Bankruptcy Annulment Due to Post-Decree Debt Settlement
Sintesi Legislator
Generato dall'IAA lower court declared a debtor bankrupt based on an application for an outstanding debt of over 39,000 currency units, but the appellate court annulled the bankruptcy because the debtor subsequently provided documentary evidence showing that the total outstanding execution claims against him, amounting to over 94,000 currency units, had been fully settled shortly after the bankruptcy decree, thereby satisfying the statutory requirement under Article 174 para. 2 no. 1 of the Debt Enforcement and Bankruptcy Law (LEF) to prove post-judgment debt extinction and establish solvability through objective evidence.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 49 OTLEF, Art. 62 cpv. 1 OTLEF, art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF, art. 171, 172 e 174 LEF; Bankruptcy Annulment Due to Post-Decree Debt Settlement: 2 no. 1 of the Debt Enforcement and Bankruptcy Law (LEF) to prove post-judgment debt extinction and establish solvability through objective evidence.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IAThe main ground used to allow the appeal and annul the bankruptcy declaration.
These articles were cited in the preamble to the final orders as the legal basis for the decision.
Cited in the dispositive for imposing the first instance court fee on the appellant.
Cited in the dispositive to justify the non-award of indemnities.
Testo completo
Incarto n. 14.98.00140 · Lugano 23 dicembre 1998 B/fc/fb · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici: · Cometta, presidente Pellegrini e Zali
segretaria: · Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’ istanza 8 ottobre 1998 presentata da
__________ patr. dall'avv. __________ contro
__________ patr. dall'avv. __________
sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 17 novembre 1998 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di __________, a far tempo da martedì __________alle ore 14.00.
2./3./4. omissis.”
Sentenza tempestivamente dedotta in appello da __________ che con atto 27 novembre 1998 ne postula l’annullamento;
rilevato che con decreto presidenziale 1/2 dicembre 1998 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto: A. Con istanza 8 ottobre 1998 __________ ha chiesto il fallimento di __________ per l’importo di Fr. 39’609.25 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio dell’11 novembre 1998 l’escusso non è comparso.
C. L’appellante ha argomentando che, come risulta dall’estratto delle esecuzioni rilasciato dall’UE di Lugano il 18 novembre 1998 (doc. 2), la sua situazione debitoria ammontava complessivamente a fr. 94’755.20. Il 26 novembre 1998 egli ha pagato alla cassa dell’Ufficio esecuzione tutti i suoi debiti con gli interessi aggiornati, per un importo di fr. 94’925.90 (doc. 3a-e). Il debitore ha poi prodotto una dichiarazione 26 novembre 1998, sempre dell’UE di Lugano (doc. 4), in cui è confermato che contro __________ non vi sono più procedure esecutive in corso e che non sono stati emessi attestati di carenza di beni a suo carico.
Considerato
in
diritto: 1. a) Ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, Berna 1997, § 37 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Rechtund Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994).
b) In casu l’appellante ha prodotto un estratto dell’UE di Lugano, datato 18 novembre 1998 (doc. 2), concernente le esecuzioni a suo carico, così come 5 ricevute (doc. 3a -e) ed una dichiarazione sempre dell’UE di Lugano (doc. 4). tutte datate 26 novembre 1998, da cui risulta l’avvenuto pagamento delle esecuzioni e l’attestazione che a carico dell’appellante non vi sono né procedure esecutive in corso, né risultano attestati di carenza di beni.
Pertanto l’appellante non solo ha provato di avere, dopo la dichiarazione di fallimento, pagato il suo debito nei confronti dell’appellato, ma ha anche dimostrato, sulla base delle ricevute doc. 3a-e e della dichiarazione doc. 4 dell’UE di Lugano, di avere saldato tutte le esecuzioni in corso a suo carico. Sulla base di questi riscontri oggettivi l’appellante va pertanto ritenuto solvibile. Il fallimento di __________ va di conseguenza annullato ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
2. La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, non essendo comparso avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.
Per questi motivi,
richiamati gli art. 171, 172 e 174 LEF
pronuncia: I. L’appello
27 novembre 1998 di __________, è accolto e di conseguenza il giudizio di prima sede è così riformato:
“1. La dichiarazione di fallimento
17 novembre 1998 pronunciata dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, inc. FA.98.00809, nei confronti di __________ è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di __________.
3. Le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a carico di __________.”
II. La tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall’appellante, resta a suo carico.
III. Intimazione:
- __________
Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria