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14.2001.42 • TRAC TI 14.2001.42 Generato dall'IA

Debtor Appeal of Bankruptcy Dismissed Due to Insufficient Debt Satisfaction Under Appeal Statute

Numero d'incarto 14.2001.42
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali a carico del ricorrente / reclamante

Sintesi Legislator

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A lower court declared a business bankrupt upon the request of a creditor for an outstanding debt of approximately 30,100, which the debtor subsequently appealed, arguing solvency based on settling various execution proceedings, including the one leading to the bankruptcy, through the submission of personal bank checks totaling a much larger amount. The appellate court dismissed the appeal, reasoning that under the relevant statute, merely producing personal checks within the ten-day appeal window is insufficient to meet the mandatory requirement for annulling a bankruptcy declaration, which requires either extinguishing the debt, depositing the sum with the court, or having the creditor withdraw the petition, because checks do not guarantee payment like a confirmed deposit with the judicial authority.

Regesto Legislator

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Art. 174 LEF, Art. 195 LEF, Art. 195 cpv. 1 LEF, Art. 49 OTLEF, Art. 62 cpv. 1 OTLEF, Art. 174 cpv. 2 LEF; Debtor Appeal of Bankruptcy Dismissed Due to Insufficient Debt Satisfaction Under Appeal Statute: The appellate court dismissed the appeal, reasoning that under the relevant statute, merely producing personal checks within the ten-day appeal window is insufficient to meet the mandatory requirement for annulling a bankruptcy declaration, which requires either extinguishing the debt, depositing the sum with the court, or having the creditor withdraw the petition, because checks do not guarantee payment like a confirmed deposit with the judicial authority.

Parole chiave

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domanda di fallimento estinzione del debito fideiussione bancaria insufficienza della massa attiva scioglimento della società compensazione nel fallimento Sentenza o decisione senza scheda

Disposizioni normative citate

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 174 cpv. 2 LEF

This provision served as the main ground for rejecting the appeal against the bankruptcy order, as the requirements for annulment were not met.

art. 49 OTLEF

This provision was cited for imposing the court fee on the appellant.

art. 62 cpv. 1 OTLEF

This procedural rule was cited to justify not awarding indemnities to the appellee as they did not file observations.

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Testo completo

Incarto n. 14.2001.00042 · Lugano 6 luglio 2001 EC/fc/kc · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: · Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca

segretario: · Cassina, vicecancelliere

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 15 febbraio 2001 presentata da

_____________ (rappr. dalla _____________) Contro

_____________ (rappr. dall’amministratore unico avv. Dott. _____________

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 3 maggio 2001 ha così deciso:

*“1. È pronunciato il fallimento della _____________, a far tempo da giovedì 3 maggio 2001 alle ore 14.00.*

*2./3./4. omissis”*

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da _____________ che con atto 14 maggio 2001 ne ha postulato l’annullamento;

richiamato il decreto presidenziale 15 maggio 2001 di concessione dell’effetto sospensivo parziale;

preso che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

esaminati atti e documenti;

ritenuto

in fatto: A. Con istanza 15 febbraio 2001 _____________ ha chiesto il fallimento di _____________ per Fr. 30’100.– oltre accessori.

B. All’udienza di contraddittorio del 14 marzo 2001 l’escussa non è comparsa.

C. Con pronunciato 3 maggio 2001 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di _____________ a far tempo da giovedì 3 maggio 2001, ore 14.00.

D. Con atto d’appello 14 maggio 2001 _____________ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, ritenuto che:

– “la ricorrente ha avuto i propri uffici per più di dieci anni in __________, nei locali di proprietà dell’_____________. I rapporti con il proprietario degli uffici si deteriorarono agli inizi del 1995 e da allora ebbe inizio una “querelle” interminabile. Da questa “querelle” è nato il fallimento”;

– “in considerazioni delle pendenti trattative bonarie per la cancellazione dei precetti esecutivi tra la _____________ e l’_____________, quest’ultima decise di soprassedere alla richiesta di fallimento contro versamento dell’importo di fr. 70'000.-- a saldo. Dopo lunghe discussioni all’_____________ venne trasmessa la conferma di adesione alla proposta da essa formulata per il tramite del signor __________ e cioè procedere al versamento dell’importo di fr. 70'000.-- a saldo e stralcio di ogni debito riferito alla locazione (…) inspiegabilmente la spett. _____________, rappresentante dell’_____________, informando la qui ricorrente dell’assenza del signor _____________ richiedeva ulteriori fr. 25'280.76.-- inserendo, contrariamente a quanto pattuito, interessi e spese accessorie riferite alla locazione per più di cinque anni”;

– “la ricorrente, il giorno dell’apertura del fallimento, aveva pendente 16 esecuzioni di cui 7 spiccate dall’__________. Di tali esecuzioni 3 e più precisamente le n. __________, n. __________, n. __________ dovevano essere da gran tempo cancellate in quanto non dovute e solamente in data di oggi la _____________ ha proceduto in tal senso”;

– “in data odierna la qui ricorrente ha proceduto al pagamento e/o alla cancellazione delle esecuzioni lasciando esclusivamente in essere:

a) esecuzione n. __________ del 22.4.1994 di fr. 2'868.30 (valuta 3.5.2001) rimasta a livello di opposizione e riferita ad un contenzioso con domanda riconvenzionale;

b) esecuzione n. __________ del 23.6.2000 per un importo di fr. 66'051.90 (valuta 3.5.2001) e riferita ad un credito integralmente contestato vantato dall’_____________ per un presunto danno dovuto a rottura contrattuale”;

c) le esecuzioni n. __________ e n. __________ per le quali si rimanda alla dichiarazione doc. O qui prodotta e dalla quale si evince come la ricorrente abbia fornito le debite garanzie agli attuali proprietari degli immobili per il pagamento dei tre mesi aprile, maggio e giugno 2001”;

– oltre alle normali fatturazioni che si possono quantificare in circa fr. 40'000.-- mensili, la società è intestataria di diverse autovetture;

– l’appellante non solo intende saldare l’esecuzione che ha portato al fallimento mediante il deposito di un assegno personale di uno dei suoi direttori, ma intende altresì procedere al pagamento delle altre due esecuzioni arrivate allo stadio della comminatoria di fallimento e dell’importo di circa fr. 3'200 di cui all’esecuzione n. __________.

E. Con scritto 22 giugno 2001 il patrocinatore dell’appellante ha comunicato alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello che a seguito di un errore amministrativo, oltre alla rimessa degli assegni per il tramite di un direttore, la società ha proceduto al versamento sul suo conto clienti di un importo pari agli assegni prodotti con l’atto d’appello, chiedendo il consenso della Camera “all’estinzione delle esecuzioni riferite ai quattro assegni in parola dietro consegna di questi ultimi contro deposito delle ricevute dell’Ufficio di esecuzione”.

Considerato

in diritto: 1. a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2. l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1–3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.

c) Le suddette

condizioni previste dalla legge sono esaustive (Roger Giroud; Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco,

n. 20 ad art. 174 LEF e rif. ivi). Inoltre, come emerge dal chiaro tenore della legge (“nel frattempo”), tali condizioni devono essersi realizzate nel termine di dieci giorni intercorrente tra la notifica della declaratoria di decozione al fallito e la sua impugnativa all’autorità giudiziaria superiore.

2. In prima sede il fallimento di _____________ è stato decretato per il mancato pagamento nei confronti della _____________ dell’importo di fr. 30’100.-- oltre accessori. In sede di appello la debitrice ha prodotto quattro assegni bancari per complessivi fr. 86'700.-- per estinguere, oltre l’esecuzione che ha portato al fallimento, altre tre procedure esecutive, due delle quali arrivate allo stadio della comminatoria di fallimento.

Nel caso di specie nel termine di dieci giorni per ricorrere contro il pronunciato di prima sede, _____________ non ha estinto il debito che ha portato alla declaratoria di decozione e neppure ha depositato un importo corrispondente presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione della creditrice _____________.

L’appellante si è infatti limitata a produrre agli atti degli assegni bancari emessi da un dipendente della società fallita. Tale modo di procedere non può essere in tutta evidenza parificato al deposito di una somma di denaro sulla relazione bancaria dell’autorità giudiziaria superiore come richiesto espressamente dalla legge, ritenuta la concreta possibilità, trattandosi di assegni, che gli stessi perché non coperti da relativi averi in conto, perché revocati o ancora per altri motivi non vengano poi onorati dall’istituto bancario dell’emittente. Essendo la consegna di assegni bancari inidonee a realizzare il presupposto del deposito ex art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF, _____________ non ha adempiuto nessuna delle condizioni esaustivamente elencate all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. Il fallimento pronunciato nei suoi confronti dalla prima Giudice deve essere pertanto confermato.

3. L’appellante è rinviata, se del caso, all’istituto della revocazione del fallimento ex art.

195 LEF, proponibile al Pretore nel periodo intercorrente tra la scadenza dei termini per le insinuazioni dei crediti e la declaratoria di chiusura del fallimento nell’ipotesi in cui il debitore provi che tutti i debiti sono stati estinti o produca una dichiarazione scritta di tutti i creditori con cui ritirano le loro insinuazioni oppure quando sia intervenuto un concordato (art.

195 cpv. 1 LEF): in caso di revocazione del fallimento, la qui appellante sarà reintegrata nella libera disposizione del suo patrimonio.

4. L’appello

14 maggio 2001 di _____________, è quindi respinto.

La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF). Non si assegnano ripetibili non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv.

1 OTLEF).

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: 1. L’appello

14 maggio 2001 ____________, è respinto.

2. La tassa di giustizia di Fr. 120.–, già anticipata da _____________ resta a suo carico. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione:____________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario