Debtor's Appeal Against Landlord's Right of Retention Inventory Dismissed
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe debtor appealed the execution authority's inventory of items subject to the landlord's right of retention, arguing that certain goods, including food and equipment necessary for the catering business, were exempt from retention because they were essential for operations or belonged to a third party. The court upheld the conjunction of the two appeals, but ruled that the debtor lacked standing to challenge the inclusion of items allegedly belonging to the landlord, as this did not prejudice the debtor's own interests; furthermore, the court reasoned that for legal entities, the statutory exemption from seizure for professional tools does not apply, meaning all assets are subject to execution, thus leading to the dismissal of both appeals concerning the inventory listing.
Regesto Legislator
UfficialeCongiunzione di ricorsi. Interesse degno di protezione per poter ricorrere. Diritto di ritenzione del locatore. Persone giuridiche non beneficiano della protezione degli art. 92 e 93 LEF.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IACited in the pronouncement for joining the two procedures.
Cited in the pronouncement for joining the two procedures.
Cited in the pronouncement's reference list, relevant for examining the admissibility of the appeal (though the dismissal was based on lack of standing/interest in the grounds argued).
Cited in the pronouncement's reference list, related to the substantive arguments concerning excluded assets (though the appeal was dismissed on other grounds).
Cited in the pronouncement's reference list, related to the substantive arguments concerning excluded assets (though the appeal was dismissed on other grounds).
Cited in the pronouncement's reference list, relating to the right of retention procedure initiated by the landlord.
Cited in the pronouncement's reference list, relating to the requirement for the landlord to initiate execution after inventory.
Cited in the pronouncement's reference list, defining the landlord's right of retention over movable property.
Cited in the pronouncement regarding the non-levying of costs.
Cited in the pronouncement regarding the non-assignment of legal aid/indemnities.
Testo completo
Incarto n. 15.2007.13 / 15.2007.21 · Lugano 9 marzo 2007 EC/sc/rgc · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici: · Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser
segretario: · Cassina, vicecancelliere
statuendo sui ricorsi 30 gennaio 2007 e 14 febbraio 2007 di
RI 1 rappr. dall’ RA 1 contro
l’operato dell’CO 1 e meglio contro l’allestimento dell’inventario degli oggetti vincolati dal diritto di ritenzione del locatore (ritenzione n. __________) del 22 dicembre 2006 e contro il completamento di tale inventario del 1° febbraio 2007, inventario richiesto nei confronti della ricorrente da
PI 1 rappr. dall’ RA 2
viste le osservazioni:
- 27 febbraio 2007 (inc. n. 15.2007.21) di PI 1, __________;
- 2 febbraio 2007 (inc. n. 15.2007.13) e 6 marzo 2007 (inc. n. 15.2007.21) dell’CO 1 ;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A. Il 20 dicembre 2006 PI 1 ha chiesto all’CO 1 la formazione dell’inventario degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione della locatrice che si trovavano presso il __________, per un credito di complessivi fr. 150’000.--.
B. Il 22 dicembre 2006 l’Ufficio ha proceduto all’allestimento dell’inventario indicando
543 posizioni. L’inventario è stato trasmesso a RI 1 il 23 gennaio 2007.
C. Con tempestivo ricorso 30 gennaio 2007 la conduttrice si aggrava contro tale provvedimento, postulando in via principale che l’inventario venga integralmente annullato. In via subordinata la ricorrente chiede lo stralcio dall’inventario degli oggetti di cui alle posizioni da n. 22 a n. 35, da 83 a 131, n. 134 e da 138 a 140.
A mente della ricorrente le bevande e le vivande di cui alle posizioni sopra menzionate non sarebbero soggette al diritto di ritenzione del locatore perché le servirebbero per svolgere la propria attività di ristorazione. Neppure i rimanenti beni potrebbero poi essere inventariati perché sarebbero di proprietà di PI 1.
D. Con osservazioni 2 febbraio 2007 l’CO 1 ha chiede la reiezione del gravame con motivazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.
E. Il 1° febbraio 2007 l’Ufficio ha completato l’inventario, includendo anche 15 televisori, 1 impianto di videosorveglianza, 15 frigoriferi, 20 impianti di ventilazione.
F. Con ricorso 14 febbraio 2007 RI 1 si aggrava anche contro tale provvedimento, perché quanto inventariato le servirebbe per svolgere la propria attività di ristorazione e quindi non sarebbe pignorabile.
G. Delle osservazioni 27 febbraio 2007 di PI 1 e 6 marzo 2007 dell’CO 1, chiedenti la reiezione del gravame si dirà, per quanto necessario, in seguito.
Considerato
in diritto:
1.
a. Più ricorsi – presentati tanto con atti separati quanto come atto unico e con un solo petitum – formulati contro lo stesso provvedimento dell'organo d'esecuzione forzata o contro una pluralità di atti esecutivi aventi il medesimo oggetto o incentrati sostanzialmente sullo stesso complesso di fatti, possono essere congiunti conformemente agli art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm, non solo quando sviluppino allegazioni fattuali e in diritto del medesimo tenore ma anche ove formulino tesi divergenti.
b. Il giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola sentenza, preso nell'ossequio del principio dell'economia processuale, ha natura ordinatoria e può essere pronunciato d'ufficio: le cause congiunte conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente (cfr., tra tante, CEF
16 febbraio 1999 [15.98.225/231] cons. 1a; 4 gennaio 2000 [15.99.174/185/211], cons. 1a; cfr. pure Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s., ed i rif. in nota 6);
c. Il gravame del 14 febbraio 2007 di RI 1 riprende parte delle argomentazioni già formulate con il ricorso del 30 gennaio 2007. I due atti si basano sul medesimo complesso di fatti e sono diretti contro il medesimo inventario di ritenzione allestito dall’CO 1. Per questi motivi si giustifica quindi la congiunzione delle procedure inc. 15.2007.__________ e inc. 15.2007.__________.
2.
a. Secondo un principio generale del diritto, una delle condizioni di ricevibilità di un mezzo d'impugnazione è l'esistenza di un interesse degno di protezione al ricorso (Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 58 ad cap. 13; Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna 2001, n. 2993). In virtù del principio dell'economia processuale, il giudice deve di regola esaminare d'ufficio l'ossequio delle condizioni di ricevibilità (cfr. Hohl, La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 2975). La legittimazione per ricorrere, che costituisce un presupposto processuale, va infatti distinta dalla legittimazione attiva ("Sachlegitimation" oppure "Legitimation in der Sache"), la quale è questione di merito: l’assenza d’interesse a ricorrere determina l’irricevibilità del ricorso mentre l’accertamento dell’inesistenza del diritto vantato ha quale conseguenza la sua reiezione.
b. Anche in ambito di ricorso LEF, la questione dell’esistenza di gravame va esaminata d'ufficio (cfr. Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ad art. 17). I criteri validi per la ricevibilità del ricorso dell’art. 17 LEF sono quelli della procedura amministrativa federale, ossia l'esistenza di un interesse degno di protezione (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 152 ad art. 17; Cometta, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 36 e 38 ad art. 17).
c. In concreto l’escussa non può essere pregiudicata nei propri interessi dal fatto che nell’inventario degli oggetti vincolati dal diritto di ritenzione sarebbero contenuti anche dei beni appartenenti alla stessa locatrice. RI 1 non è quindi legittimata ad interporre ricorso nella misura in cui si avvale di tale argomentazione. Analogamente a quanto avviene nel caso in cui un sequestro colpisce diritti patrimoniali di un terzo (Gilliéron, op. cit., vol. IV, Losanna 2004, n. 54 ad art. 278, con rif. a DTF 114 Ia 383, cons. 2c; CEF 4 settembre 2003 [14.03.64]; 9 gennaio 2004 [14.03.80], 26 gennaio 2005 [14.04.109]), la conduttrice deve limitarsi ad annunciare all'ufficio il fatto che parte dei beni inventariati apparterrebbero alla locatrice.
3.
a. Il locatore di locali commerciali ha un diritto di ritenzione sulle cose mobili che vi si trovano e servono al loro uso e godimento: il diritto si estende in termini temporali alla pigione annuale scaduta e a quella del semestre in corso (art. 268 cpv. 1 CO).
La LEF ha previsto disposizioni speciali in materia di pigioni e affitti. Infatti, giusta l’art. 283 cpv. 1 LEF anche prima di iniziare l’esecuzione, il locatore di locali commerciali può domandare l’assistenza dell’ufficio di esecuzione per la provvisoria tutela del suo diritto di ritenzione. L’ufficio fa l’inventario degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione e fissa al locatore un termine per promuovere l’esecuzione in via di realizzazione del pegno (art. 283 cpv. 3 LEF). Sono esenti dal diritto di ritenzione gli oggetti che non potrebbero essere pignorati dai creditori del conduttore (cfr. art. 268 cpv. 3 CO; Schnyder/Wiede, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 26 ad art. 283 LEF).
b. Sulla pignorabilità degli oggetti inventariati decide l’organo d’esecuzione e, su ricorso, l’autorità di vigilanza (DTF
82 III p. 85 ss; cfr. Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, Berna 2003, § 34 n. 20 p. 276).
c. Giusta l’art. 92 cpv. 1 n. 3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi, gli apparecchi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della professione.
4. Le persone giuridiche e le società commerciali non beneficiano però della protezione legale degli art. 92 e 93 LEF, essendo le stesse soggette all’esecuzione con tutto il loro patrimonio (DTF 67 III 21; Amonn/ Walther, op.cit., § 23 n. 24 p. 170; Favre, Droit de poursuite, Fribourg 1974, p.182). Per questo motivo quindi anche se parte dei beni inventariari servono effettivamente alla ricorrente per espletare la propria attività aziendale, l’ufficio si è correttamente determinato includendoli nell’inventario.
5. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso 30 gennaio 2007 di RI 1, è respinto. Pure respinto è il ricorso 14 febbraio 2007.
Visto l’esito, per ragioni di economia processuale, l’autorità di vigilanza prescinde dal notificare il ricorso 30 gennaio 2007 (inc. n. 15.2007.13) a PI 1 per le osservazioni.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Per questi motivi;
richiamati gli art. 17, 92, 93, 283 cpv. 1 e 3 LEF; 268 cpv. 1 CO; 5 cpv. 1 LPR; 51 LPamm; 61 cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF pronuncia:
1. Le procedure inc. n. 15.2007.__________ e n. 15.2007.__________ sono dichiarate congiunte.
2. Il ricorso 30 gennaio 2007 di RI 1, __________, in quanto ricevibile, è respinto.
2.1. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità
3. Il ricorso 14 febbraio 2007 di RI 1 , __________, è respinto.
3.1. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità
4. Intimazione a:
- __________ RA 1, __________;
- __________ RA 2, __________.
Comunicazione all’CO 1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario
Contro le presenti decisioni -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.