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7B.253/2002 KI-generiert

Debtor Challenges Land Auction Over Anticipated Zoning Value Increase

Geschäftsnummer 7B.253/2002
Gericht / Behörde
Rechtsordnung Schweiz · Bundesgericht (BGer / BGE) (CH)
Entscheiddatum
Ausgang Abgewiesen (Dismissed)

Legislator-Zusammenfassung

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The case involves an individual who contested a public auction set for the sale of several plots of land, citing that a pending variant of the zoning plan would potentially increase the value of one specific plot significantly. The appellant argued that conducting the auction shortly before the resolution of the zoning issue would allow a creditor to acquire the property at an undervalued price, as opposed to its market value. The local authority overseeing executory actions rejected the appeal and continued with the sale process. The appellant sought further review from the Federal Tribunal, asserting that the imminent zoning changes warranted delaying the auction. However, the Tribunal ultimately found the appeal to be unfounded, particularly since the sale procedure had been long-standing and no legal provisions justified postponing the auction based on the pending zoning changes.

Legislator-Regeste

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Art. 133 LEF, Art. 19 cpv. 1 LEF, Art. 63 cpv. 2 LDFR, Art. 64 cpv. 1 lett. g LDFR, Art. 20a cpv. 1 LEF; Debtor Challenges Land Auction Over Anticipated Zoning Value Increase: The appellant argued that conducting the auction shortly before the resolution of the zoning issue would allow a creditor to acquire the property at an undervalued price, as opposed to its market value. The local authority overseeing executory actions rejected the appeal and continued with the sale process. The appellant sought further review from the Federal Tribunal, asserting that the imminent zoning changes warranted delaying the auction. However, the Tribunal ultimately found the appeal to be unfounded, particularly since the sale procedure had been long-standing and no legal provisions justified postponing the auction based on the pending zoning changes.

Schlagwörter

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Zwangsverwertung von Grundstücken Bodenrecht Grundstückspreis Nutzungsplan Kauf im kaufmännischen Verkehr Bankenrecht

Zitierte Gesetzesbestimmungen

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Zentrale Rechtsfragen, extrahiert von Legislator

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Art. 19 cpv. 1 LEF

Cited to establish the basis upon which the decision of the cantonal supervisory authority can be appealed to the Federal Tribunal.

Art. 20a cpv. 1 LEF

Provision cited for not levying a judicial fee (tassa di giustizia).

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Spätere Entscheide, die dieses Urteil zitieren (9)

BGE 135 III 28
Creditor Enforcement vs. Federal Expropriation: Legality of Postponement
«…de l' art. 133 LP , d'une plus-value résultant d'une future affectation partielle en zone à bâtir ne suffit pas (arrêt 7B.253/2002 du 20 décembre 2002, in Pra 2003 n° 160 p. 879). 3.3 Au vu de ce qui précède, c'est à juste titre que la recourante cr…»
12.2020.76 (2021-02-25) · ti
Foreclosure Auction Delay Compensation Suit
«…n rientra invece tra i provvedimenti idonei a giustificare un differimento dell’incanto (DTF 135 III 28 consid. 3.2; TF 7B.253/2002 del 20 dicembre 2002 consid. 4; CEF 21 agosto 2018 inc. n. 15.2017.89/98). **7.** Come si vedrà, è a ragione che l’a…»
BEK 2017 63 (2017-09-28) · sz
Debtor's Appeal Challenging Public Auction Dismissed
«…ftigen teilweisen Zuteilung zur Bauzone nicht (zit. BGE 135 II 28 = Pra 2009 Nr. 68 E. 3.2 mit Hinweis auf BGer, Urteil 7B.253/2002 vom 20. Dezember 2002 = Pra 2003 Nr. 160 [künftige Entlassung eines Grundstückes aus dem BGBB infolge Teilung und Änder…»
PS150144 (2015-10-07) · zh
Debtor Appeal Against Compulsory Auction Over Private Sale Mandated Due to Zoning Uncertainty
«…n Art. 133 SchKG hinaus, auf einen Mehrwert aus einer zukünftigen teilweisen Zuteilung zur Bauzone genügt nicht (Urteil 7B.253/2002 vom 20. Dezember 2002 = Pra 2003 Nr. 160"). Lorandi hält Art. 141 Abs. 1 SchKG für verallgemeinerungsfähig (act.…»
5A_672/2008 (2008-12-10)
Creditor Challenge to Suspension of Forced Realization Due to Ongoing Expropriation
«…de l' art. 133 LP , d'une plus-value résultant d'une future affectation partielle en zone à bâtir ne suffit pas (arrêt 7B.253/2002 du 20 décembre 2002, publié in Pra 2003 n. 160 p. 879). 3.3 Au vu de ce qui précède, c'est à juste titre que la recoura…»
15.2004.42 (2004-07-01) · ti
Bankruptcy Case Extension Due to Asset Realization Prospects
«…ella medesima dal profilo temporale in considerazione delle effettive condizioni di mercato (cfr. STF 20 dicembre 2002 [7B.253/2002], in cui il Tribunale federale ha ritenuto che un atteso cambiamento del piano regolatore non giustificava una dilazion…»
12.2020.76 · ti
Creditor Compensation for Unlawful Postponement of Forced Auction
«…n rientra invece tra i provvedimenti idonei a giustificare un differimento dell’incanto (DTF 135 III 28 consid. 3.2; TF 7B.253/2002 del 20 dicembre 2002 consid. 4; CEF 21 agosto 2018 inc. n. 15.2017.89/98). **7.** Come si vedrà, è a ragione che l’a…»
15.2004.42 · ti
Bankruptcy Administration Extension for Asset Realization
«…ella medesima dal profilo temporale in considerazione delle effettive condizioni di mercato (cfr. STF 20 dicembre 2002 [7B.253/2002], in cui il Tribunale federale ha ritenuto che un atteso cambiamento del piano regolatore non giustificava una dilazion…»
PS150144 · zh
Confirmation of Compulsory Auction Over Debtor's Request for Private Sale Pending Zoning Approval
«…n betroffenen Grundstücken (act. 23 S. 11). Andere Urteile des Bundesgerichts kämen dem vor- liegenden Fall näher (BGer 7B.253/2002 = Pra 2003 Nr. 160; BGer 5A_672/2008 = Pra 2009 Nr. 68). Ein Aufschub sei nur gemäss Art. 123 SchKG möglich bzw. für de…»

Volltext

Tribunale federale

Tribunal federal

{T 0/2}

7B.253/2002 /bom

Sentenza del 20 dicembre 2002

Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Giudici federali Nordmann, presidente,

Escher e Meyer,

cancelliere Piatti.

A.________,

ricorrente,

contro

Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, palazzo di Giustizia, via Pretorio 16, 6900 Lugano.

avviso d'incanto,

ricorso del 30 novembre 2002 contro la decisione emanata il

13 novembre 2002 dalla Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità

di vigilanza.

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1. L'Ufficio di esecuzione di Lugano aveva fissato per il 5 settembre 2002 l'incanto delle particelle n. 268, 272, 283 e 1768 RFD di B.________ di proprietà dell'escusso A.________. Quest'ultimo ha impugnato il 18 luglio 2002 l'avviso d'incanto, affermando in sostanza che sussiste una variante del piano regolatore (PR) di B.________ in base alla quale l'area edificabile della particella n. 272 è destinata ad aumentare, che in caso di accoglimento della sua impugnativa contro il predetto piano regolatore, il valore di tale fondo verrebbe ancora maggiormente incrementato e che un incanto fissato poche settimane prima della definizione della situazione pianificatoria permetterebbe alla banca procedente di aggiudicarsi il predetto mappale per fr. 270'000.-- (prezzo corrispondente alla LDFR), invece del valore commerciale stimato in 5/6 milioni di franchi.

2. Il 13 novembre 2002 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto il ricorso e ha autorizzato l'Ufficio a procedere nei propri incombenti e a fissare al più presto la data dell'incanto. La sentenza cantonale indica che la banca creditrice ipotecaria ha chiesto la vendita dei predetti fondi il 1° giugno 1995, ma che essa ha intavolato discussioni con l'escusso al fine di permettergli il rimborso del mutuo. Non essendo stato soddisfatto dal debitore, l'istituto di credito ha nuovamente scritto il 31 gennaio 2002 all'Ufficio affinché provveda a preparare l'incanto. Quest'ultimo, previsto per il 5 settembre 2002, è stato fissato manifestamente oltre il limite massimo dell' art. 133 LEF , norma che tuttavia contiene unicamente un termine d'ordine. Ora, l'escusso non ha chiesto un differimento dell'asta durante il termine menzionato dalla predetta norma né è ravvisabile un abuso del creditore ipotecario inerente al momento in cui ha presentato la domanda, ritenuto che la stessa risale al 1° giugno 1995 e che i lavori di modifica del piano regolatore sono invece iniziati solo nell'autunno 1996.

3. Con ricorso del 30 novembre 2002 A.________ chiede al Tribunale federale, previa concessione dell'effetto sospensivo, di annullare la decisione dell'autorità di vigilanza. Egli ribadisce che la particella n. 272 è oggetto di una variante di piano regolatore e che in caso di approvazione della stessa, con o senza le modifiche da lui postulate, il suo valore subirà un notevole aumento. Inoltre, poiché trattasi di un fondo ad utilizzazione mista (agricola/edificabile), esso soggiace interamente alla LDFR e non può quindi essere venduto a un prezzo superiore a fr. 10.-- al mq, importo che la Sezione agricoltura ritiene non esorbitante. Atteso che nella situazione attuale possono partecipare all'incanto unicamente coltivatori diretti, poiché altri interessati non riceverebbero l'autorizzazione all'acquisto dalla competente autorità, la banca procedente ha chiesto la realizzazione per poter "incamerare" il fondo in discussione. Infine, sempre secondo il ricorrente, una volta terminata la procedura di approvazione del PR, il mappale potrà essere frazionato e l'area edificabile, scorporata, potrà essere messa in vendita a trattative private o a un pubblico incanto per un prezzo superiore a quello che può essere ricavato attualmente.

4. Con un ricorso fondato sull' art. 19 cpv. 1 LEF , la decisione dell'autorità cantonale di vigilanza può essere deferita al Tribunale federale per violazione del diritto federale o dei trattati conclusi dalla Confederazione, come pure per eccesso o abuso nel potere di apprezzamento. Nell'esame di un siffatto rimedio il Tribunale federale, tranne eccezioni che in concreto non ricorrono, pone a fondamento della sua sentenza i fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale (combinati art. 81 e 63 cpv. 2 OG ).

Nella misura in cui il ricorrente si prevale di fatti che non risultano dalla decisione impugnata, quali ad esempio l'affermazione secondo cui regna un'incertezza giuridica che ha impedito di portare a termine l'opera di frazionamento, il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile. Per il resto occorre rilevare che il ricorrente misconosce che, nell'ambito di una procedura di realizzazione forzata, il pagamento di un prezzo esorbitante non permette alla competente autorità di rifiutare all'aggiudicatario l'autorizzazione per l'acquisto ( art. 63 cpv. 2 LDFR ). È tuttavia esatto che la compera di fondi agricoli soggiace in linea di principio ad autorizzazione e che giusta l'art. 64 cpv. 1 lett. g LDFR sussiste un'eccezione al principio della coltivazione diretta nel caso in cui il creditore che detiene un diritto di pegno sull'azienda o sul fondo acquista quest'ultimi nell'ambito di una procedura di realizzazione forzata. Sennonché tale circostanza, espressamente prevista dalla legge, non giustifica un rinvio dell'incanto fino al giorno in cui forse il fondo da realizzare non sarà più assoggettato alla LDFR. Il debitore pare poi dimenticare di già aver affermato nel ricorso all'autorità di vigilanza del 18 luglio 2002 che l'evasione del suo rimedio al Consiglio di Stato del 26 marzo 2001 colla conseguente approvazione del piano regolatore era "prevista per il prossimo mese di agosto" e che la decisione del governo cantonale può essere impugnata innanzi al Tribunale della pianificazione del territorio. In queste circostanze la presente impugnativa è destinata all'insuccesso, atteso che il ricorrente non invoca alcuna disposizione che permette di differire l'incanto e non essendo ravvisabile un abuso del potere di apprezzamento dell'autorità di vigilanza nell'invitare l'Ufficio a proseguire nei suoi incombenti in una procedura in cui la domanda di realizzazione risale a più di sette anni fa e che è stata oggetto di solleciti.

5. Da quanto precede discende che il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, si avvera manifestamente infondato e come tale dev'essere respinto. Con l'evasione del gravame la domanda di effetto sospensivo è divenuta caduca. Non si preleva tassa di giustizia ( art. 20a cpv. 1 LEF ).

Per questi motivi, la Camera pronuncia:

1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2. Comunicazione al ricorrente, alle controparti, all'Ufficio di esecuzione di Lugano e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 20 dicembre 2002

In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

del Tribunale federale svizzero

La presidente: Il cancelliere: