Creditor Appeal Regarding Certificate of Deficiency Dismissed Due to Enforcement Office's Reliance on Debtor Asset Declarations
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA creditor appealed the issuance of a certificate of deficiency of assets in an enforcement proceeding against a debtor corporation, arguing that the corporation's sole administrator owed the company significant funds from unauthorized withdrawals, which the enforcement office should investigate and seize. The court dismissed the appeal, reasoning that under the relevant enforcement law, the enforcement office is obligated to rely on the debtor's declarations regarding assets—after warning the debtor of penalties for false statements—and is not required to conduct independent investigations for unlisted assets unless concrete indications suggest concealment, leaving the proper recourse for undisclosed assets to potential criminal proceedings against the debtor.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 230 LEF, Art. 91 cpv. 6 LEF, Art. 20a cpv. 1 primo, Art. 62 cpv. 2 OTLEF, Art. 19 LEF, art. 17 LEF; Creditor Appeal Regarding Certificate of Deficiency Dismissed Due to Enforcement Office's Reliance on Debtor Asset Declarations: The court dismissed the appeal, reasoning that under the relevant enforcement law, the enforcement office is obligated to rely on the debtor's declarations regarding assets—after warning the debtor of penalties for false statements—and is not required to conduct independent investigations for unlisted assets unless concrete indications suggest concealment, leaving the proper recourse for undisclosed assets to potential criminal proceedings against the debtor.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IACited in the final order section, but the substantive rejection is grounded in Art. 91 LEF.
Cited in the final order section as a basis for the decision, supporting the rejection of the appeal concerning the execution procedure.
Cited in the third order to specify the legal basis for appealing the decision to the Federal Supreme Court.
Cited in the reasoning preceding the final orders regarding the non-assessment of costs.
Cited in the reasoning preceding the final orders regarding the non-assessment of costs.
Cited in the reasoning preceding the final orders regarding the non-assessment of fees.
Although mentioned in the reasoning for not awarding costs, this article is not explicitly repeated in the dispositive orders (Order 2) which only states 'Non si prelevano spese, né si assegnano indennità'.
Although mentioned in the reasoning for not awarding costs, this article is not explicitly repeated in the dispositive orders (Order 2) which only states 'Non si prelevano spese, né si assegnano indennità'.
Although mentioned in the reasoning for not awarding costs, this article is not explicitly repeated in the dispositive orders (Order 2) which only states 'Non si prelevano spese, né si assegnano indennità'.
Testo completo
Incarto n. 15.98.00125 · Lugano 12 marzo 1999 /FP/fc/kc · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici: · Pellegrini, vicepresidente, Zali e Chiesa, quest’ultimo in sostituzione del giudice Cometta, assente
segretaria: · Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sul ricorso 17 luglio 1998 di
__________ (patr. dall’ avv. __________) contro
l’operato dell’UE di Lugano e meglio contro l’emissione dell’attestato di carenza di beni 7 luglio 1998 nell’esecuzione n. __________ promossa dalla ricorrente nei confronti di
__________ (patr. dall’ avv. __________) procedura concernente anche __________ (patr. dall’ avv. __________)
viste le osservazioni
– 31 luglio 1998 di __________ in liquidazione e di __________
– 6 agosto 1998 dell’UE di Lugano
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto: A. A seguito della sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivi ex art. 230 LEF, la ditta __________ procede in via di pignoramento nei confronti della __________ per l’incasso del proprio credito.
B. In data 7 luglio 1998 l’UE di Lugano ha emesso l’attestato di carenza di beni nell’esecuzione n. __________, non avendo accertato presso la società debitrice alcun bene pignorabile e non esplicando la stessa più nessuna attività lucrativa.
C. Con ricorso 17 luglio 1998 la __________ si aggrava contro l’emissione dell’attestato di carenza di beni. La ricorrente sostiene che l’amministratore unico della __________, __________, sarebbe debitore nei confronti della società per un considerevole importo, avendo effettuato numerosi prelevamenti dagli attivi della __________. Per questa ragione la __________ chiede che l’UE di Lugano accerti l’esistenza di tali crediti vantati dalla __________ nei confronti di __________ e ne effettui il pignoramento, nonché abbia ad adottare ogni misura appropriata per reperire beni pignorabili di pertinenza della __________.
D. Delle osservazioni della __________, di __________ e dell’UE di Lugano, si dirà, se del caso, in seguito.
Considerando
in diritto: 1. Per l’art. 91 cpv. 1 n. 2 LEF il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti verso terzi.
L’ufficio di esecuzione deve attenersi alle indicazioni fornite dal debitore, avvertendolo dei suoi obblighi, come pure delle conseguenze penali dell’inosservanza (cfr. art.
91 cpv. 6 LEF). L’ufficio non è tenuto ad effettuare indagini allo scopo di reperire eventuali beni pignorabili se non vi sono indizi concreti in tal senso (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.12 ad art. 91). Il creditore ha la possibilità di richiedere un pignoramento complementare nel caso in cui egli sia a conoscenza di altri beni non dichiarati dal debitore (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n.12 ad art. 91).
2. Nel caso di specie l’UE di Lugano ha interrogato l’amministratore unico della società __________ il 7 luglio 1998 e le sue dichiarazioni sono state allegate al verbale di pignoramento/attestato di carenza di beni 7 luglio 1998. L’Ufficio ha reso attento __________ delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione. L’operato dell’Ufficio è quindi da ritenere corretto non essendo ravvisabile alcuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico della __________. L’eventuale occultamento di beni pignorabili da parte della debitrice potrebbe essere oggetto di indagine penale, qualora la ricorrente ritenesse di adire tale autorità.
3. Ne consegue la reiezione del gravame.
Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art.
17 e 91 LEF
pronuncia: 1. Il ricorso 17 luglio 1998 __________, è respinto.
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
4. Intimazione a:
– __________
Comunicazione all’UE di Lugano.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza
Il vicepresidente La segretaria