.);

che è quindi da considerare *accusata* ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);

che la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi rendono necessario un patrocinatore;

che

– in ambito penale – ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (decisione TF 1B_172/2007 del 2.10.2007);

che nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l’interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura) [decisione TF 1B_186/2007 del 31.10.2007];

che nel caso di evidenti reati minori (“*Bagatelldelikte*”), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, è negato il diritto costituzionale ad un patrocinatore (decisione TF 1B_172/2007 del 2.10.2007; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 ss. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 491 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11/16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);

che il decreto di *abbandono interno* 25.9.2001 concerne il reato di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19 cifra 2 LStup) ed il reato di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19a LStup) [ABB __________, AI 33];

che, tuttavia, per quest’ultima ipotesi non è mai stata formalmente promossa l’accusa, per cui il procedimento si trovava allo stadio delle informazioni preliminari, che – intervenuta la prescrizione dell’azione penale – doveva sfociare in un decreto di non luogo a procedere ex art. 184 cpv. 2 CPP e non – come accaduto – in un decreto di abbandono ex art. art. 214 cpv. 1 / 215 CPP;

che l’ipotesi di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti era legata al consumo di cocaina da parte della qui istante;

che il reato non comportava alcuna difficoltà in fatto e/o in diritto;

che la circostanza che sia sanzionato con la multa (art. 19a cifra 1 LStup) e che non consenta l’arresto (art. 95 cpv. 2 CPP) attesta peraltro il carattere di bagattella del medesimo;

che, in queste circostanze, si deve concludere che il procedimento penale – con riferimento al titolo di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti – non ha manifestamente avuto importanti ripercussioni sulla situazione personale di IS 1, arrestata non già per questo reato, ma – come ben si evince dagli atti – per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (AI 2/3), imputazione, quest’ultima, che ha giustificato anche la nomina di un difensore d’ufficio (AI 4);

che l’istante – in merito al reato giusta l’art. 19a LStup – non può di conseguenza essere ritenuta *accusata* a’ sensi dell’art. 317 CPP e pertanto, anche se *prosciolta* per intervenuta prescrizione dell’azione penale [che comporta l’estinzione del diritto dello Stato di punire e che deve quindi essere sanzionata con un giudizio di merito (decisione TF 1P.258/2002 del 2.10.2002)], non ha diritto ad un’indennità per il procedimento sfociato, formalmente, nel decreto di *abbandono interno* (ABB __________, AI 33);

che, per quanto concerne il reato di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19 cifra 2 LStup), IS 1 – arrestata il 22.5.1999 (AI 1) – deve essere considerata *accusata* [art. 184 cpv. 3 CPP (cfr., anche, AI 2)];

che il procedimento penale a carico della qui istante è terminato con un decreto di *abbandono interno*, che – come detto in precedenza – ai fini dell’istanza di indennità può essere assimilato ad un decreto di abbandono giusta l’art. 214 cpv. 1 CPP;

che

– formalmente – l’accusata è pertanto stata *prosciolta*;

che l’art. 317 CPP non specifica il senso del termine *prosciolto*;

che la legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera;

che, se il testo di un disposto legale è chiaro e non è pertanto necessario far capo ad altri metodi di interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso letterale soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore;

che, nondimeno, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercato quale sia la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi di interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento;

che pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (DTF 130 V 229; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 30 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., §

6 n. 1 ss.; N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo / Basilea / Ginevra 2004, n. 65 ss.);

che, promossa l’accusa, il procedimento penale deve concludersi con un decreto di abbandono (art. 214 cpv. 1 CPP), rispettivamente – emanato l’atto o il decreto di accusa – con una sentenza di condanna o di assoluzione (art. 261 / 262 CPP);

che, secondo il CPP, è quindi *prosciolto* l’accusato a favore del quale è stato emanato un decreto di abbandono o un giudizio di assoluzione;

che questa Camera reputa *prosciolto* a’ sensi dell’art. 317 CPP anche l’accusato parzialmente assolto, ovvero prosciolto da imputazioni indipendenti da quelle che hanno portato alla sua condanna, riconducibili a reati e/o a fatti del tutto diversi (cfr., per esempio, decisione 9.3.2009 in re V.G., inc. 60.2008.272), rispettivamente, come esposto in precedenza, colui che – pur non essendo formalmente accusato in difetto di promozione dell’accusa (art. 47 cpv.

1 CPP) – è stato concretamente sospettato di avere commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale;

che il procedimento penale per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti è stato abbandonato per incompetenza territoriale del Ministero pubblico (ABB __________, AI 33), nel senso che – essendo l’istante cittadina straniera, residente in __________, dove aveva/avrebbe delinquito – era stata inoltrata alle autorità __________ domanda di assunzione del procedimento nei confronti di IS 1 (AI 34);

che il decreto è quindi stato emanato in conseguenza della citata richiesta di assunzione del procedimento, ossia per ragioni del tutto indipendenti dal merito dell’ipotesi accusatoria (AI 33/34);

che nulla si sa dell’esito della domanda di assunzione del procedimento rispettivamente dell’esito stesso del procedimento;

che l’istante, alla quale spettava l’onere della prova [cfr., in analogia, N. SALVIONI, Codice di procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 317 CPP, p. 506: “*(…) per le spese di patrocinio ed i danni materiali si deve invece parlare di rifusione, ossia di risarcimento pieno, stabilito in base alla documentazione prodotta dall'accusato prosciolto*”], non dimostra infatti che sia stata prosciolta dall’accusa allora promossa nei suoi confronti;

che, in queste circostanze, non si può reputare IS 1 *prosciolta* giusta l’art.

317 CPP, norma che mira ad indennizzare eventuali pregiudizi cagionati all’accusato prosciolto da un procedimento penale *ingiusto*, ossia *ingiustificato*;

che è in effetti evidente che, qualora l’istante fosse stata condannata in __________ per il reato che aveva legittimato il suo arresto, il procedimento penale aperto per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti giusta l’art. 19 cifra 2 LStup non potrebbe, manifestamente, essere considerato *ingiustificato*;

che l’istanza deve di conseguenza essere respinta;

che gli oneri dipendenti dal procedimento penale devono pertanto essere sopportati da IS 1 [riservata un’eventuale ammissione al beneficio del gratuito patrocinio, che aveva postulato con istanza 27.5.1999 (AI 8), non (ancora) decisa (cfr. scritto 10.6.2008 del giudice dell’istruzione e dell’arresto Edy Meli all’avv. PR 1, doc. C)];

che giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;

che la tassa di giustizia di CHF 250.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 300.--, sono poste a carico della qui istante, soccombente.

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

1. L’istanza è respinta.

2. La tassa di giustizia di CHF 250.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 300.-- (trecento), sono poste a carico di IS 1, __________.

3. Rimedio di diritto:

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, a dipendenza dell’oggetto e del valore, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), i ricorsi in materia penale, di diritto pubblico rispettivamente sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82, 85, 113 ss. LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dagli art. 81, 89 e 115 LTF.

4. Intimazione:

per conoscenza:

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La segretaria