Wage Garnishment Surplus Calculation Appeal
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA claimant challenged a wage garnishment order that set the attachable surplus at CHF 400 per month based on the standard minimum subsistence table for an income of CHF 2,500, arguing that deductions for loan repayments related to past tax liabilities and mandatory daily meal costs should be included in calculating the minimum vital needs. The court partially granted the appeal, affirming the established jurisprudence that expenses for tax payments cannot be factored into the minimum subsistence calculation to grant privilege to tax creditors, but it did allow an additional deduction of CHF 120 per month for meals consumed outside the household due to continuous work hours, thereby reducing the final attachable amount to CHF 279 per month.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 67 cpv. 2 OTLEF, Art. 68 cpv. 2 OTLEF, art. 93 LEF, art. 17 LEF; Wage Garnishment Surplus Calculation Appeal: The court partially granted the appeal, affirming the established jurisprudence that expenses for tax payments cannot be factored into the minimum subsistence calculation to grant privilege to tax creditors, but it did allow an additional deduction of CHF 120 per month for meals consumed outside the household due to continuous work hours, thereby reducing the final attachable amount to CHF 279 per month.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IACited as a legal basis for the partial acceptance of the appeal regarding the calculation of the necessary sustenance minimum.
Cited as a legal basis for the decision, related to the general power of the supervisory authority.
Applied as the basis for the decision not to collect costs.
Applied as the basis for the decision not to award indemnities.
Testo completo
Incarto n. 15.95.00118 · Lugano 28 settembre 1995/B/fc/fb · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici: · Cometta, presidente Pellegrini e Zali
segretario: · Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sul reclamo 5 maggio 1995 di
__________ patr. da: avv. __________ Contro
l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano e meglio contro l’atto di pignoramento di salario del 24 aprile 1995 nell’esecuzione n. __________ promossa contro la reclamante da
__________
viste le osservazioni 29 maggio 1995 dell’UE di Lugano;
esaminati atti e documenti,
ritenuto
in fatto:
A. La __________ procede contro __________ per l’incasso di Fr. 29’001.55.
B. Con atto di pignoramento 24 aprile 1995 l’UE di Lugano ha pignorato alla reclamante Fr. 400.-- al mese sulla base del seguente computo:
introito Fr. 2’500.--
minimo base Fr. 1’025.--
riscaldamento Fr. 50.--
locazione Fr. 775.85
cassa malati, ass. inf.,
disocc., cassa pensione Fr. 250.--
totale Fr. 2’100.85 Fr. 2’500.--
Eccedenza mensile pignorabile Fr. 399.15, arrotondata a Fr. 400.--.
C. Contro siffatta determinazione si è tempestivamaente aggravata __________ chidendo che le vengano riconosciute le spese sostenute per il pagamento delle imposte federali, cantonali e comunali arretrate e correnti, così come l’importo di Fr. 200.-- che mensilmenete versa alla sua datrice di lavoro__________ per un mutuo ottenuto allo scopo di .riscattare degli attestati di carenza di beni derivanti dal mancato pagamento delle imposte federali e cantonali nel periodo 1975-1986. La reclamante ha argomentato che se questo importo non viene riconosciuto la mutuante e sua datrice di lavoro lo dedurrebbe in compensazione o lo tratterrebbe a titolo di pegno. La debitrice pretende inoltre il riconoscimento di Fr. 120.-- per i pasti consumati fuori dall’economia domestica, presso la mensa dell’__________, lavorando ad orario continuato dalle 07.00 alle 16.00.
D. Con le sue osservazioni l’UE di Lugano ha rilevato di aver calcolato il minimo di esistenza della debitrice in applicazione della vigente Tabella dei minimi di esistenza
Considerato
in
diritto:
1. Nel procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 119 III 70; 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.
a) Nel computo del minimo vitale dell’escusso si devono considerare le spese assolutamente necessarie al sostentamento del debitore e della sua famiglia (cfr. DTF 102 III 19 e rif. ivi).
La giurisprudenza si è già espressa nel senso che nel computo del minimo vitale non si può tener conto delle spese occorrenti al pagamento delle imposte (cfr. DTF 69 III 41-42; 95 III 42).
Perchè si diano privilegi in diritto di determinati creditori occorre un’espressa norma di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha attenuato il rigore di questo principio stabilendo in DTF 112 III 18 (cfr. Kurt Amonn in ZBJV 1988 p. 329-330) che determinati creditori sono privilegiati di fatto (cfr. Pierre-Robert Gilliéron in JdT 1989 II 9) nel senso che, in caso di pignoramento di salario o di redditi, il debitore è autorizzato ad eseguire interamente le proprie obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in particolare per il venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni indispensabili alla sopravvivenza o all’esercizio del lavoro del debitore e per il locatore di locali indispensabili per l’esercizio dell’attività lucrativa dell’escusso.
Siffatto indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispendabile ex art.
92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.
b) E` di tutta evidenza che i versamenti mensili prospettati dalla reclamante per il rimborso del mutuo alla banca ed il pagamento delle imposte cantonali e comunali, sia quelle arretrate che quelle attuali, non possono entrare in linea di conto per il calcolo del minimo vitale: alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, nulla giustifica il privilegio che la debitrice pretende sia concesso __________, anche se sua datrice di lavoro, così come al Cantone Ticino e al Comune di __________ Abbondanzialmente si osserva inoltre che non vi sarebbe poi alcuna garanzia che gli importi di cui si chiede la deduzione vengano effettivamente versati ai citati creditori.
3. Secondo il punto 2.4.3. della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo a chi è costretto a prendere dei pasti fuori dell’economia domestica viene riconosciuto un importo di Fr. 6.-- a Fr. 9.-- per ogni pasto principale.
Alla reclamante viene pertanto riconosciuto il supplemento di Fr. 120.-- richiesto (Fr. 6.-- per 20 giorni).
L’eccedenza pignorabile di __________ si riduce di conseguenza da Fr. 399.-- a Fr. 279.-- al mese, non potendosi riconoscere arrotondamenti per eccesso nel calcolo del minimo d'esistenza.
4. Il reclamo 5 maggio 1995 di __________ va quindi parzialmente accolto.
Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 17 e 93 LEF, nonchè i disposti citati
pronuncia
1. Il reclamo 5 maggio 1995 di __________, è parzialmente accolto.
1.1. Di conseguenza il provvedimento 24 aprile 1995 dell’UE di Lugano è riformato nel senso che il pignoramento di salario di __________ si riduce a Fr. 279.-- al mese, in luogo di Fr. 400.--.
2. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.
3. Intimazione a: - __________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza
Il presidente La segretaria