Debtor Successfully Appeals Bankruptcy Based on Debt Settlement and Solvency Proof
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA lower court declared a debtor bankrupt upon a creditor's request for an outstanding debt, but the debtor subsequently appealed, providing proof that the specific debt had been settled after the initial bankruptcy ruling, and further evidence (a recent extract) demonstrated that all other outstanding enforcement procedures against the debtor had also been paid. The appellate court reasoned that under the relevant statute, bankruptcy can be annulled if the debtor proves the debt's extinction and renders their solvency plausible through documentation, concluding that the complete settlement of all pending enforcement actions sufficiently established the debtor's solvency, thus upholding the appeal and annulling the bankruptcy declaration.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 174 cpv. 2 LEF, Art. 174 LEF, Art. 49 OTLEF, Art. 62 cpv. 1 OTLEF; Debtor Successfully Appeals Bankruptcy Based on Debt Settlement and Solvency Proof: The appellate court reasoned that under the relevant statute, bankruptcy can be annulled if the debtor proves the debt's extinction and renders their solvency plausible through documentation, concluding that the complete settlement of all pending enforcement actions sufficiently established the debtor's solvency, thus upholding the appeal and annulling the bankruptcy declaration.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IAThis article is the main legal basis cited in the dispositive (section I, by reference) for granting the appeal and annulling the bankruptcy.
Cited in the reasoning section regarding the imposition of the judicial fee (tassa di giustizia) for the first instance.
Cited in the reasoning section for not awarding legal indemnities (indennità) in the first instance.
Testo completo
Incarto n. 14.2006.109 · Lugano 2 febbraio 2007 B/sc/lw · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici: · Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser
segretaria: · Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
12 settembre 2006 presentata da
AO 1 contro
AP 1
sulla quale istanza la Pretore __________, con sentenza 6 novembre 2006 ha così deciso:
*“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da lunedì*
*6 novembre 2006 alle ore 14.00.*
*2./3./4. Omissis.”*
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto
10 novembre 2006 ne ha postulato l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 15/16 novembre 2006 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 4'645.30 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 25 ottobre 2006 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 6 novembre 2006 la Pretore del __________ __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dal 6 novembre 2006 alle ore 14.00.
D. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata AP 1 asserendo di avere provveduto a saldare il suo debito nei confronti della creditrice e producendo una ricevuta 10 novembre 2006 (doc. A). L’appellante ha inoltre dichiarato di essere intenzionata a pagare i suoi ulteriori debiti.
Considerato
in diritto: 1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova” o fatti nuovi impropri), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv.
2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta __________ (doc. A) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 10 novembre 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
30 gennaio 2007__________ si evince che le due procedure pendenti nei confronti dell’appellante sono state pagate. Pertanto il fatto che la debitrice sia stata in grado di saldare tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti induce a concludere che non si trova in uno stato di illiquidità e che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni.
Avendo pertanto AP 1 reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato.
2. L'appello
10 novembre 2006 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 LEF
pronuncia:
I. L'appello
10 novembre 2006 dAP 1 è accolto. Di conseguenza:
“1. La dichiarazione di fallimento 6 novembre 2006 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________ nei confronti di AP 1, __________, è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità.
3. Le spese dell’Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.
II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione a:
RA 1;
- __________;
- Ufficio __________;
- Ufficio __________;
- Ufficio __________;
Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria
terzi implicati
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).