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PVG 2010 1 • VG GR PVG 2010 1 KI-generiert

Municipal Election Recount Mandate Based on One-Vote Difference

Geschäftsnummer PVG 2010 1
Gericht / Behörde
Rechtsordnung Schweiz · Kanton Graubünden (CH-GR)
Ausgang Gutgeheissen (Allowed)

Legislator-Zusammenfassung

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In a municipal election where the difference between the last elected candidate and the first unelected candidate was only one vote, the court held that a mandatory recount under the relevant electoral law must be ordered ex officio. The court reasoned that strictly applying the statutory threshold of less than 0.3% difference in valid ballots, which in this case calculated to be 0.89 votes, would lead to an absurd result where any election with fewer than 334 valid ballots would effectively preclude the recount guarantee for a one-vote difference. Therefore, the court determined that a difference of exactly one vote mandates a recount, even if the calculated percentage difference slightly exceeds the 0.3% threshold, to safeguard the electoral guarantees.

Legislator-Regeste

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Art. 43 LDPC, Art. 43 GPR, Art. 1 cpv. 3 LDPC; Municipal Election Recount Mandate Based on One-Vote Difference: The court reasoned that strictly applying the statutory threshold of less than 0.3% difference in valid ballots, which in this case calculated to be 0.89 votes, would lead to an absurd result where any election with fewer than 334 valid ballots would effectively preclude the recount guarantee for a one-vote difference. Therefore, the court determined that a difference of exactly one vote mandates a recount, even if the calculated percentage difference slightly exceeds the 0.3% threshold, to safeguard the electoral guarantees.

Schlagwörter

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Wahlergebnis Wahlrecht Anspruch auf Nachzählung Wiederwahl von Staatsbediensteten Wahlrechtsgleichheit Wahl mit einem Wahlgang

Zitierte Gesetzesbestimmungen

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Zitierte Rechtsprechung

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Zentrale Rechtsfragen, extrahiert von Legislator

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art. 43 LDPC

This article was used to justify the obligation to order a recount of the votes ex officio when the difference between the last elected person and the first non-elected person is only one vote.

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Volltext

Politische Rechte 1 Diritti politici

1 Elezioni comunali. Secondo conteggio dei voti.

– Un secondo conteggio dei voti a norma dell’art. 43 LDPC deve essere disposto d’ufficio nel caso in cui l’ultima persona eletta e la prima non eletta siano separate da un solo voto, anche se la differenza è superiore allo 0,3 %.

Gemeindewahlen. Nachzählung der Stimmen.

– Eine Nachzählung der Stimmen gemäss Art. 43 GPR ist von Amtes wegen anzuordnen, wenn die als letzte gewählte und die erste nicht gewählte Person nur durch eine Stimme getrennt sind, auch wenn die Differenz mehr als 0,3 % beträgt.

Considerandi:

2. Il ricorrente domanda innanzitutto che questo Tribunale ordini al comune di ricontare i voti. L’esigua differenza tra il suo risultato (153 voti) e quello dell’ultimo candidato eletto (154) imporrebbe infatti all’autorità comunale di procedere d’ufficio al riconteggio dei voti. Per la giurisprudenza del Tribunale federale, un risultato molto serrato di una elezione o votazione deve essere considerato alla stregua di un’irregolarità nello svolgimento del voto. In questo caso, l’art. 34 cpv. 2 CF conferisce al cittadino elettore il diritto di domandare il riconteggio dei voti. Se anche il risultato del riconteggio è molto stretto, ciò non costituisce per sé motivo per un ulteriore conteggio (DTF 136 II 132, cons. 2.4). Nel Cantone dei Grigioni il concetto di risultato serrato è chiaramente definito dall’art. 43 LDPC, applicabile anche a livello comunale, per quanto il diritto comunale non preveda disposizioni al riguardo (art. 1 cpv. 3 LDPC). Il disposto legislativo testé evocato dispone in modo inequivocabile che, se la differenza tra i voti ottenuti dall’ultima persona eletta e quelli raccolti dall’ultimo candidato non eletto ammonta a meno dello 0,3 % delle schede di voto valide consegnate, l’ufficio elettorale è tenuto a ordinare d’ufficio il riconteggio dei voti. Nel caso in narrativa, le schede di voto valide consegnate sono – secondo il risultato accertato dall’ufficio elettorale – 297. Lo 0,3 % corrisponde a 0,89 voti. La differenza decisiva

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nel caso in narrativa è però di un voto, ovverosia dello 0,34 % delle schede di voto consegnate. Si pone quindi la domanda, di natura fondamentale, se il numero di voti (soglia) calcolato in applicazione dell’art. 43 LDPC deve essere arrotondato al numero intero superiore, rispettivamente se il riconteggio dei voti deve sempre essere effettuato d’ufficio qualora la differenza tra i risultati sia di un solo voto. Ammettere il contrario – come pretende il convenuto

– significherebbe escludere a priori dall’applicazione dell’art. 43 LDPC tutte quelle votazioni ed elezioni alle quali sono state consegnate meno di 334 schede valide. Infatti, solo con un minimo di

334 schede valide lo 0,3 % corrisponde a più di un voto. Una siffatta interpretazione dell’art. 43 LDPC comporterebbe un’inammissibile e sistematica violazione delle garanzie di cui all’art. 34 cpv. 2 CF in tutte quelle circoscrizioni elettorali che non raggiungono un numero minimo di votanti. La riconta dei voti a norma dell’art. 43 LDPC deve pertanto essere disposta d’ufficio nel caso in cui la differenza tra i voti ottenuti dall’ultima persona eletta e quelli raccolti dall’ultimo candidato non eletto (rispettivamente tra i sì e i no in una votazione) sia di un solo voto, anche se superiore allo 0,3 %. L’elezione di P. è quindi da annullare e il materiale di voto è da rinviare al comune, che disporrà il riconteggio dei voti e una nuova proclamazione dei risultati. V 10 4 Sentenza del 18 febbraio 2011