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14.2003.12 • TRAC TI 14.2003.12 Generato dall'IA

Appeal Regarding Time-Barred Execution Due to Prolonged Suspension

Numero d'incarto 14.2003.12
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Accolto (Allowed)
Spese processuali a carico dell'autorità / Stato

Sintesi Legislator

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The appellate court considered an appeal against a lower court's partial rejection of an opposition to an execution proceeding, where the appellant argued the execution had become time-barred under the relevant federal law (art. 88 para. 2 LEF) due to a lengthy suspension. The court reasoned that while the one-year limitation period is suspended during the litigation for rejection of the opposition, the principle of speed in execution proceedings generally precludes suspending the process under cantonal procedural rules; however, since the suspension lasted nearly four years following an initial order and the creditor failed to prove any justification, such as ongoing settlement negotiations, the debtor was entitled to presume abandonment, and given that the time limit in execution law is a matter of public policy that cannot be modified or waived, the evident time-barring necessitated the rejection of the creditor's request to uphold the execution.

Regesto Legislator

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Art. 88 cpv. 2 LEF, Art. 351 CPC, Art. 107 CPC, Art. 22 LEF, Art. 33 cpv. 1 LEF, Art. 33 cpv. 3 LEF; Appeal Regarding Time-Barred Execution Due to Prolonged Suspension: 88 para. 2 LEF) due to a lengthy suspension. The court reasoned that while the one-year limitation period is suspended during the litigation for rejection of the opposition, the principle of speed in execution proceedings generally precludes suspending the process under cantonal procedural rules; however, since the suspension lasted nearly four years following an initial order and the creditor failed to prove any justification, such as ongoing settlement negotiations, the debtor was entitled to presume abandonment, and given that the time limit in execution law is a matter of public policy that cannot be modified or waived, the evident time-barring necessitated the rejection of the creditor's request to uphold the execution.

Parole chiave

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termine di sospensione termini processuali opposizione procedura esecutiva decreto di non luogo a procedere differimento dell'esecuzione della pena Sentenza o decisione senza scheda

Disposizioni normative citate

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Giurisprudenza citata

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DTF 106 III 50
DTF 106 III 50; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, 6.
DTF 96 III 118
che d’altronde l’art. 88 cpv. 2 LEF è una norma d’interesse pubblico e per ciò la sua violazione costituisce un caso di nullità ex art. 22 LEF (cfr. DTF 96 III 118, cons. 4a i.f., con rif.; Lebrecht, op. cit., n. 21 ad art. 88), che va rilevata anche d’ufficio (cfr. DTF 96 III
DTF 77 III 58
DTF 77 III 58 ss; Amonn/Gasser, op.
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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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Art. 88 LEF

The appeal was granted based on the evident lapse of the time limit for the continuation of the execution proceedings according to this article.

Art. 22 LEF

Cited as the legal basis for nullity, which the court used implicitly by applying the consequence of the peremption (Art. 88 LEF) which leads to the rejection of the request for lifting the opposition.

Art. 82 LEF

Cited in the summary of used articles, implicitly related to the procedure of opposition to enforcement.

Art. 107 CPC

Cited in the summary of used articles, discussed in relation to the suspension of the procedure which impacted the time limit under Art. 88 LEF.

Art. 62 OTLEF

Applied in the dispositive to determine that the costs are to be borne by the losing party.

Art. 61 cpv. 1 OTLEF

Applied in the dispositive regarding the allocation of court fees (tassa di giustizia).

Art. 49 OTLEF

Applied in the dispositive regarding the allocation of costs (indennità).

Art. 48 OTLEF

Applied in the dispositive regarding the allocation of costs (indennità).

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Testo completo

Incarto n. 14.2003.12 · Lugano 6 giugno 2003 CJ/fc/dp La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici: · Cometta, presidente, Pellegrini e Chiesa

segretaria: · Jaques, vicecancelliere

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile (__________) promossa con istanza 16 dicembre 1998 da

__________ patrocinata dall’avv. __________ contro

__________ patrocinato dall’avv. __________

tendente ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione interposta da __________ all’esecuzione n. __________ dell’UEF di Vallemaggia promossa da __________ per l’importo di fr. 13'750,05 oltre interessi e spese;

vista la sentenza 22 gennaio 2003 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di Vallemaggia che accoglie parzialmente la suddetta istanza e respinge pertanto in via definitiva l’opposizione al summenzionato precetto esecutivo limitatamente all’importo di fr. 8'916,65 oltre interessi;

preso atto dell’appello 3 febbraio 2003 di __________ nonché delle osservazioni 24 febbraio 2003 della controparte;

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

che l’appellante ripropone in questa sede l’eccezione di perenzione della procedura ai sensi sia dell’art. 88 cpv. 2 LEF che dell’art. 351 CPC, sostenendo che la sospensione facoltativa ex art. 107 CPC non è in linea di massima applicabile nella fattispecie, ostandovi il principio di celerità del diritto applicabile;

che tale eccezione è ricevibile in sede di rigetto quando la perenzione è evidente (cfr. Daniel Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 13 ad art. 84, con rif.; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 80 ad art. 82 e n. 48 i.f. ad art. 88; Peter Stücheli,Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 94 s. ad c);

che il primo giudice ha correttamente rilevato come il termine di perenzione dell’art. 88 cpv. 2 LEF di un anno dalla notificazione del precetto esecutivo – avvenuta in casu l’11 dicembre 1998 –, nell’ipotesi in cui è stata interposta opposizione, rimane sospeso tra il giorno in cui è stata promossa l’azione giudiziaria e la sua definizione (cfr. art. 88 cpv. 2, 2. periodo LEF);

che, nella misura in cui il diritto federale non prescrive alcunché in merito, la procedura di rigetto dell’opposizione è retta dal

diritto cantonale (art. 25 n. 2 lett. a LEF; Staehelin, op. cit., n. 5 ad art. 84), anche per la determinazione dell’inizio e della fine della procedura (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 26 ad art. 88);

che ex art. 107 CPC, “il giudice può sospendere il processo quando tra le parti siano pendenti trattative per una transazione, oppure quando la decisione di un’altra causa o di un altro procedimento può influire sulla decisione della lite”;

che per il principio di celerità che informa il diritto esecutivo federale,

è di regola esclusa una sospensione della procedura di rigetto (cfr. CEF 11 febbraio 2002 [14.2001.109-112]; Staehelin, op. cit., n. 48 ad art. 84, con rif.);

che questa Camera ha tuttavia ammesso due eccezioni all’inapplicabilità dell’art.

107 CPC in materia di rigetto dell’opposizione (cfr. CEF 4 dicembre 1996[14.1996.28]

– citata in Cocchi/Trezzini, CPC commentato, Lugano 2000, n. 3 ad art. 107 – con rif. a Flavio Cometta, Il giudice del diritto esecutivo e il principio della buona fede, in: SJZ 1991 p. 298 sub II e p. 299 sub III.2.c);

che in concreto, siccome sono trascorsi quasi quattro anni dall’ordinanza di sospensione della procedura emanata il 21 dicembre 1998 fino a quella 13 novembre 2002 di riattivazione, la prima eccezione riferita alla durata brevissima della sospensione non è ovviamente realizzata;

che neppure la seconda eccezione si verifica in casu, in quanto l’escusso non si è abusivamente opposto alla sospensione, alla quale egli ha al contrario aderito;

che la parte appellata ravvede tuttavia nel comportamento dell’appellante un abuso di diritto, nella forma di un “venire contra factum proprium”, poiché egli non è insorto contro l’ordinanza di sospensione 21 dicembre 1998 né contro quella di riattivazione del 13 novembre 2002;

che l’escusso non aveva motivi d’impugnare l’ordinanza di sospensione, che condivideva, e che secondo la giurisprudenza di questa Camera poteva anche essere giustificata qualora la sospensione fosse stata di brevissima durata;

che ovviamente non spettava all’escusso chiedere la riattivazione della procedura bensì all’istante, sul quale del resto grava l’onere di dimostrare che il termine ex art. 88 cpv. 2 LEF non è scaduto (cfr. DTF 106 III 50; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 11 ad § 22; Gilliéron, op. cit., n. 48 ad art. 88);

che quest’ultima non ha provato di essere stata indotta dal comportamento dell’escusso a prolungare più del necessario la sospensione;

che in particolare non ha prodotto scritti dell’escusso con i quali questi avrebbe chiesto la proroga della sospensione né appare verosimile che effettive trattative bonali si siano svolte in modo ininterrotto durante quasi quattro anni;

che visto il tempo trascorso l’escusso poteva in buona fede ritenere che l’escutente aveva rinunciato a continuare la causa;

che l’appellante non era obbligato ad impugnare l’ordinanza di riattivazione, in quanto aveva interesse a sollevare all’udienza di discussione – come ha poi fatto – l’eccezione di perenzione ex art. 88 cpv. 2 LEF, per mettere un punto finale alla vicenda;

che d’altronde l’art. 88 cpv. 2 LEF è una norma d’interesse pubblico e per ciò la sua violazione costituisce un caso di nullità ex art. 22 LEF (cfr. DTF 96 III 118, cons. 4a i.f., con rif.; Lebrecht, op. cit., n. 21 ad art. 88), che va rilevata anche d’ufficio (cfr. DTF 96 III

118 s., cons. 4b; Gilliéron, op. cit., n. 80 ad art. 82 e n. 48 ad art. 88; Stücheli, op. cit., p. 94 s. ad c; contra, senza motivazione particolare: Staehelin, op. cit., n. 13 ad art. 84);

che in particolare escutente ed escusso non possono modificare convenzionalmente la durata dell’art. 88 cpv. 2 LEF (art. 33 cpv. 1 LEF) né il debitore può

rinunciare ad avvalersene (art. 33 cpv. 3 LEF; Gilliéron, op. cit., n. 46 ad art. 88; Stücheli, op. cit., p. 94) e una

sospensione convenzionale non è idonea a prolungarne il decorso (cfr. DTF 77 III 58 ss; Amonn/Gasser, op. cit., n. 12 ad § 22; Lebrecht, op. cit., n. 22 ad art. 88);

che il termine di perenzione dell’art. 88 cpv. 2 LEF non può essere prolungato né

restituito (cfr. FF 1991 III 33, ad n. 201.21 sub art. 33; Amonn/Gasser, op. cit., n. 27 ad § 11; Gilliéron, op. cit., n. 13 ad art. 33;

contra, ma probabilmente per inavvertenza: n. 46 ad art. 88), gli art. 33 cpv.

2 e 4 LEF trovando applicazione solo ai termini brevi (cfr. Francis Nordmann, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 1 e 9 ad art. 33);

che la perenzione evidente dell’esecuzione in esame implica la reiezione dell’istanza di rigetto dell’opposizione;

che l’appello va quindi accolto;

che le spese e le indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

Richiamato l’art. 22, 82, 88 LEF; 107 CPC; 48, 49, 61 e 62 OTLEF;

pronuncia:

1. L’appello 3 febbraio 2003 __________, è accolto.

1.1. Di conseguenza, i dispositivi n. 1 e 2 della sentenza 22 gennaio 2003 (inc. __________) del Segretario Assessore della Pretura del Distretto di Vallemaggia sono riformati come segue:

*“1. L’istanza è respinta.*

2. La tassa di giustizia in fr. 200.-- è posta a carico di __________, Ascona, che rifonderà a __________, fr. 350.-- a titolo di indennità.”*

2. La tassa di giustizia di fr. 300.--, già anticipata dall’appellante, è posta a carico __________, a, che rifonderà a __________, fr. 300.-- a titolo di indennità.

3. Intimazione a:__________

Comunicazione alla Pretura del Distretto di __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario