Service Provider v. Client on Suit Conformity and Price Reduction
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA service provider sued a client for the full price of a custom-made suit, but the lower court only awarded half the amount because, while technically well-executed, the final garment differed from what the client had agreed upon, constituting a defect in conformity. The appellant sought review, claiming the lower court arbitrarily evaluated evidence, particularly the expert finding of proper execution. The appellate court rejected the appeal, reasoning that in a contract for work, a defect justifying a reduction in price can arise not only from incorrect execution but also from non-conformity to the agreed-upon specifications, even if aesthetic, and the lower court's finding that the suit did not match the agreed model was not arbitrary, thus upholding the split award.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 327 lett. g CPC, Art. 148 cpv. 1 CPC, Art. 100 cpv. 1 LTF, Art. 76 LTF, Art. 116 LTF, Art. 113 LTF; Service Provider v. Client on Suit Conformity and Price Reduction: The appellant sought review, claiming the lower court arbitrarily evaluated evidence, particularly the expert finding of proper execution. The appellate court rejected the appeal, reasoning that in a contract for work, a defect justifying a reduction in price can arise not only from incorrect execution but also from non-conformity to the agreed-upon specifications, even if aesthetic, and the lower court's finding that the suit did not match the agreed model was not arbitrary, thus upholding the split award.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IAThis provision was the ground cited by the appellant for the cassation appeal, and the court's final order rejected the appeal against the lower court's decision.
This article governed the decision on procedural costs, stating that costs follow the event of the case (soccombenza).
This article is the standard provision for ordering court costs (tassa di giustizia and spese) based on the outcome of the appeal, although the text cites the obligation to pay costs based on Art. 148 CPC, the cost imposition itself is standard application of procedural rules for appellate courts, which often implicitly or explicitly rely on LTF provisions for cost allocation in final dispositions, however, since the text *only* cites Art. 148 CPC for costs in the dispositive section regarding procedural charges, I will stick to what is explicitly mentioned there in relation to costs, which is Art. 148 CPC for the rule, and the final order imposes costs (which falls under the scope of cost provisions, though the specific article cited in the dispositive for imposing costs is Art. 148 CPC in context).
Testo completo
Incarto n. 16.2006.127 · Lugano 6 marzo 2007/rgc · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici: · Giani, presidente, Epiney-Colombo e Lardelli
segretaria: · Petralli Zeni, vicecancelliera
sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 31 ottobre 2006 presentato da
RI 1
contro la sentenza emessa il 19 ottobre 2006 dal Giudice di pace del circolo di Agno nella causa civile inappellabile (inc. n.49/2005) promossa con istanza 15 novembre 2005 nei confronti di
CO 1 (patrocinato dall'avv. dott. Michele Rusca, Lugano);
esaminati gli atti
ritenuto
in fatto: A. Con istanza del 15 novembre 2005 RI 1, titolare di una sartoria a Lugano, ha convenuto CO 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Agno per ottenere il pagamento di fr. 1180.–, oltre al rigetto dell'opposizione da questi interposta al PE n. __________ dell'UE di Lugano, riferito a una fattura del 30 novembre 2001 concernente la vendita e l'adattamento di un vestito. All'udienza del 23 maggio 2006 il convenuto ha concluso per la reiezione dell'istanza.
B. Statuendo il 19 ottobre 2006 il Giudice di pace ha accolto la pretesa limitatamente a fr. 590.–. Egli ha riconosciuto all'istante metà dell'importo fatturato poiché il
vestito, ancorché tecnicamente ben eseguito come confermato da un “perito giudiziario”, non era conforme a quanto pattuito con il convenuto.
C. Con ricorso del 31 ottobre 2006 RI 1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art.
327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le prove, in particolare la “perizia giudiziaria”, che ha concluso all'esecuzione a regola d'arte del vestito, tanto che il convenuto l'ha ritirato e utilizzato. Nelle sue osservazioni del 24 gennaio 2007 il convenuto conclude per il rigetto del ricorso.
Considerando
in diritto: 1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una
sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 132 I 17 consid. 5.1).
2.
Il ricorrente si duole di un'arbitraria valutazione delle prove da parte del
primo giudice, con particolare riferimento alle risultanze “peritali” dalle quali risulta che l'abito è stato confezionato a regola
d'arte. Il Giudice di pace ha ritenuto sulla base della “perizia”, allestita da __________, che l'intervento di adattamento del vestito
è stato corretto dal profilo tecnico, ma che ciò ha comportato una modifica della forma. E siccome l'istante non aveva sufficientemente dimostrato l'importanza della modifica per rapporto alla taglia maggiore rispetto a quella del convenuto, egli ha ripartito a metà il costo del vestito e del lavoro.
Innanzitutto, per quanto riguarda __________, giovi preliminarmente premettere che solo chi è incaricato di eseguire una “perizia” può ritenersi tale. E la perizia va esperita in applicazione degli art. 247 segg. CPC. Ciò detto, a prescindere dalle modalità di assunzione di questa prova, la conclusione del primo giudice, secondo cui – in sintesi – quanto confezionato dal sarto non corrispondeva più a quanto scelto dal convenuto non può essere considerata arbitraria. Nell'ambito di un contratto di appalto, come quello perfezionatosi tra le parti, l'opera è difettosa e giustifica una riduzione della mercede non solo quando non è eseguita correttamente ma anche quando non è conforme a quanto pattuito, ovvero quando presenta caratteristiche non previste dalle parti o non possiede le caratteristiche alle quali il committente poteva in buona fede attendersi (Gauch, Le contrat d'entreprise, Zurigo 1999, n. 1356 segg. e 1406). Tanto che il difetto può anche avere una connotazione esclusivamente estetica ove, in particolare, determinante è l'aspetto esteriore dell'opera (Rep. 1997 n. 46). In questo senso il fatto per l'istante di aver fornito un abito, che egli non contesta essere difforme rispetto al modello scelto dal convenuto, può costituire un difetto tale da giustificare una riduzione della mercede. Ciò posto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione, in particolare non quello dell'art. 327 lett. g CPC, deve essere respinto.
3.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Il ricorrente rifonderà alla controparte, la quale si è avvalsa di un patrocinatore per la stesura delle osservazioni, un'equa indennità per ripetibili.
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria
pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 3 novembre 2006 di RI 1 è respinto.
2. Gli oneri del presente giudizio, consistenti in:
*a)* tassa di giustizia fr. 80.–
*b)* spese fr. 50.–
fr. 130.–
già anticipati dal ricorrente rimangono a suo carico, con l'obbligo di rifondere alla controparte fr. 250.– per ripetibili.
3. Intimazione a:
; .
Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Agno.
terzi implicati
Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria
Rimedi giuridici
Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.