Debtor Appeal of Enforcement Order Based on Creditor Representation Flaws
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA debtor appealed the enforcement order issued by the enforcement office, arguing that the creditor's application for enforcement was procedurally flawed because the creditor, an asset holder of a company in liquidation, was incorrectly listed as the mandatary and that the fact of the company being in liquidation was omitted. The appellate court rejected the appeal, reasoning that the execution office's duty under the relevant law is limited to verifying that the application contains the required formal elements, which it found to be present in this case, and that any substantive dispute regarding the creditor's representation authority or the status of the debtor's entity must be resolved in separate summary proceedings for objection or merits review.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 67 LEF, Art. 67 cpv. 1 LEF, Art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF, Art. 62 cpv. 2 OTLEF, Art. 19 LEF; Debtor Appeal of Enforcement Order Based on Creditor Representation Flaws: The appellate court rejected the appeal, reasoning that the execution office's duty under the relevant law is limited to verifying that the application contains the required formal elements, which it found to be present in this case, and that any substantive dispute regarding the creditor's representation authority or the status of the debtor's entity must be resolved in separate summary proceedings for objection or merits review.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IAThis provision governed the requirements for the enforcement application, which was the subject of the appeal.
Cited in the decision to justify why no court fees were levied.
Cited in the decision to justify why no indemnities were awarded.
Cited as the procedural basis governing the right to appeal to the Federal Tribunal against this decision.
Testo completo
Incarto n. 15.98.00098 · Lugano 4 agosto 1998/FP/fc/fb · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici: · Cometta, presidente Pellegrini e Zali
segretario: · Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 5 giugno 1998 di
__________
patr. dall’ avv. __________
contro
l’operato dell’UEF di Mendrisio e meglio il precetto esecutivo n. __________ nell’esecuzione promossa nei confronti del ricorrente da
__________
viste le osservazioni
- 15 giugno 1998 della __________
- 25 giugno 1998 dell’UEF di Mendrisio
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto: A. Con domanda di esecuzione 18 maggio 1998 la __________ procede nei confronti di __________ per l’incasso di un credito di fr. 160’806.57 oltre interessi e spese.
B. In data 26 maggio 1998 veniva notificato al debitore il precetto esecutivo n.__________ UEF Mendrisio, al quale veniva interposto opposizione.
C. Con ricorso 5 giugno 1998 __________ si aggrava contro l’operato dell’UEF di Mendrisio sostenendo che l’Ufficio avrebbe valutato erroneamente la situazione dando seguito alla domanda di esecuzione della __________. La domanda d’esecuzione indicherebbe chiaramente che la __________ agisce in qualità di creditore, come azionista della società __________. Essendo però la __________ in liquidazione, il PE non poteva menzionare la __________ quale mandataria. Per tale qualifica farebbe infatti difetto la relativa legittimazione che poteva avvenire solo tramite l’unica persona con diritto di firma, vale a dire il liquidatore della __________. L’UEF non avrebbe quindi dovuto dar seguito alla domanda di esecuzione né tantomeno inserire d’ufficio la __________ quale mandataria. Inoltre il PE non contiene l’indicazione __________ in liquidazione.
D. Con osservazioni 15 giugno 1998 la __________ chiede che il ricorso venga respinto sostenendo che l’indicazione “in liquidazione” sarebbe stata omessa per errore. Inoltre le censure del ricorrente circa la legittimazione della __________ sarebbero irrilevanti, avendo l’UEF unicamente l’obbligo di verificare che la domanda di esecuzione adempia i requisiti dell’art. 67 LEF.
E. Delle osservazioni dell’UEF di Mendrisio si dirà, se del caso in seguito.
Considerando
in diritto: 1. Per l’art. 67 cpv. 1 LEF la domanda di esecuzione deve enunciare:
- il nome e il domicilio del creditore e dell’eventuale suo rappresentante e, ove dimori all’estero, il domicilio da lui eletto in Svizzera; in mancanza d’indicazione speciale questo domicilio si reputa eletto presso l’ufficio d’esecuzione;
- il nome e il domicilio del debitore e, al caso, del suo legale rappresentante; nella domanda di esecuzione contro un’eredità deve essere indicato a quali eredi debba farsi la notificazione;
- l’ammontare del credito o delle garanzie richieste, in valuta legale svizzera, e per i crediti fruttiferi la misura degli interessi e il giorno dal quale sono domandati;
- il titolo di credito con la sua data e, in difetto del titolo, la causa del credito.
In presenza di indicazioni incomplete o errate l’ufficio deve dare la possibilità di completarle o rettificarle (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs
- und Konkursrechts, Berna 1997, § 16 n. 7, p. 103).
2. Nel caso in esame la domanda di esecuzione della __________ contiene tutte le indicazioni previste dall’art. 67 cpv. 1 LEF, e segnatamente l’indicazione del debitore __________, del creditore __________, nonché il nome della mandataria BFC. Inoltre la domanda di esecuzione risulta essere firmata da due persone in grado di vincolare la __________ con diritto di firma collettiva a due (cfr. doc. 5). Unicamente l’importo del credito è stato dapprima indicato in valuta francese e in seguito corretto su indicazione dell’UEF di Mendrisio (cfr. doc.2). Il precetto esecutivo n. __________ è stato quindi allestito dall’UEF di Mendrisio correttamente sulla base della domanda di esecuzione 18 maggio 1998 della __________. Le censure del ricorrente circa la legittimazione della __________ a rappresentare la __________ potranno, se del caso trovare tutela nella procedura sommaria di rigetto risp. di merito, sfuggendo tale esame al potere di cognizione di questa Camera.
3. Ne consegue la reiezione del gravame.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17, 67 e 69 LEF
pronuncia: 1. Il ricorso 5 giugno 1998 di __________, è respinto.
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art.
19 LEF.
4. Intimazione a:
- __________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza
Il presidente La segretaria