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15.2001.00275 • TRAC TI 15.2001.00275 Generato dall'IA

Creditor's Repeated Enforcement Notices Not Abuse of Right in Collection Context

Numero d'incarto 15.2001.00275
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali senza spese

Sintesi Legislator

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A party appealed the issuance of a fourth executive notice for the same debt, alleging that the repeated actions, which were always met with opposition, constituted an abusive exercise of right intended only to harass and interrupt prescription, not to collect the funds. The court rejected the appeal, reasoning that the abuse of right standard is interpreted restrictively in enforcement matters, and that the creditor's stated objective of interrupting prescription is generally lawful, especially since the creditor offered to cease further enforcement actions if the debtor formally waived the right to invoke the statute of limitations, a waiver that would not prejudice the debtor if they genuinely dispute the debt.

Regesto Legislator

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Art. 2 cpv. 2 CC, Art. 17 LEF, Art. 20a cpv. 1 primo, Art. 19 LEF, art. 2 CC, art. 70 ss. LEF; Creditor's Repeated Enforcement Notices Not Abuse of Right in Collection Context: The court rejected the appeal, reasoning that the abuse of right standard is interpreted restrictively in enforcement matters, and that the creditor's stated objective of interrupting prescription is generally lawful, especially since the creditor offered to cease further enforcement actions if the debtor formally waived the right to invoke the statute of limitations, a waiver that would not prejudice the debtor if they genuinely dispute the debt.

Parole chiave

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esecuzione per debiti termine di prescrizione rinuncia al diritto oggetto della lite diritto di riprendere il possesso della cosa comminatoria di fallimento Sentenza o decisione senza scheda

Disposizioni normative citate

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 2 CC

Cited among the provisions reviewed in relation to the finding that the execution request was not manifestly abusive.

art. 17 LEF

Cited in the preamble of the pronouncement, relevant for the review of the appeal by this authority, and in order 3 concerning the possibility of further appeal.

art. 70 ss. LEF

Cited in the preamble of the pronouncement, relevant to the legal basis of the execution proceedings being reviewed.

art. 19 LEF

Cited in order 3 as the basis for filing a further appeal to the Federal Tribunal.

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Testo completo

Incarto n. 15.2001.00275 · Lugano 30 ottobre 2001 /CJ/fc/rgc · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici: · Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca

segretario: · Jaques, vicecancelliere

statuendo sul ricorso 28 settembre 2001 di

__________ contro

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, e meglio contro l’emanazione del PE n. __________ a carico del ricorrente chiesta dalla:

__________ rappr. dallo St.leg. __________

viste le osservazioni 12 ottobre 2001 della __________ e 15 ottobre 2001 dell’UE di Lugano;

esaminati atti e documenti

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

che la __________ ha fatto emettere contro il ricorrente, il 24 settembre 2001, un precetto esecutivo per l’importo di fr. 320'000.-- oltre interessi al 5% dal 25 ottobre 1989, indicando quale titolo di credito la “restituzione dell’indebito arricchimento dovuto al versamento di DM 314'381__________ da parte della __________ ” (doc. A);

che la __________ aveva già in precedenza fatto spiccare altri tre precetti esecutivi per la stessa somma e la stessa causale in data 23 settembre 1998 (doc. B), risp. 27 settembre 1999 (doc. C) e 26 settembre 2000 (doc. D);

che l’escusso ha sempre interposto opposizione;

che il ricorrente si aggrava contro l’ultimo precetto in data, allegando che “il fatto di reiterare con i precetti esecutivi, non per incassare i presunti crediti, ma unicamente per irritare l’escusso ledendone l’immagine finanziaria, e per interrompere la prescrizione di un’eventuale, mai proposta, causa ordinaria di indebito arricchimento, è suscettibile di raffigurare un manifesto abuso di

diritto”;

che la resistente afferma invece che vi sono ragioni oggettive (chiarificazione della posizione di terze persone e di altri punti per disporre dei necessari mezzi di prova) che impedirebbero al momento attuale di adire le vie legali per ottenere l’importo posto in esecuzione;

che la stessa si dice disposta a spiegare la sua posizione nel dettaglio ai giudici per dimostrare la sua assoluta buona fede;

che tale provvedimento, a supporre che fosse ammissibile, si rivela inutile;

che infatti soltanto l’abuso manifesto di un diritto non è protetto dalla legge (art. 2 cpv. 2 CC), principio che va interpretato in modo particolarmente restrittivo in materia esecutiva visto il limitato potere di cognizione dell’ufficio di esecuzione (cfr. Flavio Cometta, Il giudice del diritto esecutivo e il principio della buona fede, in: SJZ 1991, p. 297 ss.; Wüthrich/Schoch, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 15 ad art. 69) e l’esistenza di mezzi di diritto a favore dell’escusso per difendere i propri interessi (cfr. art. 85 e 85a LEF; azione di accertamento dell’inesistenza di un credito, cfr. DTF 125 III 149 ss.);

che l’inoltro di diverse esecuzioni per lo stesso credito è inammissibile soltanto se il creditore ha già chiesto il proseguimento in una delle esecuzioni precedenti o è in grado di chiederlo (cfr. DTF 100 III 42 s.);

che in casu le precedenti esecuzioni sono tutte sospese da opposizioni;

che d’altronde, non è contestato che uno degli scopi dell’escutente è di interrompere la prescrizione del suo asserito credito;

che tale scopo – di regola considerato lecito (cfr. Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 136 ad art. 67), già per il fatto che l’art. 135 n. 2 CO prevede che il decorso della prescrizione possa essere interrotto mediante atti esecutivi – non può certo essere qualificato di abusivo qualora l’escutente, come nel caso di specie, si dichiara disposto a non (più) promuovere esecuzioni (risp. a ritirare quelle inoltrate dietro rimborso delle spese esecutive) nel caso in cui l’escusso dovesse rinunciare formalmente a far valere l’eccezione di prescrizione;

che siffatta rinuncia, con le riserve d’uso, non arreca alcun danno all’escusso qualora lo stesso ritenga di non essere debitore dell’importo richiesto;

che in queste circostanze la domanda di esecuzione della resistente non appare manifestamente abusiva;

che pertanto il ricorso è da respingere;

che occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a).

Richiamati gli art. 17, 70 ss. LEF; 2 CC

pronuncia:

1.Il ricorso 28 settembre 2001 __________ è respinto.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

4. Intimazione a: - __________

Comunicazione all’UE di Lugano.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il segretario