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52.2002.471 • TCA TI 52.2002.471 Generato dall'IA

Municipal Building Permit Height Dispute Confirmation

Numero d'incarto 52.2002.471
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Accolto (Allowed)
Spese processuali a carico dell'autorità / Stato

Sintesi Legislator

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The administrative court reviewed an appeal against a state council decision that annulled a municipal building permit for the expansion of a single-family home, which involved raising the roof ridge, due to a dispute over whether the structure exceeded the maximum allowed height of 7.50 meters. The court reasoned that, according to relevant law, building height must be calculated from the leveled ground to the highest point of the eave's upper edge or parapet, excluding the roof slope's projection, and since the construction's measured height at the eave fell below the 7.50m limit prescribed by local regulations, the state council's decision was overturned, and the original building permit was confirmed.

Regesto Legislator

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Art. 39 NAPR, Art. 18 PAmm, Art. 43 RLE, Art. 30 cifra, Art. 21 NAPR, Art. 40 LE; Municipal Building Permit Height Dispute Confirmation: The court reasoned that, according to relevant law, building height must be calculated from the leveled ground to the highest point of the eave's upper edge or parapet, excluding the roof slope's projection, and since the construction's measured height at the eave fell below the 7.50m limit prescribed by local regulations, the state council's decision was overturned, and the original building permit was confirmed.

Parole chiave

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Sentenza o decisione senza scheda

Disposizioni normative citate

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Art. 39 NAPR
Establishes the maximum height limit for buildings in zone R2a, which was central to the decision.
Art. 18 PAmm
Allows for the decision to be made based on the case files without further proceedings.
Art. 43 RLE
l’art. 43 RLE), per il resto i comuni sono liberi di prevedere o meno dei parametri edilizi volti a contenere ulteriormente l’ingombro verticale.
Art. 30 cifra
Il comune non ha regolamentato in modo specifico né l’altezza dei colmi, né quella delle gronde, limitandosi a stabilire per i tetti una pendenza massima del 50% (art. 30 cifra 1 NAPR).
Art. 21 NAPR
Fatta eccezione per i corpi tecnici, che fruiscono di un disciplinamento particolare (vedi art. 21 NAPR), le costruzioni non soggiacciono a ulteriori restrizioni di altezza.
Art. 40 LE
Used to determine the method of measuring the height of constructions.
Art. 21 LE
Confers jurisdiction to the Administrative Cantonal Tribunal.
Art. 61 PAmm
Regulates costs and the imposition of court fees based on the outcome.

Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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Art. 40 LE

Used to determine the method of measuring the height of constructions.

Art. 39 NAPR

Establishes the maximum height limit for buildings in zone R2a, which was central to the decision.

Art. 21 LE

Confers jurisdiction to the Administrative Cantonal Tribunal.

Art. 18 PAmm

Allows for the decision to be made based on the case files without further proceedings.

Art. 61 PAmm

Regulates costs and the imposition of court fees based on the outcome.

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Testo completo

Incarto n. 52.2002.471 · Lugano 1 aprile 2003 · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici: · Stefano Bernasconi, vicepresidente, Werner Walser, Raffaello Balerna, quest'ultimo in sostituzione del giudice Lorenzo Anastasi, astenuto;

segretario: · Stefano Rossi, vicecancelliere

statuendo sul ricorso 26 novembre 2002 della

__________ contro

la decisione 5 novembre 2002 (no. 5203) del Consiglio di Stato, che annulla la licenza edilizia 11 luglio 2002 rilasciata dal municipio di __________ alla __________ per l’ampliamento della casa monofamigliare esistente al mappale __________ RFD di __________ di proprietà di __________ e __________;

viste le risposte:

- 9 dicembre 2002 di __________;

-

10 dicembre 2002 del Consiglio di Stato;

-

2 gennaio 2003 del comune di __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. Il 4 settembre 2001 la __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di ampliare l’abitazione di __________ e __________ (part. no. __________ RFD, zona R2a), una casa monofamiliare dotata di un tetto a due falde asimmetriche. Il progetto prevedeva di prolungare di circa 2 m la falda N del tetto, accorciando nel contempo di circa 1.70 m quella S e innalzandola di circa m 2.10, parallelamente a quella esistente. Il colmo sarebbe quindi risultato più alto di circa 1 m e traslato verso S di m 1.80, permettendo l'ingrandimento della camera al piano mansardato e l'aggiunta di un nuovo bagno, così come la creazione di un balcone non sporgente rivolto a S.

Alla domanda di costruzione si sono opposti i vicini __________ e __________ (proprietari dei contermini mappali __________ e __________), il primo contestando l'altezza dell'edificio, superiore di un metro a quella massima consentita di m 7.50, il secondo l'estetica dell'intervento, che avrebbe alterato le caratteristiche architettoniche della casa interessata, contigua e identica alla sua.

In esito all'esperimento di una conciliazione, il 29 aprile 2002 la __________ ha in parte modificato il progetto, contenendo in particolare la sopraelevazione della falda S del tetto in m 1.76. __________ si è tuttavia opposto anche a questa variante, ribadendo le sue censure di natura estetica e criticando l'altezza della costruzione.

Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, l'11 luglio 2002 il municipio di __________ ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l’opposizione di __________.

B. Con giudizio 5 novembre 2002 il Consiglio di Stato ha annullato il permesso, accogliendo l’impugnativa contro di esso presentata dall’opponente.

In sostanza il Governo ha ritenuto che la variante non rispettasse l’altezza massima degli edifici (m 7.50) prescritta dalle NAPR di __________, atteso che l’altezza della costruzione doveva essere calcolata “*dal terreno sistemato al livello superiore (punto più esterno) raggiunto dalla gronda (teorica) in corrispondenza del filo della facciata”.* Donde un'altezza dell'edificio di m 8.20 comportante l'annullamento della controversa licenza siccome lesiva dell’art. 39 NAPR.

C. Contro il predetto giudizio governativo la __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulando l’annullamento.

L’insorgente contesta il calcolo dell’altezza adottato dal Governo. L’altezza dell’edificio andrebbe misurata dal terreno sistemato al punto più alto del cornicione di gronda o dal parapetto e nel caso concreto misurerebbe di conseguenza m. 7.25, risultando perfettamente entro i limiti sanciti dalle NAPR.

D. All’accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni, e __________, il quale adduce motivazioni che verranno riprese ove necessario più avanti.

Il municipio di __________ condivide invece l'impugnativa, richiamandosi al contenuto della risposta inoltrata al Consiglio di Stato.

Considerato, in

diritto

1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 LE. La legittimazione attiva dell’insorgente è certa. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine. Il giudizio può quindi essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

2. L'altezza è uno dei parametri mediante i quali vengono definite le possibilità edificatorie di un fondo. I limiti d'altezza servono a contenere le ripercussioni che gli ingombri verticali delle costruzioni ingenerano sui fondi contermini e sul paesaggio.

Di principio, l'altezza delle costruzioni è limitata in funzione dell'altezza delle facciate. Lo si deduce chiaramente dall'art. 40 cpv. 1 LE, che impone di misurare l'altezza degli edifici dal terreno sistemato al punto più alto del filo superiore del cornicione di gronda o del parapetto. Criterio di misurazione, questo, che esclude dal computo gli ingombri costituiti dai tetti a falde, considerando che l'impatto esercitato sui fondi circostanti e sul quadro del paesaggio dagli ingombri verticali degli edifici è determinato anzitutto dallo sviluppo delle loro facciate verso l'alto.

Ciò non significa che gli ingombri costituiti dai tetti a falde sfuggano a qualsiasi limite d'altezza. Anche l'altezza dei tetti può essere limitata, sia direttamente, fissando l'altezza massima dei colmi e delle gronde, sia indirettamente, stabilendo pendenze massime delle falde.

3. 3.1. Il punto di misurazione superiore dell’altezza delle costruzioni è determinato dal chiaro tenore dell’art. 40 LE. Se il tetto è a falde fa stato il filo superiore del cornicione di gronda. Per principio, questo punto di misurazione si situa in corrispondenza del perimetro esterno delle costruzioni, riferimento quest’ultimo, al quale viene fatto capo anche per misurare le distanze (RDAT II-1996 n. 35).

Effettivamente, il punto superiore di misurazione può non corrispondere con gli ingombri

verticali esistenti (gronde, colmi, corpi tecnici). In questi casi le eventuali sporgenze sono prese in considerazione

soltanto nel caso in cui una norma lo imponga. La legislazione cantonale prevede quest’eventualità limitatamente ai soli attici (cfr. l’art. 43 RLE), per il resto i comuni sono liberi di prevedere o meno dei parametri edilizi volti a contenere ulteriormente l’ingombro verticale.

3.2. Nell’evenienza concreta, le NAPR di __________ indicano che nella zona R2a l'altezza massima degli edifici non può essere superiore a m 7.50 (cfr. art. 39 NAPR). Il comune non ha regolamentato in modo specifico né l’altezza dei colmi, né quella delle gronde, limitandosi a stabilire per i tetti una pendenza massima del 50% (art. 30 cifra 1 NAPR). Fatta eccezione per i corpi tecnici, che fruiscono di un disciplinamento particolare (vedi art. 21 NAPR), le costruzioni non soggiacciono a ulteriori restrizioni di altezza.

3.3. La pendenza del tetto in contestazione rispetta quella massima prescritta (fatto peraltro non contestato).

Quanto all'altezza dell'edificio, essa va calcolata giusta i parametri dei combinati art. 40 LE e 39 NAPR, pertanto dal terreno sistemato al filo superiore del cornicione di gronda del perimetro esterno dell’edificio. Dai piani allegati, in corrispondenza della facciata sud, l’altezza così misurata risulta chiaramente inferiore ai 7.50 m. previsti dall’art. 39 NAPR. Il progetto non comporta dunque alcuna contraddizione con le norme vigenti ed è conforme al piano regolatore.

4. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va accolto e il giudizio del Consiglio di Stato annullato. La tassa di giustizia segue la soccombenza.

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 40, 41 LE; 43 RLE; 2, 3,18, 28, 31, 43, 46, 61 PAmm; 30, 39 NAPR di __________;

dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza:

1.1 la decisione 5 novembre 2002 del Consiglio di Stato (n. 5203) è annullata,

1.2 la licenza edilizia 11 luglio 2002 rilasciata al ricorrente dal municipio di __________ è confermata.

2. La tassa di giustizia di fr. 800.-- è posta a carico del resistente __________.

3. Intimazione a: · __________

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente Il segretario