Denial of Legal Aid for Failure to Substantiate Indigence Upheld
Sintesi Legislator
Generato dall'IAAn appellant sought payment of a sum of money and simultaneously requested legal aid, which the lower court denied because the appellant failed to provide documentation of their indigence within the allotted time. The appellate court dismissed the subsequent written submission as an inadmissible appeal because it failed to challenge the lower court's specific findings or reasons for denying legal aid, instead merely reiterating the request and referencing unrelated grievances; furthermore, the court affirmed that denying legal aid for non-cooperation in substantiating the claim of poverty is legally sound.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 313bis CPC, Art. 35 Lag, art. 309 cpv. 2 lett. e e f CPC, Art. 2 Cost. app; Denial of Legal Aid for Failure to Substantiate Indigence Upheld: The appellate court dismissed the subsequent written submission as an inadmissible appeal because it failed to challenge the lower court's specific findings or reasons for denying legal aid, instead merely reiterating the request and referencing unrelated grievances; furthermore, the court affirmed that denying legal aid for non-cooperation in substantiating the claim of poverty is legally sound.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IAQuestioni giuridiche chiave estratte da Legislator
Generato dall'IAThe appeal was declared inadmissible because the appellant's submission was manifestly contrary to these articles regarding the requirements for an appeal.
This article (implied by the context where the court notes it has jurisdiction over the decision regarding legal aid) is part of the procedural framework for the decision, although the specific article is not explicitly numbered in the dispositive, the ruling on inadmissibility implicitly relies on procedural grounds that govern the review of the lower court's decision, which concerned the legal aid request.
Testo completo
Incarto n. 12.2005.181 · Lugano 7 ottobre 2005/fb · In nome della Repubblica e Cantone Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici: · Cocchi, presidente, Epiney-Colombo e Walser
segretario: · Bettelini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.2005.332 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1- promossa con petizione 3 maggio 2005 da
AP 1 contro
AO 1
con cui l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 27'000.- oltre interessi;
ed ora sul decreto 19 settembre 2005 con cui il Segretario assessore ha respinto l’istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio inoltrata dall’attrice contestualmente alla petizione;
visto lo scritto 3 ottobre 2005 dell’attrice;
letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti
ritenuto
in fatto e in diritto:
che con la petizione in rassegna l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 27'000.- oltre interessi, chiedendo nel contempo di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria;
che con decreto 19 settembre 2005 il Segretario assessore ha respinto l’istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio inoltrata dall’attrice, rilevando come la stessa non avesse provveduto, entro il termine di 20 giorni assegnatole con ordinanza 30 agosto 2005, a documentare e comprovare la sua situazione di indigenza, che dunque era rimasta priva di riscontri;
che con scritto 3 ottobre 2005, trasmesso per competenza alla scrivente Camera, l’attrice, con riferimento “*alla mia più che giustificata richiesta di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio*”, si limita ad inviare al Segretario assessore “*per conoscenza l’elenco di una lunga quanto spregevole successione di illeciti di cui sono stata vittima, e che ho regolarmente denunciato nonché avviato azione risarcitoria*”, per poi ribadire che “*non mi posso permettere le spese per un avvocato innanzitutto per una ragione etica ... e inoltre per una ragione economica gravemente compromessa da simili soprusi*”;
che l’atto in questione, sempre che debba essere considerato un ricorso, può senz’altro essere evaso già nell’ambito dell’esame preliminare dell’art. 313bis CPC senza necessità di intimarlo per eventuali osservazioni alla controparte (cui sarebbe comunque dubbio il diritto di potersi esprimere in proposito, cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., m. 1 ad art. 35 Lag);
che l’attrice non chiede in effetti di modificare a suo favore il giudizio di prime cure, del resto nemmeno menzionato, né censura in alcun modo le ragioni di fatto e di diritto che hanno indotto il primo giudice a statuire in quel modo, per cui il suo scritto, manifestamente lesivo degli art. 309 cpv. 2 lett. e e f CPC, dev’essere dichiarato irricevibile quale ricorso;
che in ogni caso la decisione del Segretario assessore è ineccepibile, la giurisprudenza avendo già avuto modo di stabilire che l’autorità può senz’altro rifiutare l’assistenza giudiziaria nel caso in cui l’interessato si sia rifiutato di collaborare per accertare le circostanze a sostegno della sua richiesta (RDAT I-1997 n. 53);
che non si prelevano né tassa di giustizia, né spese per questa decisione;
Per i quali motivi,
dichiara e pronuncia
1. Lo scritto 3 ottobre 2005 di AP 1 è irricevibile.
2. Non si prelevano né tasse né spese. Non si assegnano ripetibili.
3. Intimazione:
- -
Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1.
terzi implicati
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario