Appeal Against Release of Seized Assets Upon Guarantee Deposit
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA party appealed a decision by the Execution and Bankruptcy Office that allowed the release of seized assets upon the deposit of a CHF 25,000 guarantee, arguing there was no legal basis and the Office lacked competence. The appellate court rejected the appeal, finding that the decision was properly grounded in Article 277 of the Debt Enforcement and Bankruptcy Law, which allows the substitution of seized assets with equivalent security, confirming the competent authority is the office that executed the seizure. Furthermore, the court reasoned that the requested guarantee amount was sufficient, considering the seized sum and accrued interest, and that the public nature of the security arrangement prevented unilateral revocation by the debtor.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 9 cpv. 2 LPR, Art. 277 LEF, Art. 48 OTLEF, Art. 281 cpv. 2 LEF, Art. 278 LEF, Art. 19 LEF; Appeal Against Release of Seized Assets Upon Guarantee Deposit: The appellate court rejected the appeal, finding that the decision was properly grounded in Article 277 of the Debt Enforcement and Bankruptcy Law, which allows the substitution of seized assets with equivalent security, confirming the competent authority is the office that executed the seizure. Furthermore, the court reasoned that the requested guarantee amount was sufficient, considering the seized sum and accrued interest, and that the public nature of the security arrangement prevented unilateral revocation by the debtor.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IACited in the final orders as the legal basis relevant to the underlying administrative decision that was confirmed by dismissing the appeal.
Cited in the dispositive to indicate the appeal route available against this decision.
Cited in the preliminary considerations before the dispositive, relating to the non-imposition of court fees (though the actual order uses the more general cost order).
Cited in the preliminary considerations before the dispositive, relating to the non-assignment of legal costs (though the actual order uses the more general cost order).
Cited in the formal list of applicable articles before the dispositive, and reflected in order 2 regarding costs and indemnities.
Cited in the formal list of applicable articles before the dispositive, relating to the subject matter of the dispute (release of sequestered assets).
Cited in the formal list of applicable articles before the dispositive, relating to general procedural aspects of supervision, though not explicitly mentioned in the operative parts.
Mentioned in the reasoning prior to the final orders regarding the non-levying of court fees and non-assignment of indemnities.
These articles relate to costs and fees, which are addressed in order 2.
Testo completo
Incarto n. 15.2003.67 · Lugano 12 maggio 2003 /CJ/fc/fb · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici: · Cometta, presidente, Pellegrini e Giani
segretario: · Jaques, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 23 aprile 2003 di
__________ patrocinata dall’avv. __________ contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Bellinzona, e meglio contro la decisione 14 aprile 2003 emessa nell’ambito della procedura di sequestro n. __________ inoltrata dalla ricorrente contro
__________ patrocinato dallo St. leg. __________
esaminati atti e documenti
ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che ex art. 9 cpv. 2 LPR, l’autorità di vigilanza può dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori se lo stesso è infondato o temerario;
che per giurisprudenza siffata norma è stata estesa ai ricorsi manifestamente infondati;
che nell’ipotesi – in concreto realizzata – di un giudizio di reiezione d’acchito del gravame, non può darsi pregiudizio alcuno a carico di chi non è stato sentito (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, CFPG n. 3, Lugano 1998, n. 2.2.2.1 ad art. 9);
che il ricorso in esame non è pertanto stato notificato alla controparte;
che con decreto 4 novembre 2002, il Pretore del Distretto di Bellinzona ha ordinato il sequestro presso la __________ di tutti gli averi patrimoniali di __________ a concorrenza dell’importo di fr. 14'219.--, oltre interessi al 5% dal 30 agosto 2001;
che il sequestro è stato notificato alla banca il giorno seguente;
che l’opposizione interposta dal debitore sequestrato è stata respinta dal Pretore del Distretto di Bellinzona con sentenza 13 gennaio 2003;
che il 4 aprile 2003, la banca ha confermato di aver bloccato l’importo di fr. 14'219.--, con interessi al 5% dal 30 agosto 2001;
che con la decisione impugnata, l’UEF di Bellinzona ha confermato al sequestrato la possibilità di svincolare gli averi patrimoniali sequestrati a condizione di versargli, quale deposito, l’importo di fr. 25'000.-- a garanzia del credito in esecuzione (compresi interessi ed eventuali accessori);
che il ricorrente si oppone al provvedimento, asseverando che “la querelata decisione costituisce una sorta di dissequestro e di cauzione, per i quali
– non vi è base legale,
– l’Ufficio esecuzione e fallimenti non è competente,
– tenuto conto della notoria lungaggine delle cause civili in Italia, l’effetto di garanzia del sequestro verrebbe o potrebbe venire scemato,
– si instaurerebbe un rapporto di natura privatistica tra __________ e l’Ufficio esecuzione e fallimenti, revocabile da parte di __________ in ogni tempo”;
che seppur l’Ufficio non lo citi, la base legale del provvedimento è ovviamente l’art. 277 LEF, secondo il quale “gli oggetti sequestrati sono lasciati a disposizione del debitore, ove presti garanzia che in caso di pignoramento o di fallimento presenterà gli identici oggetti o ne sostituirà altri di egual valore. La garanzia si presta mediante deposito, fideiussione solidale o un'altra garanzia equivalente”;
che competente per autorizzare siffatto dissequestro è l’Ufficio che ha eseguito il sequestro (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 76 ad § 51; Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann, Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 5 ad art. 277; Hans Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. III, n. 4 ad art. 277);
che in concreto l’UEF di Bellinzona è pertanto competente;
che la garanzia ex art. 277 LEF deve ammontare almeno il valore di stima degli oggetti sequestrati, ma al massimo il valore del credito posto a fondamento del sequestro (cfr. Reiser, op. cit., n. 4 ad art. 277, con rif.);
che nel caso di specie, è stato sequestrato l’importo di fr. 14'219.--, con interessi al 5% dal 30 agosto 2001 (cfr. scritto 4 aprile 2003 della la banca);
che, tenuto conto delle spese relative al decreto e all’esecuzione del sequestro (circa fr. 100.-- [cfr. art. 48 OTLEF], risp. 110.--), l’importo chiesto dall’UEF di Bellinzona (fr. 25'000.--) copre oltre al capitale anche gli interessi al saggio del 5% per quasi 15 anni;
che anche in considerazione delle asserite lungaggine delle cause civili in Italia la garanzia fissata dall’Ufficio appare ampiamente sufficiente;
che infatti tra le spese del sequestro che possono essere prelevate sul ricavo della realizzazione dell’oggetto sequestrato (art. 281 cpv. 2 LEF) non rientrano né le spese di convalida del sequestro né quelle riferite alle
procedure di opposizione ex art. 278 LEF (cfr. Jaeger et al., op. cit., n. 7 ad art. 281; Reiser, op. cit., n. 8 ad art. 281);
che il deposito di una somma presso l’ufficio di esecuzione o l’allestimento di una garanzia (cauzione, garanzia bancaria, ecc.) – obbligatoriamente a nome dell’Ufficio (cfr. Jaeger et al., op. cit., n. 11 ad art. 277) – a titolo di garanzia ex art. 277 LEF instaura un rapporto di natura ovviamente pubblica, vista la qualità d’autorità dell’ufficio, che impedisce qualsivoglia revoca unilaterale da parte del debitore sequestrato;
che il ricorso va pertanto respinto;
che la domanda volta alla concessione dell’effetto sospensivo diventa quindi priva di oggetto;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20*a*, 277, 281 LEF; 61, 62 OTLEF;
pronuncia:
1. Il ricorso 23 aprile 2003 __________, è respinto.
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
4. Intimazione a: - __________
Comunicazione all’UEF di Bellinzona.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario