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14.2003.100 • TRAC TI 14.2003.100 Generato dall'IA

Mootness of Secondary Bankruptcy Closure Request After Prior Transfer Authorization

Numero d'incarto 14.2003.100
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio struck_off
Spese processuali senza spese

Sintesi Legislator

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A party sought the closure of a secondary bankruptcy proceeding that had been opened following the recognition of a foreign bankruptcy decree, where the assets were secured and subsequently transferred to the foreign administration following the satisfaction of procedural requirements and the absence of any claims lodged in the secondary proceeding. The court reasoned that the secondary bankruptcy procedure was already closed by a prior ruling that authorized the transfer of the remaining balance to the foreign bankruptcy administration, meaning the current request for closure was moot, as the entity requesting closure (the party that initiated the transfer) lacked authority to act after the initial closure decision, rendering the subsequent legal actions and requests obsolete.

Regesto Legislator

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Art. 173 LDIP, Art. 173 cpv. 2 LDIP, Art. 268 cpv. 2 LEF, Art. 251 LEF, art. 168 LEF; Mootness of Secondary Bankruptcy Closure Request After Prior Transfer Authorization: The court reasoned that the secondary bankruptcy procedure was already closed by a prior ruling that authorized the transfer of the remaining balance to the foreign bankruptcy administration, meaning the current request for closure was moot, as the entity requesting closure (the party that initiated the transfer) lacked authority to act after the initial closure decision, rendering the subsequent legal actions and requests obsolete.

Parole chiave

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apertura del fallimento trasferimento di patrimonio persona giuridica procedura di rivendicazione nel fallimento presupposto processuale riconoscimento di decisioni straniere Sentenza o decisione senza scheda

Disposizioni normative citate

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 173 LDIP

The decision implicitly rules on the substance of the request by referencing the article that governs the transmission of the remaining assets after the secondary bankruptcy is concluded.

art. 168 LEF

This article is cited in the grounds for the decision, although the ultimate ruling is based on the fact that the procedure was already closed (as discussed in the considerations).

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Testo completo

Incarto n. 14.2003.100 · Lugano 1 aprile 2004 CJ/fc/dp · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici: · Cometta, presidente, Pellegrini e Chiesa

segretario: · Jaques, vicecancelliere

statuendo sull'istanza 17 luglio 2003 dell'

AP1

tendente alla chiusura del fallimento secondario n. 187/1994 di

AO1

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

che con sentenza 20 marzo 2002 (inc. CEF ), questa Camera ha riconosciuto in Svizzera ai sensi degli art. 166 ss. LDIP il decreto di fallimento 5 luglio 1994 del Tribunale di Milano a carico di AO1;

che l'11 settembre 1994, dopo il blocco degli attivi della fallita presso la Banca __________ (in seguito la Banca), per un importo di fr. 674'676.-- (valuta 28 ottobre 1994), è stato aperto il fallimento secondario;

che nel termine impartito nessun credito è stato insinuato;

che il 13 febbraio 1995 (inc. CEF 126/94), questa Camera ha decretato la messa a disposizione dell'amministrazione del fallimento AO1 del saldo attivo di fr. 674'676.--, dedotte le spese procedurali e le tasse di giustizia come alla relazione finale e conteggio connesso, risultante dalla procedura di liquidazione del minifallimento svizzero;

che su istruzioni 2 marzo 1995 dell'AP1, la Banca, in diverse date tra il 9 e il 15 marzo 1995, ha trasferito gli importi a contanti e i titoli della fallita depositati presso di essa su conti dell'amministrazione fallimentare italiana, tranne che per fr. 4'000.--, che sono stati accreditati sul conto dell'Ufficio;

che il 21 marzo 1995, la Banca ha confermato di aver provveduto ad estinguere i conti inventariati;

che il 4 aprile 1995, l'AP1 ha inviato al curatore fallimentare italiano i conteggi derivanti dall'estinzione di siffatti conti;

che il 26 ottobre 1995, l'AP1 ha firmato una procura a favore dell'avv. __________ perché avesse a rappresentare la massa fallimentare nell'ambito di una causa giudiziaria da promuovere contro la Banca;

che il 18 marzo 1996, l'avv. __________ ha promosso azione creditoria contro la Banca dinanzi la Pretura di __________, per l'importo di fr. 11'276'543.-- oltre interessi al 6% dal 28 aprile 1994;

che il 22 gennaio 1997, la Banca ha insinuato nel fallimento secondario un credito di fr. 11'276'543.--, oltre interessi al 6% dal 28 aprile 1994, asseritamente assistito da un diritto di pegno e di compensazione;

che con scritto 4 gennaio 2000, la medesima banca ha ritirato la propria insinuazione, asseverando di aver raggiunto un accordo bonale con il curatore fallimentare;

che ora l'AP1 chiede che la procedura di fallimento venga dichiarata chiusa;

che per la messa a disposizione dell'amministrazione fallimentare estera del saldo ai sensi dell'art. 173 LDIP occorre che il giudice del riconoscimento ritenga esaurita la procedura di fallimento secondario (cfr. CEF 20 aprile 2000 [14.99.71], cons. 3b; 3 gennaio 2001 [14.00.52], cons. 3b);

che la sentenza resa in conformità dell'art. 173 cpv. 2 LDIP include pertanto la chiusura della procedura di fallimento secondario ai sensi dell'art. 268 cpv. 2 LEF (cfr. le decisioni citate sopra);

che nel caso concreto, la procedura fallimentare è stata chiusa con la sentenza 13 febbraio 1995 di questa Camera;

che l'AP1 non era pertanto più abilitato successivamente a rappresentare la massa fallimentare, che aveva cessato di esistere;

che non era più ammissibile nessuna insinuazione (cfr. art. 251 LEF a contrario);

che con il decreto 4 gennaio 2000 di stralcio della causa giudiziaria e il ritiro di stessa data dell'insinuazione della Banca, tali irregolarità processuali sono diventate prive di oggetto;

che pure l'istanza in esame è priva di oggetto, siccome la procedura fallimentare è già chiusa;

che il saldo del conto delle tasse e spese va girato allo Stato quale competenze;

che non si preleva la tassa di giustizia;

Per questi motivi,

richiamati gli art. 173 LDIP; 168 LEF;

pronuncia:

1. L’istanza

17 luglio 2003 dell'AP1 è evasa nel senso dei considerandi.

2. Non si preleva la tassa di giustizia.

3. Intimazione all'AP1

T erzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario