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11.2005.97 • TRAC TI 11.2005.97 Generato dall'IA

Appellant's Failure to Substantiate Prejudice Bars Provisional Measures Against Publication

Numero d'incarto 11.2005.97
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Svizzera · Cantone Ticino (CH-TI)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)
Spese processuali a carico del ricorrente / reclamante

Sintesi Legislator

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An appellant sought provisional measures, including prohibition and removal, against the dissemination of a periodical article alleging that its business, involving travel vouchers, was a hidden sale of timeshare apartments involving deceptive sales tactics. The court upheld the lower court's rejection of the provisional measures because, for measures against a periodical publication, the applicant must make the potential severe and hard-to-repair prejudice sufficiently plausible, which the appellant failed to do by only presenting general allegations of image damage, moral wrong, and economic harm without objective corroboration or specific evidence of the negative impact on business relationships, which is a cumulative requirement under the relevant law to avoid unjustified prior censorship.

Regesto Legislator

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Art. 12 LForo, Art. 308 cpv. 1 CPC, Art. 148 cpv. 1 CPC, Art. 112 cpv. 1 lett. d LTF, Art. 98 LTF, Art. 76 LTF; Appellant's Failure to Substantiate Prejudice Bars Provisional Measures Against Publication: The court upheld the lower court's rejection of the provisional measures because, for measures against a periodical publication, the applicant must make the potential severe and hard-to-repair prejudice sufficiently plausible, which the appellant failed to do by only presenting general allegations of image damage, moral wrong, and economic harm without objective corroboration or specific evidence of the negative impact on business relationships, which is a cumulative requirement under the relevant law to avoid unjustified prior censorship.

Parole chiave

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periodici provvedimenti provvisori discriminazione e incitamento all'odio procedura per diffamazione diritto di stampa allegazioni contraddittorie di persecuzione

Disposizioni normative citate

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Questioni giuridiche chiave estratte da Legislator

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art. 28c cpv. 3 CC

This article established the substantive criteria (particularly grave prejudice, not manifestly justified, proportionality) which the court found were not met, leading to the rejection of the appeal in order 1.

art. 148 cpv. 1 CPC

This article was applied to determine that costs follow the event (loser pays) in the present judgment, as cited in the reasoning leading to order 2.

art. 98 LTF

This article is cited as governing the recourse to the Federal Supreme Court in this specific non-pecuniary matter, as mentioned in the context of legal remedies, although it does not appear in the binding orders 1-3.

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Testo completo

Incarto n. 11.2005.97 · Lugano 12 marzo 2007/rgc · In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici: · G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Pellegrini

segretaria: · Verda, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa DI.2004.1295 (protezione della personalità: misure provvisionali) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, promossa con istanza del 29 ottobre 2004 da

AP 1 (patrocinata dall' RA 1 ) contro

AO 1 , AO 2 , e AO 3 (rappresentata dal socio e gerente AO 2, );

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 15 luglio 2005 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso il 4 luglio 2005 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3;

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. Nell'ottobre del 2004 è apparso sul periodico bimestrale __________, pubblicato dalla AO 3 e di cui AO 2 è redattore, un articolo sotto lo

pseudonimo __________ intitolato “__________”. In esso si affermava che la AP 1 di __________ offriva in omaggio buoni

viaggio dietro ai quali, in realtà, si celava una vendita di apparta­menti in multiproprietà. L'articolo descriveva quanto era accaduto durante una serata, organizzata dall'azienda, alla quale aveva partecipato in incognito una giornalista del periodico, e raccontava delle tecniche usate dai collaboratori della società per ottenere la firma dei contratti.

B. Il

29 ottobre 2004 la AP 1 ha convenuto la AO 3, AO 2 ed AO 1, presunta autrice dell'articolo, davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, chiedendo in via cautelare il “sequestro” dell'__________ presso l'editore e le edicole del Cantone Ticino, il divieto di divulgare l'articolo e l'oscuramento di quest'ultimo sul sito Internet della rivista. Con decreto cautelare emanato senza contraddittorio quello stesso giorno il Pretore ha respinto la richiesta cautelare.

C. All'udienza del 9 novembre 2004, indetta per il contraddittorio,

l'istante ha confermato la propria domanda. La AO 3, AO 2 ed AO 1 hanno proposto di respingerla. Esperita l'istruttoria, alla discussione finale del

15 aprile 2005 le parti hanno ribadito i rispettivi punti di vista. Statuendo il 4 luglio 2005, il Pretore ha respinto l'istanza

e ha posto le spese, con una tassa di giustizia di fr. 600.–, a carico dell'istante, tenuta a rifondere ai convenuti

fr. 800.– complessivi per ripetibili.

D. Contro il decreto cautelare appena citato la AP 1 è insorta con un appello del 15 luglio 2005 nel quale chiede che la sua istanza sia accolta e che il giudizio impugnato sia riformato di conseguenza. Nelle loro osservazioni del 19 agosto 2005 la AO 3, AO 2 ed AO 1 concludono per il rigetto dell'appello.

Considerando

in diritto: 1. La procedura per l'emanazione di provvedimenti cautelari giusta l'art. 28*c* CC è, salvo quanto dispone il diritto federale (art. 28*d* CC e art. 12 LForo), quella degli art. 376 segg. CPC (Bucher, Personnes physiques et protection de la personnalité, 3ª edizione, pag. 172 n. 652). Il termine per appellare, non interrotto dalle ferie giudiziarie (art. 348*bis* CPC), è di dieci giorni (art. 308 cpv. 1 CPC). Tempestivo, sotto questo profilo l'appello in esame è dunque ricevibile.

2. Quando la lesione illecita della personalità è causata da un mezzo di comunicazione sociale di carattere periodico, il giudice può proibirla o farla cessare a titolo cautelare soltanto se essa è tale da provocare un pregiudizio particolarmente grave e non è manifestamente giustificata e se il provvedimento non sembra sproporzionato (art. 28*c* cpv. 3 CC). Tale norma ha lo scopo di evitare che misure cautelari, come il divieto di pubblicare un articolo che contenga

– o che si supponga contenere – affermazioni lesive, si traduca in una sorta di

censura preventiva, incompatibile con la libertà di stampa (FF 1982 II 658; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 4ª edizione, pag. 235 n. 677). In simile contesto si inseriscono anche

le disposizioni relative al diritto di risposta (art. 28*g* segg. CC), le quali tutelano tanto la libertà d'espressione quanto la personalità (I CCA, sentenza inc. 11.1995.284 del 29 novembre 1996, consid. 8a con riferimenti, pubblicato in: Medialex 1997 pag. 164).

3. L'emanazione di provvedimenti cautelari nei confronti di un mezzo di comunicazione a carattere periodico presuppone, dunque, tre requisiti: il giudice può proibire o far cessare una pubblicazione lesiva della personalità solo se essa è suscettibile di cagionare un pregiudizio particolarmente grave, se essa non è manifestamente giustificata e se il provvedimento richiesto non sembra sproporzionato. Le tre condizioni sono cumulative (Deschenaux/ Steinauer, op. cit., pag. 235 n. 679). Il “pregiudizio” cui si riferisce l'art. 28*c* cpv. 3 CC va inteso in senso lato e può essere di natura economica, ideale o morale (Tercier, Le nouveau droit de la personnalité, Zurigo 1984, pag. 151 n. 1122; Bugnon, Les misures provvisionnelles et

protection de la personnalité, in: Contributions en l'honneur de P. Tercier, Friburgo 1993, pag. 39). Inoltre deve essere “difficilmente riparabile” (Tercier, Les mesures provisionnelles en

droit des médias, in: Medialex 1995, pag. 30; RtiD I-2004, pag. 588 n. 61c). I provvedimenti cautelari sono adottati nel quadro di una procedura rapida, sommaria e provvisoria che non precorre il sindacato di merito (Tercier, Le nouveau droit de la personnalité, op. cit., pag. 148 n. 1103 e pag. 149 n. 1107; Bugnon, op. cit., pag. 36 segg.).

4. Nella fattispecie il Pretore ha respinto l'istanza cautelare per non avere, la AP 1, reso verosimile un grave pregiudizio difficilmente riparabile, essendosi la società limitata ad affermazioni apodittiche senza alcun riscontro oggettivo. Inoltre – egli ha rilevato

– i testimoni citati dall'istante non sono stati in grado di riferire su quanto fosse accaduto alla serata cui aveva partecipato la giornalista in incognito, poiché essi non vi avevano preso parte.

5. L'appellante rimprovera al Pretore di avere trascurato le pre­mes­se dell'art. 28*c* cpv. 3 CC. Afferma che per ottenere un provvedimento cautelare la violazione della personalità deve semplicemente essere *suscettibile* di causare un pregiudizio gra­ve e difficilmente riparabile. Tale requisito sarebbe adempiuto nella fattispecie, poiché il periodico ha numerosissimi abbonati e lettori, dispone di un sito Internet ed è il giornale a tutela dei consumatori per eccellenza. Essa sottolinea di avere subìto non solo un danno d'immagine, ma anche un torto morale, essendo stata accusata di imbrogliare i clienti, e di avere patito altresì uno scapito economico, giacché la sua attività sta segnando il passo a causa della diffidenza indotta nei suoi confronti dall'agire dei convenuti.

a) Così argomentando, l'appellante dimentica che il pregiudizio qualificato evocato dall'art. 28*c* cpv. 3 CC deve apparire “particolarmente grave”. A tal fine la sola diffusione del periodico non è sufficiente (Deschenaux/Steinauer, op. cit., pag. 235 n. 679b; Werro,

Les atteintes à la personnalité par les médias, in: Media­lex 1998, pag. 176; Barrelet, Droit de la communication,

Berna 1998, pag. 411 n. 1426; Mesures provvisionnelles et présomption d'innocence, in: Plä­doyer 1994, pag. 54; Tercier in Medialex 1995, pag. 32). Chi postula l'emanazione di provvedimenti cautelari deve rendere concretamente verosimile sia il pregiudizio qualificato sia il nesso causale adeguato tra il presunto danno e gli articoli pubblicati (RtiD I-2004, pag. 588 n. 61c). Non occorre la prova piena del fatto. Basta la semplice verosimiglianza. Non basta invece la semplice affermazione di parte (Meili in:

Basler Kommentar, ZGB I, 3ª edizione, n. 3 ad art. 28*c* CC).

b) Ciò posto, in concreto l'appellante avrebbe dovuto rendere verosimile non solo la divulgazione della notizia, ma anche le conseguenze che questa ha avuto sulla sua immagine, sulla sua situazione economica e sui suoi rapporti commerciali. A

prescindere dal fatto che nell'istanza essa nemmeno definiva il pregiudizio “particolarmente grave”, invano si cercherebbe nel fascicolo

processuale un concreto elemento relativo al grave danno subìto. Per rendere verosimile il torto morale e la circostanza che l'attività nel Cantone Ticino stesse “segnando il passo proprio a causa del clima di diffidenza indotto dall'agire dei convenuti” essa avrebbe potuto offrire – ad esempio – l'audizione di partner commerciali che potessero descrivere gli effetti destati dalla pubblicazione dell'articolo nella cerchia in cui essa opera, così come avrebbe potuto comunicare informazioni ed esibire dati sull'andamento degli affari prima e dopo la pubblicazione (I CCA, sentenze inc. 11.2002.7 e 11.2002.8 del 24 ottobre 2002, consid. 8). Nulla del genere si evince dagli atti. Come rileva il Pretore, l'istante si è limitata ad affermare il danno d'immagine, il torto morale, e il pregiudizio economico, affermazioni che però non trovano riscontro oggettivo e che sono rimaste allo stadio di allegazioni di parte.

c) L'appellante reputa, con riferimento a Meili (op. cit., n. 6 ad art. 28*c* CC), che il danno non debba essere reso verosimile, ma solo indicato o illustrato (appello, pag. 4). Ora, l'autore in questione spiega bensì che il danno dev'essere descritto, ma non che l'istante sia esonerato dal renderlo verosimile. Certo, il giudice non deve porre esigenze troppo severe al riguardo (Tercier, Le nouveau droit de la personnalité, op. cit., pag.

151 n. 1123). A parte il fatto però che non ha reso verosimile alcunché, in concreto l'istante nemmeno ha sostanziato nulla di preciso, limitandosi a lamentare generici pregiudizi e a invocare l'andamento naturale delle cose. Ciò non basta ai fini dell'art. 28*c* cpv. 3 CC. Chi postula misure d'urgenza deve esporre concretamente in che consista il danno particolarmente grave e difficilmente riparabile, tanto più che per volontà del legislatore simile requisito va ravvisato con cautela (I CCA, sentenza inc. 11.2002.7 del 24 ottobre 2002, consid. 9; Riklin, Schweizerisches Presserecht, Berna 1996, pag. 220 nota 79; Geiser, Persönlich­keitsschutz: Pressezensur oder Schutz vor Medienmacht, in: SJZ 92/1996 pag. 81 seg.). In definitiva, data nella fattispecie la mancanza di un requisito cumulativo prescritto dall'art. 28*c* cpv. 3 CC, risulta superfluo esaminare le altre argomentazioni addotte dall'appellante circa la manifesta illegittimità della pubblicazione e la proporzionalità della misura richiesta.

6. Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'appellante rifonderà alla controparte inoltre

un'equa indennità per l'incomodo cagionato (RtiD II-2005 pag. 680 consid. 9).

7. Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano federale (art.

112 cpv. 1 lett. d LTF), il ricorso in materia civile è regolato nel caso specifico dall'art. 98 LTF (Seiler in: Seiler/von Werdt/Güngerich, Bundesgesetz über das Bundes­gericht, Kurz­kommentar, Berna 2007, n. 9 ad art. 98).

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. L'appello è respinto e il decreto impugnato è confermato.

2. Gli oneri processuali, consistenti in:

*a)* tassa di giustizia fr. 400.–

*b)* spese fr. 50.–

fr. 450.–

sono posti a carico dell'appellante, che rifonderà ai convenuti un'equa indennità di complessivi fr. 400.–.

3. Intimazione a:

– ; – ; – .

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

terzi implicati

Per la prima Camera civile del Tribunale d*'*appello

Il presidente La segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione per i motivi enunciati dall'art. 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.

74 e 100 cpv. 1 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.