Property Owner v. Local Authority on Retaining Wall Permit Denial
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA property owner sought a building permit outside the designated building zone to extend and raise an existing retaining wall to improve vehicle access, which was denied by the local authority and subsequently upheld by the higher administrative body because the project was considered motivated by personal convenience and did not qualify for exceptions under planning law. The administrative court partially accepted the appeal, annulling the denial and remitting the matter for a new decision after determining that the previous ruling failed to investigate whether the original wall, built before the zoning plan, qualified for protection as an acquired situation under relevant federal legislation by ascertaining if the property was within the legally defined buildable area at the time of the wall's construction.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 24 LPT, Art. 43 PAmm, Art. 46 PAmm, Art. 18 PAmm, Art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, Art. 41 OPT; Property Owner v. Local Authority on Retaining Wall Permit Denial: The administrative court partially accepted the appeal, annulling the denial and remitting the matter for a new decision after determining that the previous ruling failed to investigate whether the original wall, built before the zoning plan, qualified for protection as an acquired situation under relevant federal legislation by ascertaining if the property was within the legally defined buildable area at the time of the wall's construction.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IACited in the concluding paragraph as a basis for the decision regarding the acquired situation outside the building zone.
Cited in the concluding paragraph as a basis for the decision regarding the acquired situation outside the building zone.
Cited in the concluding paragraph as a basis for the decision regarding the conditions for transforming existing structures outside the building zone.
Cited as the basis for the jurisdiction of the Administrative Cantonal Tribunal.
Cited as the procedural basis allowing the case to be decided based on the files without further investigation.
Cited in the concluding paragraph, though not explicitly mentioned in the dispositive orders 1-3, its inclusion alongside other procedural articles in the final list suggests it was considered relevant to the overall disposition.
Cited as the basis for the legitimacy of the appellant to file the appeal.
Cited as the basis for the timeliness of the appeal.
Testo completo
Incarto n. 52.2005.287 · Lugano 3 gennaio 2006 · In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici: · Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina
segretaria: · Katia Baggi Fiala, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 6 settembre 2005 di
RI 1, , patrocinato da: avv. PA 1, , contro
la decisione 17 agosto 2005 (n. 3880) del Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 6 aprile 2005 con cui il municipio di Morbio Superiore gli ha negato il rilascio della licenza edilizia per la sopraelevazione e il prolungo del muro in sasso esistente al mapp.;
viste le risposte:
- 16 settembre 2005 del municipio di Morbio Superiore;
- 20 settembre 2005 del Consiglio di Stato;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. RI 1, qui ricorrente, è proprietario di una casa d'abitazione situata a Morbio Superiore, in località, fuori della zona edificabile (). Il fondo è separato dalla sottostante strada cantonale da un muro di sostengo in sasso, di forma irregolare, lungo ca. m 46 ed alto tra m 0.40 e m 2.40.
Il 14 febbraio 2005 il ricorrente ha chiesto al municipio il permesso di prolungare il manufatto di m 4 e di sopraelevarlo di m 1.20 su un fronte di 37 m, al fine di ampliare, nonché rendere più agevole e sicuro, l'accesso veicolare alla proprietà.
Preso atto dell'opposizione dell'autorità dipartimentale, il municipio ha negato la postulata licenza edilizia.
B. Con giudizio
17 agosto 2005 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso interposta dall'insorgente. Negata l'ubicazione vincolata, il Governo ha ritenuto che l'intervento fosse dettato unicamente da ragioni personali e di mero comodo. Non potrebbe dunque essere
autorizzato giusta l'art. 24 LPT. Un'autorizzazione ai sensi dell'art. 24*c* LPT (tutela delle situazioni acquisite) sarebbe pure esclusa,
poiché la modifica travalicherebbe quanto ammesso da tale disposizione.
C. Contro il predetto giudizio, il soccombente insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato e che gli venga rilasciata l'autorizzazione richiesta.
A suo avviso, l'intervento potrebbe essere autorizzato giusta l'art. 24*c* LPT. L'identità dei dintorni sarebbe conservata appieno e l'immobile non verrebbe neppure toccato.
Qualora fosse ritenuto eccessivo, l'ampliamento potrebbe essere limitato alla parte centrale.
D. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e il municipio senza formulare particolari osservazioni.
Il dipartimento del territorio, dal canto suo, si limita a confermare il preavviso negativo espresso.
Considerato, in
diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva dell'insorgente, istante in licenza, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). L'esperimento del sopralluogo non appare necessario all'evasione della lite, poiché i piani e le fotografie agli atti danno un'idea sufficientemente precisa della situazione dei luoghi e dell'intervento in oggetto.
2. Per principio, l'autorizzazione a costruire può essere rilasciata soltanto per impianti conformi alla funzione prevista dal piano regolatore per la zona di utilizzazione (art. 22 cpv. 2 lett. a LPT). Non essendo conforme alla funzione della zona, situata fuori del perimetro edificabile, l'ampliamento non può beneficiare di alcun permesso ordinario. Neppure il ricorrente lo contesta.
Non essendo ad ubicazione vincolata, l'opera in contestazione non può nemmeno essere autorizzata in base all'art. 24 LPT.
Resta da esaminare se, come sostiene il ricorrente, la licenza possa essere accordata giusta gli art. 24*c* LPT e 41-42 OPT.
Essendo ad ogni modo escluso che l'intervento possa essere autorizzato in base ad altre disposizioni disciplinanti gli interventi ammissibili fuori della zona edificabile, il presente giudizio può limitarsi a verificare se la tesi del ricorrente possa essere accreditata.
3. 3.1. Giusta l'art. 24*c* LPT, fuori delle zone edificabili, gli edifici e impianti utilizzabili in base alla loro destinazione ma non più conformi alla destinazione della zona, sono per principio protetti nella propria situazione di fatto (cpv. 1). Con l'autorizzazione dell'autorità competente, soggiunge la norma, tali edifici e impianti possono essere rinnovati, trasformati parzialmente, amplianti con moderazione o ricostruiti, purché siano eretti o modificati legalmente. In ogni caso è fatta salva la compatibilità con le importanti esigenze della pianificazione territoriale (cpv. 2).
Secondo l'art. 41 OPT, l'art. 24*c* LPT è applicabile a edifici e impianti costruiti o modificati a suo tempo in conformità al diritto materiale, ma che per effetto di modifiche posteriori di atti legislativi o piani sono divenuti non conformi alla destinazione della zona. La protezione della situazione acquisita riguarda innanzitutto le costruzioni realizzate o trasformate conformemente al diritto materiale allora in vigore, vale a dire, in linea di massima, prima del 1° luglio 1972, nel momento in cui è entrata in vigore la legge federale dell'8 ottobre 1971 contro l'inquinamento delle acque, che ha esplicitamente introdotto il principio della separazione del territorio edificato da quello inedificato (STF 7 aprile 2005, N. 1a. 134/2004).
Giusta l'art. 42 OPT, trasformazioni a
edifici e impianti, ai quali è applicabile l'art. 24*c* LPT, sono ammesse, nella misura in cui l'identità dell'edificio o
dell'impianto unitamente ai dintorni rimanga conservata nei tratti essenziali. Sono ammessi miglioramenti volti a cambiare l'aspetto esterno (cpv. 1). Stato di riferimento determinante per la valutazione dell'identità è lo stato in cui si trovava l'edificio o l'impianto al momento della modifica legislativa o dei piani (cpv. 2). Il quesito di sapere se l'identità dell'edificio o dell'impianto resti sostanzialmente immutata, va valutato tenendo conto di tutte le circostanze (cpv. 3 Ia frase). Essa, in ogni caso, non è più garantita se la superficie utilizzata in modo non conforme alla destinazione della zona è ampliata per più del 30%; gli ampliamenti all'interno del volume esistente dell'edificio essendo computati soltanto per metà (lett. a); o se la superficie utilizzata in modo non conforme alla destinazione della zona dentro o fuori del volume esistente dell'edificio è ampliata in totale per più di 100 mq (cpv. 3 lett. b; RDAT II - 2001 n. 33; STA 6 febbraio 2004 in re B.).
3.2. In concreto, l'applicazione degli art. 24*c* LPT e 41
- 42 OPT presuppone che venga dimostrato che il muro di sostengo e l'accesso veicolare erano conformi al diritto in vigore al momento in cui sono stati realizzati e che sono venuti a trovarsi fuori della zona edificabile in contrasto con la funzione assegnata alla zona di utilizzazione in seguito a modifiche legislative entrate successivamente in vigore.
I manufatti sono verosimilmente stati realizzati nel 1977 (licenza edilizia 11 gennaio 1977). A quell'epoca, il comune di Morbio Superiore era privo di una pianificazione vincolante. Il PR, che ha escluso il fondo del ricorrente dalla zona edificabile, è infatti entrato in vigore soltanto nel 1984.
Per stabilire se il fondo nel 1977 fosse compreso o meno nella zona edificabile occorre di conseguenza far capo alla legge federale contro l'inquinamento delle acque (LFIA), entrata in vigore il 1° luglio 1972, che ha separato la zona edificabile da quella non edificabile
(cfr. USTE, Autorizzazioni in virtù dell'art. 24*c* LPT: trasformazioni a edifici e impianti divenuti non conformi alla
destinazione di zona, N. 2.1). In particolare, occorre stabilire se il fondo, nel 1977, fosse compreso nel perimetro del PGC, rispettivamente nel cosiddetto territorio edificabile ristretto ai sensi degli art. 27 e 28 OPA (cfr. RDAT 1977 n. 110).
Ora, gli atti non permettono di pronunciarsi al riguardo. Il Consiglio di Stato non ha in particolare esperito i necessari accertamenti.
4.Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va parzialmente accolto, annullando il giudizio censurato e rinviando gli atti all'istanza inferiore, affinché statuisca nuovamente sul ricorso dopo aver completato gli accertamenti.
La tassa di giustizia, posta a carico del ricorrente proporzionalmente al suo grado di soccombenza, è compensata con le ripetibili dovutegli dallo Stato, ai cui servizi il difetto riscontrato deve essere addebitato.
Per questi motivi,
visti gli art. 24c LPT; 41, 42 OPT; 21 LE; 18, 28, 43,
46 PAmm;
dichiara e pronuncia:
1. Il ricorso è parzialmente accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 17 agosto 2005 (n. 3880) del Consiglio di Stato è annullata.
1.2. gli atti sono rinviati al Consiglio di Stato, affinché, completati gli accertamenti, statuisca nuovamente sul ricorso inoltratogli.
2. La tassa di giustizia è compensata con le ripetibili.
3. Contro la presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
4. Intimazione a: · 3003 Bern.
terzi implicati · 1. Municipio di Morbio Superiore, 6835 Morbio Superiore, 2. Dipartimento del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona, 3. Consiglio di Stato, 6500 Bellinzona,
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente La segretaria