Creditor Bankruptcy Petition Upheld Against Debtor Failing Statutory Proof Requirements
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA lower court declared a debtor bankrupt upon a creditor's request for an outstanding debt, which the debtor subsequently appealed, claiming intent to settle. The appellate court upheld the initial bankruptcy declaration because the debtor failed to meet the statutory requirements under Article 174(2) of the Debt Enforcement and Bankruptcy Law, specifically by not providing documentary proof that the debt was extinguished, deposited with the court, or that the creditor withdrew the petition, and the debtor also failed to provide evidence making its overall solvency plausible.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 174 cpv. 2 LEF, Art. 174 LEF, Art. 174 cpv. 2 n.1-3, art. 49 OTLEF, art. 62 cpv. 1 OTLEF; Creditor Bankruptcy Petition Upheld Against Debtor Failing Statutory Proof Requirements: The appellate court upheld the initial bankruptcy declaration because the debtor failed to meet the statutory requirements under Article 174(2) of the Debt Enforcement and Bankruptcy Law, specifically by not providing documentary proof that the debt was extinguished, deposited with the court, or that the creditor withdrew the petition, and the debtor also failed to provide evidence making its overall solvency plausible.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IAThis article is explicitly cited as the basis for rejecting the appeal and confirming the bankruptcy order.
Cited in the disposition regarding the allocation of court fees.
Cited in the disposition regarding the non-award of indemnities.
Testo completo
Incarto n. 14.2006.16 · Lugano 16 maggio 2006 /B/sc/fb · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici: · Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser
segretaria: · Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 23 novembre 2005 presentata da
AO 1 contro
AP 1 rappr. dall’ RA 2
sulla quale istanza il Pretore __________ con sentenza
2 febbraio 2006 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo dal giorno
2 febbraio 2006 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 20 febbraio 2006 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 23/24 febbraio 2006 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
In fatto:
A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ il AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 1'627.60 oltre interessi e spese.
B. All’udienza di contraddittorio del 15 dicembre 2005 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 2 febbraio 2006 il Pretore ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dal 2 febbraio 2006 alle ore 14.00.
D. Con atto d’appello 20 febbraio 2006 AP 1 ha dichiarato di avere l’intenzione di saldare nei giorni successivi l’esecuzione promossa dalla creditrice.
E.Con scritto 1. marzo 2006 l’appellata ha comunicato di non avere ricevuto alcun pagamento da parte di AP 1.
Considerato
In diritto:
1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) L’appellante, nonostante abbia dichiarato di avere l’intenzione di saldare l’esecuzione in esame, non ha prodotto alcun documento a dimostrarne l’avvenuto pagamento, per cui il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF non risulta adempiuto. Nemmeno emerge dagli atti che egli abbia depositato presso questa autorità l’importo dovuto (art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF) oppure che la creditrice abbia ritirato la domanda di fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF), per cui il fallimento di AP 1 non può essere annullato, già per il mancato ossequio di almeno uno dei requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 n.1-3 LEF.
In via abbondanziale va osservato che l’escusso non solo non ha prodotto alcun documento atto a rendere verosimile la sua solvibilità, ma nemmeno ha affermato questo presupposto, per cui anche per questo motivo l’art. 174 cpv. 2 LEF non potrebbe trovare applicazione.
2. L'appello
20 febbraio 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: 1. L'appello
20 febbraio 2006 di AP 1, __________, è respinto.
Di conseguenza è dichiarato il fallimento diAP 1, a far tempo da
martedì
23 maggio 2006 alle ore 10.00.
2. La tassa di giustizia di fr. 150.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Intimazione a:
RA 1AP 1;
–AO 1AO 1, __________; recapito:
RA 1, __________;
– Ufficio __________– Ufficio dei registri __________.
Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario:
trzi implicati terzi implicati