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52.2005.73 • TCA TI 52.2005.73 Generato dall'IA

Municipal Building Permit Reinstated Against Government Annulment on Height Grounds

Numero d'incarto 52.2005.73
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Accolto (Allowed)
Spese processuali a carico dell'autorità / Stato

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The administrative court reviewed appeals against a government decision that overturned a municipal building permit for an eight-apartment structure in a traditional nucleus zone, which was opposed by a neighboring property owner concerned about excessive height contrary to surrounding buildings and planning objectives. The court reasoned that the municipal authority has broad discretionary power regarding building height under the relevant regulation, which requires buildings to "take into account" the height of surrounding structures without imposing a strict metric limit; consequently, the government's annulment of the permit constituted an impermissible substitution of its own judgment for that of the municipality, as the proposed building's height was not demonstrably incompatible with the overall context or the objectives of the planning zone, leading to the granting of the appeals and the reinstatement of the original permit.

Regesto Legislator

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Art. 26 NAPR, Art. 51 PAmm, Art. 18 PAmm, Art. 56 PAmm, Art. 27 cpv. 1 LPT, Art. 63 cpv. 2 LALPT; Municipal Building Permit Reinstated Against Government Annulment on Height Grounds: The court reasoned that the municipal authority has broad discretionary power regarding building height under the relevant regulation, which requires buildings to "take into account" the height of surrounding structures without imposing a strict metric limit; consequently, the government's annulment of the permit constituted an impermissible substitution of its own judgment for that of the municipality, as the proposed building's height was not demonstrably incompatible with the overall context or the objectives of the planning zone, leading to the granting of the appeals and the reinstatement of the original permit.

Parole chiave

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Art. 26 NAPR Art. 51 PAmm Art. 18 PAmm Art. 56 PAmm Art. 27 cpv. 1 LPT Art. 63 cpv. 2 LALPT

Disposizioni normative citate

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Art. 26 NAPR
Non disattenderebbe l'altezza massima prescritta dall'art. 26 NAPR e non si porrebbe in contrasto con gli scopi della zona di pianificazione.
Art. 51 PAmm
This procedural article allows for multiple appeals based on the same facts to be adjudicated together, which the court applied.
Art. 18 PAmm
This procedural article allows for decisions to be made based on the case files, which the court utilized.
Art. 56 PAmm
Trattandosi di una norma del diritto comunale autonomo, pur disponendo di pieno potere di cognizione (art. 56 PAmm), il Consiglio di Stato può verificare l'esercizio del potere d'apprezzamento conferito al municipio soltanto con riserbo.
Art. 27 cpv. 1 LPT
Giusta l'art. 27 cpv. 1 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esattamente delimitati.
Art. 63 cpv. 2 LALPT
Le domande di costruzione in contrasto con gli obbiettivi del piano, dispone l'art. 63 cpv. 2 LALPT, sono decise negativamente oppure sono sospese al massimo sino alla scadenza della zona di pianificazione.
Art. 28 PAmm
This procedural article on costs was applied to assign the court costs to the respondent due to their loss in the proceedings.
art. 26 NAPR di A
This provision on building height in the traditional core zone was central to the court's decision to overturn the Council of State's ruling, as the court found the Council of State had misinterpreted its application and infringed upon the municipality's discretionary power.

Giurisprudenza citata

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DTF 116 Ia 54
Ove non sussista una simile violazione, non può annullare una decisione del municipio senza esporsi al rimprovero di essersi arrogata un potere di cognizione che contraddice il principio dell'autonomia comunale (DTF 116 Ia 54 seg.; RDAT 1996 I n.

Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

Generato dall'IA
art. 26 NAPR di A

This provision on building height in the traditional core zone was central to the court's decision to overturn the Council of State's ruling, as the court found the Council of State had misinterpreted its application and infringed upon the municipality's discretionary power.

art. 27 LPT

This article concerning planning zones was used to analyze the impact of the construction project on the future detailed urban plan, and the court found the Council of State's decision to be flawed in its assessment.

art. 28 PAmm

This procedural article on costs was applied to assign the court costs to the respondent due to their loss in the proceedings.

art. 21 LE

This article establishes the competence of the Cantonal Administrative Court, which was cited as the basis for the court's jurisdiction.

art. 60 PAmm

This article likely relates to the procedure for appeal and was cited in the final orders, indicating its relevance to the decision-making process.

art. 61 PAmm

This article likely pertains to the conduct of proceedings before the administrative court and was cited in the final orders.

art. 65 PAmm

This article likely concerns the notification of decisions and was cited in the final orders.

art. 18 PAmm

This procedural article allows for decisions to be made based on the case files, which the court utilized.

art. 51 PAmm

This procedural article allows for multiple appeals based on the same facts to be adjudicated together, which the court applied.

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Testo completo

Incarto n. 52.2005.73/80 · Lugano 2 maggio 2005 · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici: · Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

segretario: · Leopoldo Crivelli

statuendo sui ricorsi a) 7 marzo 2005 e b) 10 marzo 2005 di

a) b) · C__________, , R__________ A__________, architetto, , contro

la decisione 23 febbraio 2005 del Consiglio di Stato (n. 809) che annulla la licenza edilizia 20 ottobre 2004 rilasciata dal municipio di A__________ all'insorgente R__________ A__________ per la costruzione di uno stabile di otto appartamenti (part. 877 RF);

viste le risposte:

- 18 marzo 2005 del Dipartimento del territorio, UDC;

- 23 marzo 2005 del Consiglio di Stato;

- 11 aprile 2005 di D__________;

- 18 aprile 2005 di R__________ A__________;

al ricorso sub a)

- 16 marzo 2005 del municipio di A__________;

- 18 marzo 2005 del Dipartimento del territorio, UDC;

- 23 marzo 2005 del Consiglio di Stato;

- 11 aprile 2005 di D__________;

al ricorso sub b)

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. a. Il 19 luglio 2004 il ricorrente arch. R__________ A__________ ha chiesto al municipio di A__________ il permesso di costruire uno stabile di 8 appartamenti su un terreno in pendio (part. 877), situato nella zona del nucleo tradizionale (NV), a lato della strada comunale, larga 4 m, che uscendo dall'abitato sale in direzione nord verso la cosiddetta C__________.

L'edificio avrebbe una pianta a forma di L; un'ala (nord-sud) sarebbe eretta lungo il ciglio della strada, l'altra (est-ovest) perpendicolarmente ad essa. La facciata est, a confine con la strada, si svilupperebbe su un fronte di m 21.19 e si articolerebbe su quattro livelli: un piano seminterrato adibito ad autorimessa e tre piani fuori terra ad uso abitativo. In corrispondenza dell'angolo sud-est, l'edificio sarebbe alto m 11.00 dal campo stradale. L'angolo nord-est risulterebbe invece alto circa m 9.20. Sul lato opposto (ovest), rivolto verso il pendio che sovrasta la strada comunale, l'edificio si articolerebbe invece soltanto su due piani, con un'altezza massima di m 5.20.

b. Alla domanda si è opposto il resistente D__________, proprietario di una casa d'abitazione di due piani (part. 821), situata sull'altro lato della strada, a circa un metro dal ciglio, che ne ha contestato le dimensioni, a suo avviso eccessive e contrarie agli scopi della zona di pianificazione, istituita nel 2001 al fine di elaborare un piano particolareggiato del nucleo.

c. Raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 20 ottobre 2004 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l'opposizione del vicino qui resistente.

B. Con giudizio 23 febbraio 2005 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, accogliendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da D__________.

Dopo aver rilevato che l'art. 26 NAPR prescrive un'altezza degli edifici commisurata a quella dei fabbricati circostanti, il Governo ha in sostanza ritenuto che il municipio avesse abusato della latitudine di giudizio conferitagli da tale norma, atteso che le costruzioni vicine si sviluppano al massimo su due piani fuori terra.

L'edificio si porrebbe anche in contrasto con gli obbiettivi della zona di pianificazione.

C. Contro il predetto giudizio insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo tanto il beneficiario della licenza annullata, quanto il comune.

L'arch. A__________ sostiene che l'altezza dell'immobile non sarebbe affatto eccessiva. Non disattenderebbe l'altezza massima prescritta dall'art. 26 NAPR e non si porrebbe in contrasto con gli scopi della zona di pianificazione. Il Consiglio di Stato, aggiunge, avrebbe violato l'autonomia comunale.

Il comune si limita invece a contestare le ripetibili addebitategli.

