Legislator Rechtsprechung & Gesetzgebung
BGE 130 III 607 KI-generiert

Bank Guarantee Enforcement and Counterclaim for Breach of Financing Agreement

Geschäftsnummer BGE 130 III 607
Gericht / Behörde
Rechtsordnung Schweiz · Bundesgericht (BGer / BGE) (CH)
Ausgang Gutgeheissen (Allowed)

Legislator-Zusammenfassung

KI-generiert

In this case, Bank X issued a guarantee for FF 22,500,000 on January 4, 1995, for the financing of company Z. SA in France, later becoming K. SA, in favor of Bank W. in Paris. This guarantee, governed by Swiss law and the jurisdiction of Lugano, was later increased to FF 22,600,000 and extended until March 3, 1998, with the beneficiary becoming Y. SA after a merger. On March 14, 2000, Y. SA sought enforcement of the guarantee in the Ticino Court of Appeals, demanding Bank X pay CHF 5,600,000 plus interest. Bank X contested this, claiming the guarantee was not validly constituted and raising additional contractual defenses related to a previous agreement on June 30, 1994, concerning a financial restructuring plan. Bank X also filed a counterclaim against Y. SA for CHF 24,050,000, alleging failure to fulfill obligations leading to the insolvency of K. SA. Y. SA challenged the counterclaim on jurisdictional and procedural grounds, leading to a preliminary focus in the Canton Court on procedural issues. The Ticino Court dismissed the counterclaim due to lack of jurisdiction, prompting Bank X to appeal, asserting the court's jurisdiction over the counterclaim due to its interconnection with the main claim.

Legislator-Regeste

Amtlich

Regeste Art. 6 Ziff. 3 LugÜ; Gerichtsstand der Widerklage; Ansprüche aus demselben Vertrag oder Sachverhalt. Art. 6 Ziff. 3 LugÜ erlaubt, eine Widerklage am Gerichtsstand der Hauptklage zu erheben, wenn die beiden Klagen auf den gleichen "Sachverhalt", d.h. Sachzusammenhang gestützt werden (E. 5).

Schlagwörter

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Bankbürgschaft Widerklage Kreditinstitute Rahmenvertrag Vollstreckung Darlehensvertrag

Zitierte Gesetzesbestimmungen

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Art. 6 Ziff. 3 Lug
Art. 6 Ziff. 3 LugÜ ; Gerichtsstand der Widerklage; Ansprüche aus demselben Vertrag oder Sachverhalt.
Art. 21 CL
Art. 68 CL
Ora, sebbene l' art. 68 CL stabilisca che i quattordici testi nei quali la convenzione è stata tradotta fanno tutti egualmente fede, appare necessario privilegiare un'interpretazione unitaria e concludere - con la convenuta - che l' art.
Art. 6 CL
72 ad art. 6 CL ; DONZALLAZ, La Convention de Lugano, Berna 1998, n.
Art. 64 LTF
This provision is implicitly cited as the Federal Tribunal remands the case, which often involves subsequent decisions on costs, although it is not explicitly in the final order of this specific decision, the standard practice for remands often involves procedural costs/aid considerations which are usually cited in the dispositive. However, based strictly on the provided text, no explicit cost/aid articles are in the final order (which is only described as annulling the decision and remanding the case).

Zitierte Rechtsprechung

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Zentrale Rechtsfragen, extrahiert von Legislator

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Art. 64 LTF

This provision is implicitly cited as the Federal Tribunal remands the case, which often involves subsequent decisions on costs, although it is not explicitly in the final order of this specific decision, the standard practice for remands often involves procedural costs/aid considerations which are usually cited in the dispositive. However, based strictly on the provided text, no explicit cost/aid articles are in the final order (which is only described as annulling the decision and remanding the case).

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Spätere Entscheide, die dieses Urteil zitieren (10)

12.2012.19 (2014-02-27) · ti
Pipeline Reimbursement and Admissibility of Counterclaim
«…CCA 18 giugno 2012 inc. n. 12.2009.149 in Rti D I-2011 42c pag. 730; cfr. pure, seppur riferita all'art. 6 n. 3 CL, DTF 130 III 607 consid. 5), mentre non è necessario che si tratti di azioni del medesimo tipo o della medesima natura (Cocchi/Trezzini,…»
4A_436/2010 (2010-11-12)
«…rsi sui medesimi fatti o sul medesimo contratto ( DTF 129 III 230 consid. 3.1 pag. 232 e, per l' art. 6 n. 3 CL , DTF 130 III 607 consid. 5). 3.1 La sentenza cantonale accerta che, secondo le indicazioni del creditore riportate sul precetto esecut…»
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Negative Declaration and Counterclaim for Damages Involving Property Invasion and Patrimonial Mandate
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Industrial Design Infringement and Unfair Competition Dismissed; False Advertising Order Issued
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11.2004.166 · ti
Property Owner Eviction and Counterclaim for Account of Funds
«…essendo quello di evitare giudizi contraddittori in presenza di azioni fondate “sul medesimo complesso di fatti” (DTF 130 III 607). E siccome tra le parti sussiste una “complessa situazione economica” nella quale rientra anche il denaro da lui conse…»
12.2009.149 · ti
Negative Declaratory Judgment and Counterclaim Regarding Management Mandate Breach and Home Invasion Damages
«…ur non essendo del tutto identiche, si fondano sul “medesimo complesso di fatti” ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 LForo (DTF 130 III 607 consid. 5, TF 21 marzo 2006 4C.356/2005 consid. 5.3), sicché appare opportuno deciderle insieme, onde evitare la pronun…»
12.2012.19 · ti
Sewage Pipeline Reimbursement and Inadmissible Right of Way Counterclaim
«…CCA 18 giugno 2012 inc. n. 12.2009.149 in Rti D I-2011 42c pag. 730; cfr. pure, seppur riferita all'art. 6 n. 3 CL, DTF 130 III 607 consid. 5), mentre non è necessario che si tratti di azioni del medesimo tipo o della medesima natura (Cocchi/Trezzini,…»

Volltext

Urteilskopf

130 III 607

78. Estratto della sentenza della I Corte civile nella causa Banca X. contro Y. SA (ricorso per riforma)

4C.261/2003 del 28 maggio 2004

Regeste

Art. 6 Ziff. 3 LugÜ ; Gerichtsstand der Widerklage; Ansprüche aus demselben Vertrag oder Sachverhalt.

Art. 6 Ziff. 3 LugÜ erlaubt, eine Widerklage am Gerichtsstand der Hauptklage zu erheben, wenn die beiden Klagen auf den gleichen "Sachverhalt", d.h. Sachzusammenhang gestützt werden (E. 5).

Sachverhalt ab Seite 607

BGE 130 III 607 S. 607

A. Nel quadro di un'operazione volta al finanziamento della Z. SA, Nevers (Francia) - poi divenuta K. SA - la banca X. ha emesso, il 4 gennaio 1995, un atto di garanzia di FF 22'500'000.- a favore della banca W., Parigi, sottoposto al diritto svizzero e al foro di Lugano.

Successivamente la somma garantita è stata aumentata a FF 22'600'000.-; la società beneficiaria è divenuta - in seguito ad una fusione - Y. SA e la validità della garanzia è stata prolungata sino al 3 marzo 1998.

B. Onde ottenere l'adempimento della predetta garanzia, il 14 marzo 2000 Y. SA (attrice) si è rivolta direttamente al Tribunale

BGE 130 III 607 S. 608

d'appello del Cantone Ticino, chiedendo la condanna della banca X. (convenuta) al pagamento di fr. 5'600'000.-, oltre interessi al 6 % dal 3 marzo 1998.

La banca X. si è opposta all'azione asseverando, in primo luogo, che l'atto sul quale la pretesa attorea si fonda non è una garanzia bancaria a prima richiesta (astratta) bensì una fideiussione semplice, della quale non sono però ossequiati i requisiti di forma. Essa ha poi invocato tutta una serie di eccezioni tratte dal contratto sottoscritto dalle parti il 30 giugno 1994, nell'ambito della complessa operazione di risanamento del gruppo Z.

In particolare la convenuta ha rimproverato all'attrice di aver disdetto i crediti a K. SA, impedendo così il raggiungimento dell'obiettivo ch'esse si erano prefisse, vale a dire il suo risanamento. Per questo motivo, in via riconvenzionale, ha postulato la condanna di Y. SA al versamento di fr. 24'050'000.-, pari al valore della suddetta società al momento della sua messa in liquidazione. Parte attrice ha avversato la domanda riconvenzionale eccependo l'incompetenza del foro luganese, la litispendenza davanti al Tribunal de commerce di Nevers, nonché l'assenza di legittimazione attiva della banca X.

La procedura cantonale è stata dunque limitata all'esame di queste eccezioni. Con sentenza 5 agosto 2003 la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha accolto l'eccezione d'incompetenza e respinto l'azione riconvenzionale siccome non fondata sul medesimo "contratto o titolo" ai sensi dell'art. 6 n. 3 Convenzione di Lugano. Dato l'esito del procedimento, la Corte ticinese ha rinunciato all'esame delle ulteriori eccezioni sollevate in via preliminare.

C. Tempestivamente insorta dinanzi al Tribunale federale con un ricorso per riforma fondato sulla violazione della predetta disposizione convenzionale, la banca X. domanda il riconoscimento della competenza materiale, territoriale o internazionale dell'autorità giudiziaria ticinese per pronunciarsi sull'azione riconvenzionale. Essa postula pertanto il rinvio della causa al tribunale cantonale per esame delle altre eccezioni preliminari.

Con risposta del 19 novembre 2003 Y. SA propone la reiezione integrale del gravame.

Il 28 maggio 2004 il Tribunale federale ha accolto il ricorso, annullato la sentenza impugnata e rinviato la causa all'autorità cantonale per nuovo giudizio.

BGE 130 III 607 S. 609

Erwägungen

Dai considerandi:

5. La diversità dei contratti non esclude necessariamente la proponibilità dell'azione riconvenzionale: l'art. 6 n. 3 Convenzione di Lugano (CL; RS 0.275.11) prevede infatti anche l'eventualità che le due pretese nascano dal medesimo titolo.

È ciò che la convenuta assevera in via subordinata. Essa rileva anzitutto che il termine "titolo" dell' art. 6 n. 3 CL è stato tradotto "Sachverhalt" in tedesco e "fait" in francese; essa suggerisce pertanto di attribuirgli il significato di fattispecie. Chiarito questo aspetto, asserisce che vi è appunto una stretta interdipendenza di fatto tra la convenzione 30 giugno 1994 e la garanzia 4 gennaio 1995.

5.1 Il sostantivo titolo è stato tradotto in più modi nella convenzione: ai fini della determinazione della litispendenza secondo l' art. 21 CL , ad esempio, l'espressione "domande aventi il medesimo titolo" è stata tradotta "Klagen wegen desselben Anspruchs" in tedesco e "demande ayant le même objet et la même cause" in francese (il Tribunale federale ha chiarito il significato di questa espressione nella DTF 123 III 414 consid. 5, invero senza preoccuparsi delle differenze linguistiche; cfr. anche la sentenza inedita 25 gennaio 2001, causa 4C.207/2000 consid. 6). Tale situazione va probabilmente ricondotta al fatto che nella lingua italiana questo vocabolo ha diversi significati: limitatamente a quelli di valenza giuridica esso può in effetti definire il fatto per effetto del quale un diritto viene attribuito a un soggetto, il documento che lo comprova oppure ancora il documento che consente di promuovere un'esecuzione forzata (cfr. www.garzantilinguistica.it , UTET 2003).

Ora, sebbene l' art. 68 CL stabilisca che i quattordici testi nei quali la convenzione è stata tradotta fanno tutti egualmente fede, appare necessario privilegiare un'interpretazione unitaria e concludere - con la convenuta - che l' art. 6 n. 3 CL permette d'introdurre l'azione riconvenzionale davanti al foro dell'azione principale se le due azioni si fondano sui medesimi fatti nel senso che verrà meglio definito qui di seguito. Si può inoltre ricordare che anche nella versione inglese della convenzione il termine "titolo" è stato tradotto "facts" .

5.2 La dottrina - pertinentemente citata dalla convenuta - menziona in particolare una sentenza emanata il 18 febbraio 1994 dalla Corte di cassazione francese, nella quale è stato deciso che l'azione riconvenzionale di risarcimento promossa dal concessionario per

BGE 130 III 607 S. 610

violazione della clausola di esclusività contenuta nel contratto-quadro poteva essere proposta dinanzi al foro dell'azione principale avviata dal concedente per l'incasso del prezzo dei prodotti forniti in esecuzione di un contratto d'applicazione (KROPHOLLER, Europäisches Zivilprozessrecht, 7 a ed., Heidelberg 2002, nota a pié di pagina n. 72 ad art. 6 CL ; DONZALLAZ, La Convention de Lugano, Berna 1998, n. 5567).

Ciò che, in definitiva, conta è dunque l'esistenza di un rapporto di connessione stretto tra le due pretese (KROPHOLLER, op. cit., n. 38 ad art. 6 CL ; DONZALLAZ, op. cit., n. 5560 e 5566). Lo scopo del foro speciale dell' art. 6 n. 3 CL è infatti di concentrare le procedure ed evitare quindi giudizi contraddittori quando vi è una forte connessione fattuale delle pretese (cfr. GEIMER/SCHÜTZE, Europäisches Zivilverfahrensrecht, München 1997, n. 48 ad art. 6 CL ; DONZALLAZ, op. cit., n. 5548). Anche il Tribunale federale, pur senza aver dovuto approfondire la questione specifica posta dall' art. 6 n. 3 CL , ha di recente richiamato il citato giudizio della Corte di cassazione francese ( DTF 129 III 230 consid. 3.1 pag. 233 in fine) e ricordato che l' art. 6 n. 3 CL esige l'esistenza di un "Sachzusammenhang" tra l'azione principale e quella riconvenzionale (sentenza 3 settembre 2002, causa 4P.32/2002 consid. 2.3, pubblicata in Pra 92/2003 n. 15 pag. 70).

5.3 La tesi formulata in via subordinata dalla convenuta può essere così riassunta.

All'art. 8 della convenzione 30 giugno 1994 le parti si sono impegnate a finanziare in ragione di metà ciascuno - la convenuta "par signature" - i bisogni a corto termine di Z. SA; questo patto è assimilabile ad un contratto quadro. Il 4 gennaio 1995 la convenuta ha attuato tale impegno garantendo il 50 % dei crediti concessi dall'attrice. In altre parole, con questo atto essa ha eseguito il contratto-quadro.

Se così fosse, l'analogia con il caso francese sarebbe evidente: l'azione principale si fonderebbe sul contratto di esecuzione rimasto inadempiuto da parte della convenuta, mentre quella riconvenzionale deriverebbe dal contratto-quadro che l'attrice avrebbe violato disdicendo i crediti concessi a Z. SA. Si dovrebbe pertanto riconoscere, nell'interesse di un'interpretazione unitaria della norma convenzionale, l'esistenza di una connessione di fatto tra le due azioni tale da giustificare la necessità di riunire i fori.

BGE 130 III 607 S. 611

5.4 Il Tribunale federale non è tuttavia in grado di decidere la causa sotto questo profilo, poiché la sentenza impugnata non contiene accertamenti di fatto concernenti i rapporti - ovverosia la connessione di fatto - tra l'art. 8 della convenzione 30 giugno 1994 e la garanzia 4 gennaio 1995. Essa è stata infatti emanata prescindendo espressamente da tali aspetti. Sennonché si tratta, per i motivi addotti al considerando precedente, di fatti determinanti ai fini del giudizio sul foro dell'azione riconvenzionale.