Improper Dismissal of Criminal Proceedings Due to Insufficient Reasoning and Procedural Errors
Legislator-Zusammenfassung
KI-generiertWhen a known suspect exists, criminal proceedings must be opened against that individual as the accused, not merely citing the crime's location and object, and the investigating judge may only delegate witness and accused interrogations to the secretary in cases of minor offenses or misdemeanors, which requires a case-by-case determination that was lacking here. The appellate court found that the decision to drop the proceedings was insufficiently reasoned because it failed to address legally relevant issues raised by the parties, such as compliance with agricultural safety recommendations for the enclosure and potential contributory negligence, thus warranting the annulment of the abandonment decree and the remand of the case for further investigation and a properly motivated decision.
Legislator-Regeste
KI-generiertArt. 87 cpv. 8 LGP, Art. 82 LGP, Art. 87 Abs. 8 StPO, Art. 82 StPO, Art. 54 CP, Art. 125 CP; Improper Dismissal of Criminal Proceedings Due to Insufficient Reasoning and Procedural Errors: The appellate court found that the decision to drop the proceedings was insufficiently reasoned because it failed to address legally relevant issues raised by the parties, such as compliance with agricultural safety recommendations for the enclosure and potential contributory negligence, thus warranting the annulment of the abandonment decree and the remand of the case for further investigation and a properly motivated decision.
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KI-generiertThe appealed abandonment decree is annulled because it did not address all legally relevant questions.
The court notes that the delegation of the interrogation to the secretary was erroneous, although this violation had no legal consequences.
Volltext
PKG 2008 12
12 – Apertura, esecuzione ed abbandono dell’istruzione penale.
– Se il presunto reo è noto, l’istruzione penale è da aprire contro lo stesso quale imputato e non è da indicare unicamente il luogo del reato e l’oggetto dell’istruzione (cons. 3).
– Interrogatorio dell’imputato e dei testimoni; delegazione dell’interrogatorio da parte del giudice istruttore al segretario (art. 87 cpv. 8 LGP). Nozione di crimini e delitti di minima importanza, nel cui caso il giudice istruttore può delegare al segretario l’escussione (cons. 4).
– Motivazione del decreto d’abbandono (art. 82 LGP). Se il decreto d’abbandono non si occupa di tutte le questioni giuridicamente rilevanti, non spetta alla Camera di gravame sostituire la mancante rispettivamente la non esauriente motivazione di tutte le questioni di fatto e di
diritto giuridicamente rilevanti; il decreto d’abbandono insufficientemente motivato è piuttosto da annullare e la causa è da rinviare alla Procura pubblica (cons. 5).
– Eröffnung, Durchführung und Einstellung der Strafuntersuchung.
– Wenn der mögliche Täter bekannt ist, ist die Strafuntersuchung gegen diesen als Angeschuldigten zu eröffnen und nicht bloss der Tatort und der Gegenstand der Untersuchung aufzuführen(Erw. 3).
– Verhör des Angeschuldigten und der Zeugen; Übertragung der Einvernahme durch den Untersuchungsrichter an den Sekretär (Art. 87 Abs. 8 StPO). Zum Begriff der geringfügigen Verbrechen und Vergehen, bei welchen der Untersuchungsrichter die Einvernahme dem Sekretär übertragen darf (Erw. 4).
– Begründung der Einstellungsverfügung (Art. 82 StPO).
Befasst sich die Einstellungsverfügung nicht mit allen rechtserheblichen Fragen, ist es nicht Sache der Beschwerdekammer, die fehlende beziehungsweise nicht alle rechtserheblichen Tatund Rechtsfragen umfassende Begründung zu ersetzen; sondern die unzureichend begründete Einstellungsverfügung ist aufzuheben und die Sache an die Staatsanwaltschaft zurückzuweisen (Erw.
5).
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Dalla fattispecie:
Il 26 novembre 2006 B. e sua figlia A.di sei anni, costatato che quattro cavalli, che probabilmente avevano preso il largo, pascolavano davanti alla loro casa, li hanno ricondotti nel prato recintato di D., adescandoli con pane. Ivi la bambina, che dietro al padre precedeva i cavalli, è stata sorpassata, colpita e ferita gravemente alla testa (alle parti molli e all’occhio sinistro con fratture del cranio) da un cavallo scalciante. – Secondo D. la recinzione era temporanea e costituita da paletti in plastica d’un metro d’altezza, messi ad una distanza di circa tre o quattro metri l’uno dall’altro, portanti un nastro elettrico di colore giallo. In essa era incluso anche il sentiero per passeggiate, che costeggia il prato di D. su un lato e congiunge i fondi agricoli della zona con le frazioni E. e F. Per accedere al prato cintato ed attraversarlo il nastro elettrico era munito di una maniglia con una molla, che permettevano di staccarlo dal paletto. Stando a B. qui il nastro elettrico era per terra quando ha ricondotto i cavalli.
Su querela di C., la madre della bambina, l’11 gennaio 2007 la Procura pubblica dei Grigioni ha aperto un procedimento penale contro «Località G.: Lesioni personali del 26 novembre 2006 a danno di A., nata il 16 marzo 2000». Con decreto del 4 settembre 2007, comunicato il 6 settembre 2007, esso è stato abbandonato. La Procura pubblica ha addotto che non erano ravvisabili elementi atti a concludere ad una condotta omissiva di rilevanza penale da parte di D. nella custodia dei suoi cavalli. Non poteva essere escluso che il passo della recinzione, nel punto in cui i cavalli presumibilmente erano usciti, fosse lasciato aperto da passeggiatori. Ulteriori irregolarità nella costruzione della recinzione, rispettivamente nel controllo della stessa non erano state registrate. Sempre a dire della Procura pubblica neppure la condotta di B. è stata penalmente negligente. Ammesso che i cavalli possono avere comportamenti imprevedibili e pericolosi, essi, attirati dal pane, avevano seguito il padre e la bambina sino all’interno del recinto senza manifestare alcun atteggiamento anomalo. Ma anche se si volesse riscontrare una condotta negligente da parte del babbo, sarebbe applicabile l’art. 54 CP, in quanto duramente colpito.
Contro il decreto d’abbandono A., il 27 settembre 2007, è insorta dinanzi alla Camera di gravame del Tribunale cantonale dei Grigioni, ha chiesto che sia annullato e che venga riaperta l’inchiesta, rispettivamente il procedimento penale nei confronti di D..
Dai considerandi:
3.1 Dal profilo formale l’impugnante censura una lacunosa rispettivamente incompleta istruttoria nonostante le gravi lesioni ed eccepisce che la Procura pubblica non ha aperto un procedimento penale contro D. rispettivamente che non l’ha messo in stato d’accusa per lesioni colpose ai sensi dell’art. 125 CP.
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3.2 Sta nell’ambito di discrezionalità della Procura pubblica decidere se, quando e – nel caso che la responsabilità penale va addossata a più persone – contro chi dev’essere aperto un procedimento penale. Il querelato non deve essere oppresso senza motivo da una procedura penale ed è nell’interesse di tutti gli interessati che sia evitato un dispendio inutile. Per contro è fuori discussione che, in considerazione dei diritti procedurali, approfondite indagini, che hanno per oggetto la fattispecie oggettiva e soggettiva, la presunta reità, l’illegalità o la colpevolezza richiedono l’apertura di un procedimento penale. Possibile è che questi chiarimenti si basano su un certo sospetto, ciò che giustifica l’apertura di un’istruttoria. Se sono date le relative premesse, v’è anche l’obbligo dell’autorità d’aprire il procedimento penale. Quest’obbligo risulta dai diritti processuali di un presunto reo (cfr. decisione della Camera di gravame del Tribunale cantonale, BK 06 30 del 6 luglio 2006, cons. 2.a, pag. 5).
3.3 Nel concreto caso si rivela discutibile che il procedimento penale, dopo gli interrogatori da parte della polizia, non è stato ripreso contro il proprietario dei cavalli, che in quel momento era certo, ma è stato portato avanti nei confronti della «località G.». È la persona del reo rispettivamente di un presunto reo certa, l’autorità è obbligata ad aprire formalmente un procedimento penale contro la stessa, anche se eventualmente devono essere presi in considerazione ulteriori, al momento incerti rei. La questione qui sollevata non deve però essere vagliata in modo conclusivo, poichè essa, come si vedrà in seguito (cons. 5.2), per l’esito della procedura di gravame non è (co-)decisiva.
4.1 Pure nell’ordine è da rilevare che dopo le audizioni da parte della polizia il proprietario dei cavalli è stato interrogato dalla segretaria del giudice istruttore. L’impugnante menziona questa circostanza, tuttavia senza censurarla.
4.2 Ai sensi dell’art. 87 cpv. 8 LGP nel caso di crimini e delitti di minima importanza il giudice istruttore può delegare al segretario l’interrogatorio d’imputati, informatori e testimoni.
Che crimini e delitti debbano essere reputati di minima importanza non è detto dalla legge. A questo proposito nulla di convincente può essere dedotto anche dal commentario Padrutt (cfr. pag. 198 cifre 9 e 9.1). L’ivi citata PTC 1967 no. 57 – recte: no. 55 cons. 1 – non tratta questa questione; del pari dicasi del punto del testo di Waiblinger, Das Strafverfahren des Kantons Bern, art. 26 n. 3, pag. 71 seg., addotto da Padrutt. Sono la legge e la prassi silenti, la questione della minima importanza deve quindi essere decisa dal giudice tenendo conto di tutte le circostanze, vale a dire secondo la specie del reato, la connessa pena comminata come pure il grado di difficoltà dell’inchiesta e i problemi di diritto che si pongono. Un interrogatorio finalizzato e mirato va sempre effettuato in base ai reati, che stanno in discussione. Se si
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tratta di un reato colposo commesso per omissione deve essere tenuto conto delle regolarizzazioni relative a doveri di diligenza, che sono applicabili. Solo in tal modo può nell’ambito dell’inchiesta essere accertato se, da chi e perché sono stati violati dei doveri di diligenza. Di massima si ha a che fare con complesse questioni di diritto, ciò che era ed è il caso nell’evenienza concreta. In ogni caso dalla valutazione globale del concreto caso dev’essere tratta la conclusione che non si ha a che fare con un crimine o delitto di minima importanza ed il giudice istruttore ha quindi a torto delegato l’interrogatorio alla sua segretaria. La così commessa violazione di diritto resta però senza conseguenze giuridiche (cfr. PTC 1967 no. 55 cons. 1). Per contro dovrà essere eliminata nell’ambito del necessario completamento dell’istruttoria.
5.1 Nel merito l’impugnante sostiene che la recinzione del prato dove pascolavano i cavalli non adempie neppure lontanamente alle raccomandazioni del Servizio per la prevenzione degli infortuni nell’agricoltura (SPIA). A suo dire D. non ha osservato che pascoli per cavalli richiedono recinti di un’altezza minima di 150 cm con vari nastri o varie stecche ben visibili, che devono essere fissati ad una distanza verticale di circa 40 cm. Al riguardo l’impugnante fa riferimento alla DTF 131 III 115. Essa è del parere che l’omissione del proprietario dei cavalli è stata causa adeguata dell’incidente.
Per contro D. contesta una causalità adeguata tra la sua omissione e l’infortunio. Ciò anche nel caso che avesse trasgredito alle suesposte raccomandazioni. Degli addotti ulteriori motivi in relazione alla causalità la Camera di gravame, come si vedrà in seguito (cons. 5.2), non deve occuparsi in questa procedura.
5.2 La Procura pubblica non s’è per niente confrontata con le raccomandazioni SPIA. Essa non s’è neppure posta la questione di sapere se una recinzione per cavalli può includere un sentiero per passeggiatori, che è inoltre una via di collegamento delle frazioni E. e F. coi fondi agricoli. Il proprietario dei cavalli non è nemmeno stato interrogato sui motivi, che l’hanno indotto a cintare il prato omettendo di osservare le suddette raccomandazioni. L’autorità inquirente non gli ha neanche chiesto se nell’ambito dei suoi controlli aveva una volta costatato che la maniglia col nastro elettrico non era stata riattaccata al paletto del passaggio e se non aveva mai tenuto conto di una simile omissione. La conseguenza di questi e se del caso d’ulteriori necessari accertamenti è che l’impugnato decreto d’abbandono non si occupa delle questioni giuridicamente rilevanti. Esse sono avanzate dalle parti – ovviamente in modo differente secondo i loro punti di vista – colle memorie della procedura di gravame.
Dirimpetto alla situazione di fatto e di diritto qui in discussione la motivazione addotta nel decreto d’abbandono è insostenibile. Dato che la
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procedura di gravame serve unicamente all’esame della motivazione e la decisione del gravame – anche se il diritto d’esser sentito è stato tutelato – non può però semplicemente sostituire una motivazione mancante rispettivamente una motivazione che non considera la situazione di fatto e di diritto determinanti, l’impugnato decreto è da annullare e la causa è da rinviare all’istanza precedente per nuovo trattamento (cfr. decisione della Camera di gravame del Tribunale cantonale, BK 06 30 del 6 luglio 2006, cons. 3.bg, pag. 12). Va la causa rinviata alla prima istanza per il completamento delle prove e nuova decisione, per i motivi esposti all’inizio non le sarà possibile rinunciare ad aprire un procedimento penale contro D. e ad eseguire gli ulteriori interrogatori per il tramite del giudice istruttore stesso. Indi, se l’istruttoria dovesse essere di nuovo abbandonata, l’istanza inferiore dovrà occuparsi in modo approfondito delle questioni qui sollevate e degli assunti giuridici sostenuti dalle parti nell’ambito della procedura di gravame ed addurre una difendibile motivazione. BK 07 48 Decisione del 16 gennaio 2008