D. All'accoglimento dei ricorsi si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.

Ad identica conclusione perviene l'opponente D__________, contestando in particolare le tesi dell'insorgente A__________, che il municipio invece condivide, rinviando alla risposta presentata in prima istanza.

Considerato, in

diritto

1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva degli insorgenti è certa.

I ricorsi, tempestivi, sono dunque ricevibili in ordine.

Essendo fondati sugli stessi fatti, possono essere evasi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm). L'esauriente documentazione fotografica raccolta dal Consiglio di Stato permette di prescindere da una ripetizione del sopralluogo.

2. Altezza dell'edificio

2.1. Giusta l'art. 26 NAPR di A__________, nella zona del nucleo tradizionale (NV), *l'altezza degli edifici deve tener conto di quella dei fabbricati circostanti e dell'andamento generale dei tetti del nucleo, al fine di salvaguardare il ritmo delle volumetrie e delle coperture esistenti.*

La norma in esame non definisce in termini metrici l'altezza massima degli edifici. Essa si limita a stabilire che lo sviluppo verticale degli edifici deve *tener conto* di quello dei fabbricati circostanti. La norma riserva quindi al municipio un margine discrezionale relativamente ampio in ordine alla determinazione concreta di questo parametro edilizio, lasciandogli una certa libertà di stabilire l'altezza che meglio si adegua al contesto ambientale. Trattandosi di una norma del diritto comunale autonomo, pur disponendo di pieno potere di cognizione (art. 56 PAmm), il Consiglio di Stato può verificare l'esercizio del potere d'apprezzamento conferito al municipio soltanto con riserbo. Deve quindi limitarsi a censurare le decisioni che integrano gli estremi di una violazione del diritto sotto il profilo dell'abuso di potere, in quanto sprovviste di valide ragioni, fondate su considerazioni estranee alla materia o altrimenti contrarie ai principi fondamentali del diritto. Il Governo deve in particolare evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello del municipio. Ove non sussista una simile violazione, non può annullare una decisione del municipio senza esporsi al rimprovero di essersi arrogata un potere di cognizione che contraddice il principio dell'autonomia comunale (DTF 116 Ia 54 seg.; RDAT 1996 I n. 14 consid. 2; STA 17.1.2000 in re Besomi; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 56 PAmm, n. 3).

2.2. In concreto, il municipio ha ritenuto che l'altezza della controversa costruzione fosse adeguatamente commisurata a quella degli edifici circostanti. Contrariamente a quanto assume il Governo, la decisione censurata, per quanto opinabile possa apparire, non è affatto insostenibile. Non procede, in particolare, da un esercizio abusivo del potere d'apprezzamento che l'art. 26 NAPR conferisce al municipio in ordine alla determinazione dell'altezza massima consentita. Edifici strutturati su tre piani non sono anzitutto estranei alla tipologia delle costruzioni del nucleo di A__________. La documentazione fotografica raccolta dal Consiglio di Stato lo attesta chiaramente. Simili edifici sono anzi tipici di molti nuclei tradizionali ticinesi. La presenza, sul lato a valle (sud-est), di un piano seminterrato adibito ad autorimessa non contraddice questa deduzione. Né tale conclusione può essere considerata insostenibile soltanto per il fatto che le due costruzioni più vicine, fra cui quella del resistente, sporgano dal terreno soltanto per due piani. *Tener conto dell'al-tezza dei fabbricati circostanti* non significa non oltrepassare l'al-tezza delle costruzioni vicine. Significa soltanto evitare contrasti disarmonici. Per *fabbricati circostanti* non sono inoltre da intendere soltanto gli edifici più vicini. Una simile interpretazione restrittiva potrebbe ostacolare lo sviluppo edilizio del nucleo, impedendo la realizzazione di stabili situati più alti in prossimità di edifici particolarmente bassi. Possono dunque essere presi in considerazione anche fabbricati più discosti, che nel loro insieme determinano l'immagine del nucleo, inteso come conglomerato di edifici, strutturati non già in modo uniforme e ripetitivo, ma semplicemente omogeneo, con una ragionevole alternanza di altezze e volumetrie. L'altezza di 10 - 11 m, riscontrabile soltanto sulla facciata est del controverso edificio, non è peraltro estranea ai nuclei ticinesi. In molti comuni corrisponde anzi a quella massima prescritta dalle NAPR. Irrilevante, ai fini del giudizio sull'altezza, è lo sviluppo orizzontale dell'edificio, del resto sostanzialmente analogo alla casa d'abitazione del resistente, che si distingue da quella in discussione unicamente perché più bassa di un piano.

Ne discende, che giudicando insostenibile la decisione del municipio in quanto riferita all'altezza, il Consiglio di Stato ha violato il diritto. In sostanza, si è arrogato un potere di cognizione lesivo dell'autonomia comunale, sostituendo senza validi motivi il suo apprezzamento a quello del municipio.

3. Zona di pianificazione

3.1. Giusta l'art. 27 cpv. 1 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esattamente delimitati. All'interno delle zone di pianificazione nulla può essere intrapreso che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione. Le domande di costruzione in contrasto con gli obbiettivi del piano, dispone l'art. 63 cpv. 2 LALPT, sono decise negativamente oppure sono sospese al massimo sino alla scadenza della zona di pianificazione.

Nella valutazione del contrasto fra l'intervento previsto dalla domanda di costruzione e gli obbiettivi della zona di pianificazione il municipio fruisce di un ampio potere d'apprezzamento, censurabile da parte dell'autorità di ricorso unicamente sotto il profilo della violazione del diritto, segnatamente per abuso di potere.

Il 1° ottobre 2001 il municipio di A__________ ha istituito sul nucleo e sulla fascia limitrofa una zona di pianificazione allo scopo di allestire un piano particolareggiato (PPN; cfr. scheda riassuntiva/finalità). In questa zona è vietato ogni intervento edilizio o di altra natura che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione (cfr. scheda riassuntiva/effetti). La validità della restrizione, inizialmente limitata a tre anni, è stata recentemente prorogata sino al 1° ottobre 2006.

3.2. Nell'evenienza concreta, il pianificatore locale, interpellato dal municipio, non ha ritenuto che la costruzione fosse atta a pregiudicare l'elaborazione del piano particolareggiato. Egli si è limitato a suggerire alcune modifiche di natura estetica, che sono state apportate al progetto iniziale nell'ambito dell'esame davanti all'autorità cantonale (CBN). Il municipio ha quindi rilasciato la licenza.

Accertato che non esiste ancora un progetto di piano particolareggiato, che precisi le future possibilità edificatorie, il Governo ha ritenuto che la decisione del municipio di concedere la licenza fosse insostenibile siccome viziata da abuso di potere.

Lesiva del

diritto non è la decisione del municipio, ma quella del Consiglio di Stato. Dal fatto che non sia sinora stato elaborato un piano particolareggiato, che precisi le future possibilità edificatorie del comparto in esame, non è lecito dedurre che l'intervento sia atto a pregiudicare l'elaborazione di questo strumento pianificatorio. La mancanza di un progetto di piano, ad un anno dalla scadenza della zona di pianificazione, in vigore da oltre tre anni e scadente l'anno prossimo, sta piuttosto a confermare che il municipio non intende proporre modifiche restrittive dell'attuale ordinamento edilizio.

4. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso dell'arch. Achini va dunque accolto, annullando la decisione governativa impugnata e ripristinando la licenza edilizia rilasciatagli dal municipio. Il successo di questo ricorso trae necessariamente seco anche l'accoglimento del ricorso interposto dal comune contro le ripetibili addebitategli.

La tassa del presente giudizio, commisurata al lavoro occasionato dall'impugnativa ed ai valori in gioco (> 2 mio), è a carico del resistente, secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 27 LPT; 26 NAPR di A__________; 3, 18, 28, 60, 61, 65 PAmm;

dichiara e pronuncia:

1. I ricorsi sono accolti.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 23 febbraio 2005 del Consiglio di Stato (n. 809) è annullata;

1.2. la licenza edilizia 20 ottobre 2004 rilasciata dal municipio di A__________ all'insorgente R__________ A__________ per la costruzione di uno stabile di otto appartamenti (part. 877 RF) è confermata.

2. La tassa di giustizia di fr. 2'000.- è a carico del resistente D__________.

3. Intimazione a:

terzi implicati · 1. De Giorgio Domenico, 6855 Stabio, 1 patrocinato da: avv. Fabio Taborelli, 6830 Chiasso, 2. arch. Roberto Achini, 6830 Chiasso, 3. Dipartimento del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona, 4. Consiglio di Stato, 6500 Bellinzona,

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario